Francesco Vivacqua a ZC: “Il Rende è una famiglia, va fatto un plauso al presidente Coscarella. Mi allenavo da solo sotto 40 gradi, farò strano sfidare il mio amico Forte”

La fame di dimostrare di essere all’altezza, la tenacia di chi non ha mollato mai, il coraggio che va oltre ogni ostacolo, questa è la storia di Francesco Vivacqua, attaccante del Rende. Un ragazzo che si è fatto strada da solo in questo mondo, convincendo con spirito di abnegazione e con tanta passione il presidente Coscarella a puntare su di lui, e Vivacqua si è fatto trovare pronto meritandosi la fiducia di mister Trocini e della gente di Rende, offrendo prestazioni di grande sacrificio che sono la dimostrazione di quanto questo calciatore tenga alla maglia del club calabrese.

In esclusiva a ZonaCalcio.net è intervenuto Francesco Vivacqua, il quale ai nostri microfoni si è soffermato sull’importanza di fare parte della famiglia Rende, sulla grande stagione realizzata insieme ai suoi compagni, sulle sue esperienze passate e su tanto altro.

Vittoria contro il Matera – “Il Matera ha dimostrato di essere squadra difficile da battere, soprattutto in casa, abbiamo offerto una prestazione all’altezza ritrovando quella compattezza, ma nelle ultime partite siamo stati sfortunati, rispetto ai nostri standard. Finalmente siamo ritornati alla vittoria, che ci avvicina sempre di più ai play-off.”

Rende – “Rende, personalmente parlando, è una famiglia, dall’anno scorso mi ha accolto a braccia aperte come un figlio. Devo tantissimo a Coscarella e al mister. Siamo tra virgolette una sorpresa, ma questo club ha la sua grande storia. Abbiamo dimostrato gara dopo gara il nostro valore, un plauso va fatto al nostro presidente, che dedica il suo tempo e fa tanti sacrifici economici. Spero che le autorità competenti ci diano una mano nel progetto che potrebbe coinvolgere un’intera popolazione che ci tiene davvero al calcio.”

Trocini – “Il mister è molto giovane ed intraprendente, con delle idee chiare, noi vogliamo metterlo sempre in difficoltà, dando il massimo sia in allenamento che in campo. Il mio rapporto con lui è diretto e di stima reciproca, lo ringrazio perchè mi tiene sempre in considerazione, nelle partite importanti mi ha schierato dall’inizio.”

Esperienze – “Io sono sempre stato un ragazzo che ama provare esperienze nuove, a 13 anni sono andato a Milano e poi nel settore giovanile della Lazio. Si è presentata questa occasione di andare a giocare in Lettonia, un’avventura che mi ha incuriosito, mi sono trovato bene ed è stata una stagione molto produttiva dove ho potuto giocare i preliminari di Europa League.”

Lazio – “Mi ha insegnato davvero tanto,  ed in particolare modo il mister Bollini, un maestro di calcio. Ho giocato con Keita, Cataldi e Strakosha, vivendoli nel quotidiano. Keita si vedeva che avrebbe fatto qualcosa di importante, era in grado di vincere le partite da solo, abbiamo conquistato il campionato primavera, un’esperienza indelebile che ho tatuata sul corpo.”

L’esempio – “Nella mia esperienza calcistica ho cercato sempre di trarre qualcosa di buono da chiunque. Adriano Fiore, ex calciatore di Cosenza, mi ha insegnato tanto, mi ha sempre dato dei consigli da fratello, un esempio da seguire.”

Idolo – “Ronaldo il fenomeno è stato sempre il mio idolo, penso che ogni attaccante vorrebbe avere le sue caratteristiche.”

Casertana – “La partita dell’andata è stata molto spigolosa, dove nessuna delle due squadre si è esposta, sarà una sfida difficile, la Casertana può fare affidamento su giocatori importanti, come Alfageme e Forte, che hanno fatto categorie superiori. Dobbiamo giocare con la testa e con concentrazione che da sempre ci ha contraddistinti, in tale caso non c’è nessun avversario che tenga, abbiamo dato filo da torcere a chiunque, facendo bene anche con Trapani e Catania, pagando in tal caso solo per il risultato finale.”

Forte l’amico – “Mi fa strano sfidare quello che è stato fino a poco tempo fa un mio compagno di avventura, al quale sono legato tantissimo visto che siamo amici. Lo stimo notevolmente, è uno dei migliori portieri della categoria, oltre che un grandissimo professionista, spero che faccia tanta strada. Sarà difficile fargli gol ma spero di regalargli un dispiacere.”

Under e over – “Parlando di Rende, non ci sono distinzioni tra under e over, se si va guardare i nostri ragazzi stanno dimostrando di meritare il posto in squadra visto che il mister cerca mettere la formazione migliore.”

Serbatoio – “Certamente la Serie C è un serbatoio, perché ci sono tanti altri come me che sono usciti dalla primavera, e che hanno vinto scudetti giovanili, ma che poi per vari motivi si sono trovati a farsi strada da soli. Posso fare il nome di Laaribi, pescato in D, e che adesso è accostato a tanti club importanti.”

Fame e tenacia – “La fame è la base di tutto, come la voglia di diventare qualcuno, di lottare in campo. Tutto sembra impossibile ed in molti casi sarebbe più facile mollare, ma un calciatore si deve allenare sempre al massimo, dimostrando di essere all’altezza delle categorie professionistiche. Devo ringraziare il mio procuratore (Franco Zavaglia) con la sua grande esperienza mi ha fatto abbracciare il progetto Rende, quando l’ho conosciuto ero senza squadra, e mi allenavo sotto 40 gradi e il presidente Coscarella che apprezzato tantissimo la mia tenacia e ringrazio tantissimo anche Ciccio Modesto se sono arrivato a Rende.”

ZonaCalcio.net ringrazia Francesco Vivacqua e l’area comunicazione del Rende per la cortesia e la disponibilità. RIPRODUZIONE RISERVATA: l’esclusiva può essere riportata parzialmente o integralmente previo assenso della Direzione di ZonaCalcio.net

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