ESCLUSIVA-ZC, De Giorgio:”Crotone e Latina ambienti fantastici.” Il mio sogno? “Creare un centro sportivo..”

In esclusiva, su ZONACALCIO.NET, è intervenuto Pietro De Giorgio, attaccante del Vicenza ed ex di Latina e Crotone. Con lui abbiamo toccato diversi tempi legati al suo passato con la maglia del Crotone, al quale dimostra di essere ancora legato, sia alla squadra che ai tifosi rossoblu: in Calabria, dove ha conosciuto fra gli altri Federico Bernardeschi, anch’egli ex dei calabresi. Abbiamo parlato del suo presente con la scelta di andare a Vicenza e sul suo futuro, un giorno, forse, ancora legato ai campi di calcio. Ecco quanto è emerso:

Ciao Pietro. Ricordi quando lo scorso anno, parlammo del Crotone, della forza di questa squadra, del valore del gruppo, eri convinto già allora, che vi sareste salvati. Pensandoci bene, ci sono stati una serie di risultati negativi, che hanno compromesso e non poco, il cammino verso la salvezza. E invece, poi, è successo qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato..la salvezza:

Nulla di nuovo. È l’ambiente, le persone che ti fanno stare bene fuori dal campo, e poi vai in campo e trasmetti qualcosa in più. Ormai non è più un segreto..”

La dirigenza, in vista della prossima stagione, ha inanellato una serie di acquisti importanti per mantenere la categoria. È tornato anche Budimir a “casa”
..

La dirigenza lavora bene. Hanno fatto acquisti mirati, nonostante siano andati via giocatori importanti. Tuttavia non sarà facile riconquistare la salvezza, la Serie A è la Serie A.”

Tu conosci bene Bernardeschi, che hai incontrato nella tua esperienza a Crotone e hai avuto modo di conoscerlo dentro e fuori dal campo.

Sicuramente si vedeva che era un talento. Il primo anno, quando un ragazzo esce dalla primavera, un anno di transizione lo deve avere, perché magari non è pronto per affrontare un campionato così importante. C’è da dire però che quell’anno noi avevamo giovani talenti come Berna, Sansone, Cataldi, Dezi, Crisetig, giovani che avevano fatto intravedere delle doti sopra la media e Federico era uno di quelli. Si è migliorato a Firenze, e ad oggi stiamo parlando di un top Player italiano, uno dei primi 20 giocatori d’Italia.”

Come consideri questa scelta che l’ha portato alla Juventus? Molti tifosi l’hanno contestato..

La scelta non si può discutere, stiamo parlando della Juve. Posso capire la rabbia dei tifosi della Fiorentina, ma in questi casi non è mai facile, perché la rivalità tra le sue squadre va oltre ogni modo. Lascia certamente l’amarezza, uno perché la Fiorentina ha perso un giocatore importante, due perché va alla Juve. In questi frangenti non è facile gestire la situazione. Ma dall’altra parte, c’è un ragazzo giovane e non poteva dire di no ad una chiamata del genere. Parliamo della Juve, una squadra che vince sempre scudetti, che arriva in finale di Champions. Per un ragazzo come lui, è impossibile rifiutare, per quanto si possa amare la Fiorentina, che può essere sicuramente un club importante con una città fantastica. Giocare con Dybala, Higuain, gli farà certamente bene..”

Che carattere ha fuori dal campo?

È un ragazzo eccezionale. Carattere forte, con una presunzione giusta. È un ragazzo che si fa voler bene, è molto umile, legato alla famiglia e soprattutto al papà. Ha dei principi molto importanti.”

Gli daresti la “pesante” maglia numero 10? O è ancora presto?

Questi sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Se la Juve l’ha acquistato ci sarà un perché. Si poteva pensare lo stesso anche di Del Piero quando prese la maglia numero 10 all’età di 19-20 anni, che magari potesse essere “pesante” dal punto di vista storico, pensando che prima di lui venne indossata da Platini. Bisogna dargli fiducia, è un numero che gli si addice perché le qualità ce le ha, e ovvio che deve dimostrare ancora tanto..”

Parlando di te, cosa ti ha attratto della proposta del Vicenza?

Stavo valutando più situazioni, non volevo allontanarmi da casa, vista la mia età, 34 anni, e una bimba a casa. Avevo avuto dei contatti col Matera, con il Cosenza, e poi ho avuto la proposta del Vicenza. Progetto molto serio, società blasonata che comunque ha una storia. Mi ha affascinato molto l’idea di essere una delle sfide più difficili..”

Invece l’esperienza di sei mesi con il Latina? Che ambiente hai trovato? Come ti sei trovato
?

A Latina mi sono trovato benissimo. Città fantastica, sono stato bene dentro e fuori dal campo. Un gruppo di ragazzi molto valido. C’è il rammarico della retrocessione, tra l’altro la prima, però posso dire che durante le ferie ho rivisto tutte le partire che abbiamo giocato, e posso dire che abbiamo espresso un buon gioco. Eravamo una squadra che giocava a calcio, dove l’episodio non ci ha mai aiutati e secondo me è stata determinante la situazione societaria. Non è facile non avere un presidente, stare al campo sempre da soli. Ci siamo comunque comportati da veri professionisti. Mi spiace per i tifosi e per la città di Latina, che non meritavano questa retrocessione..”

Ricordo l’amichevole che avete giocato al “San Vito” contro l’Atletico Madrid, dove tra l’altro io c’ero, che avevi pubblicato un post su Facebook prima del match, nel quale avevi scritto che giocavi nello stadio della tua squadra del cuore. Vorresti giocare un giorno, non molto lontano, nel Cosenza?

Un giorno dipende da che giorno.. (sorride). Ho 34 anni ma non sono un deficente. Avevo un contratto importante a Crotone e mi sono messo un discussione, perchè mi sento di mettermi in discussione perché fisicamente sto bene, mi alleno sempre. Di conseguenza avevo spinto già quest’anno per andare al Cosenza, però mi spiace che le scelte societarie siano state diverse e hanno puntato su altri giocatori. Però si, spero e speravo fino a poco tempo fa di poter avere un occasione. Ora però sono a Vicenza, ho un contratto di due anni. Fra due anni, chi “vivrà vedrà.” Se mi renderò conto che non avrò più le possibilità fisiche, è ovvio che non andrò a Cosenza per fare solo la comparsa..”

Per il futuro, hai già progetti fuori dal campo? O anche in questo caso, chi “vivrà vedrà”?

Ho la mia scuola calcio giù, che è una mia creatura. Si sta lavorando benissimo ma si può fare molto molto meglio. Non è semplice lavorare giù tuttavia, perché siamo lontani dal professionismo. C’è da lavorare sulla cultura delle persone, in modo tale da rendere l’ambiente più professionale che al momento non lo è, si fa molta confusione. Si parla poco di calcio, tanto fumo e poca competenza in giro. Però mi sono legato molto a questa scuola calcio, abbiamo raggiunto numeri importanti. Il mio sogno è quello di creare un centro sportivo un domani, che possa dare questo tipo di cultura. Perchè fin quando ti allenerai in campi comunali aperti al pubblico, è ovvio non si possa pretendere più di tanto. La cultura dello sport è vista in secondo piano. Ad oggi, qualche piccolo passo si è fatto. Grazie ai genitori e con i ragazzi, con i quali abbiamo avuto ottimi risultati, anche perché c’è una base educativa molto alta, ragazzi composti, educati, che rispettano le regole. E forse è questa, la ragione, per cui io non ho ancora mollato. Non è facile combattere contro tutto e tutti. Sono pronto ad investire giù in Calabria, perché è una terra a cui sono molto legato e andrebbe valorizzata..”

Come lo vedi Pietro De Giorgio in panchina, un giorno?

Qualche allenatore che ho avuto, mi ha chiamato e proposto di intraprendere questa nuova avventura. Ma per il momento voglio ancora giocare, poi quando sarà tirerò le somme e valuterò..”

RINGRAZIAMO PIETRO DE GIORGIO PER LA DISPONIBILITÀ MOSTRATA DURANTE L’INTERVISTA.

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