Esclusiva- Bogdani a ZC: “Reggina e Siena quanti ricordi, Panucci farà bene con l’Albania”

Italia e Albania sono unite da un legame indissolubile. Erjon Bogdani, ex calciatore di Serie A ed attuale tecnico della nazionale under 19 albanese, ne è un esempio. Ai nostri microfoni, l’ex centravanti di Siena e Reggina, ha parlato delle sue esperienze da calciatore, del suo ruolo da allenatore e del rapporto così forte esistente tra queste due nazioni.

Albania, un movimento in crescita-Abbiamo fatto dei passi da giganti, fino ad arrivare a giocare una fase finale di un Europeo. Eravamo in un girone davvero duro con Portogallo, che poi avrebbe vinto la competizione, Danimarca, Serbia ed Armenia. Riuscirci a qualificare in un gruppo così impegnativo è stato davvero importante per la crescita del nostro movimento. In generale il calcio in Albania sta crescendo, grazie anche alla scuola italiana, oltre De Biasi e Panucci, voglio menzionare Agostinelli o il Partizani Tirana guidato da Iuliano. 

La maglia della nazionale ed il record- Per uno sportivo non vi è un’ambizione più bella che indossare la maglia del proprio paese. E’ un sogno che ho realizzato, sono davvero fiero di essere il capocannoniere di tutti tempi della mia nazione. 

De Biasi e Panucci- E’ stato davvero fondamentale, il primo, ha inculcato l’idea di disciplina e professionalità. E’ entrato nella storia dell’Albania. Panucci l’ho conosciuto come avversario in campo, ultimamente ci siamo incontrati in un convegno federale. E’ un ragazzo giovane, ma che ha tanto carisma, bisogna concedergli del tempo come è accaduto con De Biasi. Sicuramente farà bene.

La prima rete in A- Bellissimo il mio primo gol in Serie A, una rete decisiva per la mia carriera e per la Reggina. Da quella partita è infatti iniziata la nostra corsa verso la salvezza, il nostro primo anno in A, la vittoria contro il Venezia in qualche modo ha significato la nostra svolta.

Hellas Verona e la B- Un’esperienza importante, venivo da un campionato importante a Salerno, la Reggina poi decise di girarmi all’Hellas. Con gli scaligeri ho fatto una stagione significativa, segnando tanto e sfiorando la promozione. Peccato per quella partita contro il Catanzaro, che era retrocesso, dove la squadra non andò oltre il pareggio, mentre io ero assente, poichè ero stato convocato dalla nazionale. 

La tripletta al Palermo- Era la seconda partita del girone di ritorno, un anticipo delle 18. Non stavo segnando molto, ma stava offrendo delle ottime prestazioni mi mancava solo la rete. Con il Palermo ne arrivarono tre, da quel momento non mi sono fermato più, raggiungendo la doppia cifra. 

Reggina e Siena- Mi dispiace vedere due club davvero importanti della mia carriera relegati nelle categorie che non meritano. Reggio è una piazza splendida, dove ci sono tutti appassionati di calcio che non esitano a far sentire tutto il loro calore. Siena è una realtà più tranquilla, ma anche qui la tifoseria è davvero calorosa. Non potrò mai dimenticare quando segnai al Granillo e il pubblico di casa mi applaudì nonostante giocassi con la maglia del Siena, un qualcosa di inspiegabile, di incredibile, vedere la tua ex tifoseria che esulta per una tua rete contro la propria squadra. Fu una bella emozione e la partita finì pari 1-1. 

Nazionale under 19- Molti dei miei ragazzi giocano in Italia, in particolare nei vivai di Atalanta, Fiorentina, Lazio, Roma, Udinese e Sampdoria. Altri invece si stanno mettendo in mostra in Grecia con le maglie del Panathinaikos e dell’Aek Atene. 

Tecnici- Sono stati tutti importanti, sono cresciuto calcisticamente in Italia, ed ho appreso molto dai vari allenatori che ho avuto. Ovviamente nella nuova esperienza ci sto mettendo molto di mio. In generale credo che la scuola italiana ha un qualcosa in più, mi ricordo di Conte quando era il secondo a Siena, ed era già evidente che sarebbe diventato un grande tecnico. Non posso non citare i vari Del Neri, Giampaolo e Ficcadenti. In Italia ci sono bravi tecnici anche nelle cosiddette “piccole” che riescono a mettere in difficoltà anche le compagini più blasonate. 

Idoli- Ricordo i vari Batistuta, Vieri, Ronaldo, Ibrahimovic, Nesta, Cannavaro, Thuram, che ho avuto il piacere di incontrare sul rettangolo di gioco. Quando giocavamo contro Milan e Juventus, che dovevano affrontarsi nella finale di Champions League, un pò ti soffermavi a pensare sulla grande forza degli avversari che ti trovavi a sfidare in Serie A. 

Hysaj- Ho un rapporto eccezionale con lui e la sua famiglia, io credo che abbia ancora ampi margini di miglioramento, ma nonostante ciò lo reputo già uno dei più forti terzini al mondo, non era facile imporsi in una piazza come quella di Napoli ma lui ci è riuscito, diventando un punto fermo nell’undici di Sarri. Abile tecnicamente, dotato di senso di posizione, bravo con entrambi i piedi, il Napoli ha fatto bene a blindarlo.

Rashica- L’ho allenato e lo conosco bene, giocatore rapido, dotato di buona tecnica, in grado di saltare l’uomo e garantire la superiorità numerica. Può e deve migliorare, spero che possa emulare la carriera fatta da Hysaj, visto che parliamo di un giovane dotato di un grande potenziale. L’Italia per lui sarebbe un passo importante. 

zonacalcio.net ringrazia Erjon Bogdani per la cortesia e la disponibilità.

RIPRODUZIONE RISERVATA: l’esclusiva può essere riportata parzialmente o integralmente previo assenso della Direzione di ZonaCalcio.net.

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