Esclusiva- Umberto Sorgentone a ZC: “Il futuro con Asta tutto da scoprire. Repetto grande professionista. Campitelli antepone il Teramo a tutto il resto spesso. Si cercherà una salvezza tranquilla, ma non solo.”

Lavoro e dedizione, due grandi aspetti per un dirigente. Sono importanti da rispettare soprattutto in piazze come quella di Teramo, da sempre particolarmente legata al calcio.

Questi due punti sono stati sempre rispettati da Umberto Sorgentone, ex direttore generale del Diavolo. Nonostante dal 2013 non ne sia più un dirigente, è sempre molto legato ai biancorossi.

zonacalcio.net lo ha intervistato in esclusiva per analizzare passato, presente e futuro della squadra del presidente Campitelli.

Asta sulla panchina- “Quando si parlava di Sandro Federico come ds, era lecito l’accostamento con Palladini. Cambiando la scelta dirigenziale, ovviamente cambia anche l’allenatore. Quest’anno la guida tecnica è stata valutata e decisa sia dal direttore sportivo che dal presidente. Le cose potranno andare bene perché ci sarà la convinzione di tutti di sostenere il tecnico. Non sappiamo come andrà effettivamente questa annata, dipenderà dai programmi societari. Questi li sapremo a breve, quando l’ex direttore generale del Pescara inizierà a lavorare sulla rosa” .

L’arrivo di Repetto- “Parliamo di un grandissimo professionista che ha sempre lavorato bene, sicuramente è l’uomo ideale per il Teramo. Arriva dopo una stagione travagliata, in cui ci sono stati cambi in panchina, avvicendamenti tra ds e risultati poco convincenti. Credo sia stato un grande colpo del presidente Campitelli e ci sono tutte le carte in regola per fare bene con il Diavolo” .

La scelta- “Tra le figure dirigenziali ci sono sempre ottime intese. Se il presidente riuscirà a trovare questo punto di incontro con Repetto, allora si potrà davvero lavorare bene. Le polemiche ci sono sempre e continueranno ad esserci nel calcio. La prossima stagione sportiva, a mio avviso, sarà diversa rispetto a quella scorsa e vedremo un Teramo rinnovato e che avrà tanto da dimostrare” .

La passione del presidente- “Ci sta l’esaltazione della piazza quando si vince, così come la delusione in una tribolata stagione come l’ultima. Conoscendolo, posso dire che Campitelli spesso rinuncia a tutto il resto per pensare al Teramo. È il più grande tifoso della sua squadra, i suoi sentimenti sono chiari ad ogni risultato. Si è aperta una frattura tra la tifoseria e la sua figura, bisognerà ricomporla . Perché ciò accada, si renderà necessario un riavvicinamento tra le parti, difficile dire quanto questo sarà possibile” .

Ugolotti- “Ha fatto senza dubbio un gran lavoro. Ha preso una squadra ultima in classifica e in uno status difficile, portandola alla salvezza. La scelta dell’allenatore dipende sempre dalla società e dal direttore sportivo. Ero allo stadio nel ritorno del playout, c’era molto sollievo ma non chissà quale entusiasmo. Questo perché un tecnico, pur arrivato ad un risultato, non è apprezzato per il suo stile di gioco. Si pensi, ad esempio, a Fabio Capello a Madrid. Anche Vivarini, che aveva fatto bene nell’ultima stagione, poi è andato via” .

Costruire una nuova squadra- “Per non spendere cifre eccessive, che è quello chiesto da Campitelli, si dovrà fare il solito lavoro delle piccole piazze. Si cercheranno dei giovani promettenti da acquisire in prestito, ma tutto dipenderà dalla conoscenza che ha Repetto del calcio di queste categorie. Penso che lui abbia ottimi rapporti con le varie società. Certo, bisognerà rispettare ciò che chiede il presidente, abituato sempre a stupirci. Sappiamo bene che quest’ultimo ama vincere e vorrà lasciarsi alle spalle l’esperienza dell’ultimo anno” . Secondo me vedremo una rosa allestita per salvarsi in modo tranquillo e, chissà, poter puntare ai playoff anche” .

Una salvezza che vale doppio?- “Se si considerano gli obbiettivi di partenza direi di no. Non si puntava certo ai playout a Settembre. Penso che, in condizioni normali, il Teramo si sarebbe salvato molto prima e avrebbe lottato per gli ultimi posti degli spareggi. Se, invece, pensiamo al girone, allora sì, è una salvezza che vale di più, basta pensare al fatto che tre squadre su quattro di quelle arrivate in semifinale playoff erano del raggruppamento del Diavolo” .

zonacalcio.net ringrazia Umberto Sorgentone per la cortesia e la disponibilità.

RIPRODUZIONE RISERVATA: l’esclusiva può essere riportata parzialmente o integralmente previo assenso della direzione di ZonaCalcio.net.

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