Canotto a ZC: “Quest’anno possiamo far bene. A 16 anni volevo smettere”

Luigi Canotto, esterno d’attacco della Juve Stabia, si è raccontato in esclusiva a Zonacalcio.net.

Il ragazzo classe 1994, cresciuto nel vivaio della Reggina, è arrivato a Castellammare dopo una stagione in B al Trapani. Arrivato a fine agosto, si è confermato come uno dei gioielli della categoria arricchendo la rosa gialloblù di un tassello importante. Il 23enne, infatti, ha sin qui disputato un ottimo inizio di stagione grazie ad un continuo crescendo di forma fisica e prestazioni.

Il calabrese, ai nostri microfoni, ha parlato del campionato disputato sin qui dalle vespe, del suo passato e di tanto altro.

Canotto e la Juve Stabia, com’è nata – “Avevo una situazione particolare a Trapani, in quanto dovevo accordarmi per il rinnovo che poi non c’è stato per mancanza dei giusti presupposti. L’ultimo mese di mercato, mi sono ritrovato ad osservare le varie situazioni createsi per me. La chiamata del direttore Polito, insieme a quella del Presidente e del Dg Filippi è arrivata a due giorni dalla chiusura del mercato. Prima di allora non sapevo nulla dell’interesse delle vespe ma, una volta arrivata l’offerta, non ci ho pensato molto ad accettare perché sapevo fosse una grande piazza, e chi fa bene qua sicuramente poi va in piazze importanti. Ora sono qui e ci sto bene”.

La prima parte di stagione – “Il nostro è stato un inizio positivo. Ci spiace per quelle gare in cui abbiamo perso punti, specialmente negli ultimi minuti, ma analizzando tutto l’andamento si nota che siamo una squadra compatta ed ostica per tutti. In questo senso, non ricordo una gara in cui non abbiamo dato fastidio agli avversari, forse solo quella con il Bisceglie. Sono fiducioso, comunque, perché potremmo fare bene quest’anno”.

Le gare dei rimpianti – “Sono tante le gare in cui c’è rammarico. Con la Casertana, per esempio, potevamo vincere ma abbiamo commesso un errore. Con il Catania, invece, abbiamo preso goal al 95esimo. Anche con il Lecce abbiamo fatto bene e potevamo ottenere di più, siccome pur perdendo avevamo sempre noi il pallone. Per non parlare, poi, di alcuni arbitraggi che, credo, ci abbiano tolto almeno 10 punti. Sarà importante il girone di ritorno dove affronteremo le prime 3 della classe, con le trasferte di Trapani e Lecce dove possiamo fare bene con il nostro gioco.

L’Andria – “Le sensazioni, in vista della gara, sono positive. Sappiamo che dobbiamo portare a casa i 3 punti, anche in vista del turno di riposo. Sappiamo che l’Andria non è la squadra che dice la classifica. Ha elementi importanti e dobbiamo affrontare la gara con lo spirito giusto, facendo capire che squadra siamo”.

L’obiettivo stagionale – “Io credo che tranquillamente arriveremo tra le prime sei, se continueremo a giocare così. Toccando ferro (ride ndr.). Chi capisce di calcio non può dire che questo traguardo non è alla nostra portata, specialmente perché nelle gare giocate sino ad oggi abbiamo dimostrato di poter affrontare tutti”.

Il rapporto con Ferrara e Caserta – “Fin dal mio arrivo è sempre stato positivo con entrambi. Io sono un tipo schietto e se c’è qualcosa da dire io la dico. Il mister, poi, è calabrese come me e quindi ci capiamo (ride ndr.).

La chioccia dei giovani – “Passo molto tempo con Berardi, Strefezza, Calò, D’Auria. Sono ragazzi bravissimi e con qualità ed è giusto che nei momenti in cui serve un po’ di esperienza in più ci sia qualcuno a consigliarli. Sono ragazzi importanti ma devono avere pazienza, il primo anno è difficile per tutti”.

Fare goal o fare assist – “Io preferisco vincere, è quello che conta realmente. A me va bene fare assist perché una volta fatto, di conseguenza, equivale all’aver segnato. Spero di fare tanti assist ed anche qualche goal in più”.

Canotto ed il goal del record – “Il mio goal preferito è quello che mi è valso il record di velocità nelle marcature: 7 secondi. Una giornata indimenticabile in quanto lo realizzai contro il Matera, in un derby che poi abbiamo vinto. Ricordo che quella settimana non ho dormito la notte. Non sapevo di questo record, prima di farlo, ma me lo tengo stretto finché dura”.

Canotto ed il calcio – “Mi devo togliere un sassolino che ho nella scarpa. Venerdì abbiamo giocato contro la Reggina e per me è stata una rivalsa. Ho fatto il settore giovanile con gli amaranto ed all’età di 16 anni mi chiamò il direttore dei calabresi dicendomi che non credevano più in me. Io, in quel momento, non volevo più giocare a calcio. Quando sei piccolo e prendi una batosta simile è dura perché senti di aver fallito, dopo 3 anni di sacrifici lontano da casa. Ho imparato, però, che se si lavora tanto si migliora ed io lavoro tanto per migliorarmi ed ambire anche a categorie superiori”.

Il modello da seguire – “Io l’ho sempre detto: il calciatore a cui mi ispiro è Callejon. Un calciatore che ti dà tutto in campo. È ala destra, il mio ruolo preferito, ed è un giocatore importante che ti fa gol, assist e la doppia fase. Sarri non lo toglie mai perché come fai a toglierlo? Quando gioca il Napoli io lo guardo sempre”.

La redazione di zonacalcio.net ringrazia Luigi Canotto, la S.S. Juve Stabia ed il suo ufficio stampa per la disponibilità e la cortesia.
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Antonio Di Martino

Studente di Economia Aziendale, diplomato in ragioneria, con la passione per il calcio.

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