Oscar Magoni a ZC: “Renate esempio di continuità. Una piazza ideale per programmare il futuro. Vogliamo creare senso di appartenenza a questi colori”

Uno dei grandi segreti del Renate è sicuramente Oscar Magoni, esempio di professionalità e competenza, deus ex machina di una squadra che sta letteralmente entusiasmando  per organizzazione e risultati. Il secondo posto del club lombardo però non deve essere considerato una sorpresa ma bensì il frutto di una sana programmazione e di scelte oculate che si stanno dimostrando vincenti, grazie anche alla sapiente guida di uno dei direttori sportivi che maggiormente si sta facendo apprezzare nel nostro movimento calcistico. A tal proposito Oscar Magoni, direttore sportivo del Renate, è intervenuto in esclusiva a ZonaCalcio.net, soffermandosi sulla grande stagione del proprio club, sulla necessità di pianificare avendo sempre uno sguardo proiettato verso il futuro e su tanti altri aspetti.

Che vittoria – “Contro il Pordenone è stato un grande risultato, dopo un mese difficile, finalmente abbiamo potuto recuperare, tra infortuni e squalifiche, l’intera rosa. Giochiamo liberi da qualsiasi pressione, e questo ci motiva a cercare la vittoria fino alla fine.”

Programmare in C – “È possibile programmare laddove vi è una tranquillità economica, in piccole realtà dove si fanno le cose nel modo giusto. Purtroppo però ci sono anche altre realtà dove si è costretti a vivere con una gestione mensile, situazioni nelle quali diviene impossibile pensare al futuro. In tal senso il Renate è un esempio di continuità, dove è la normalità pianificare con largo anticipo.”

Renate – “Abbiamo creato un gruppo omogeneo composto in egual numero da under ed over, con l’aggiunta di giovani provenienti dal nostro vivaio. È necessario creare il giusto mix, con l’esperienza dei veterani e con la sfrontatezza dei giovani. Siamo al secondo posto in classifica e siamo il secondo club per minutaggio dei giovani nel nostro girone. Abbiamo dimostrato di essere in grado di lottare su più fronti, siamo ancora in corso nella Coppa Italia di C, c’è tanto entusiasmo intorno a questo club. Il Renate è da 8 anni nel calcio professionistico, con la cultura del lavoro stiamo dimostrando che si possono ottenere importanti traguardi.”

Il ruolo del direttore – “Quando hai la possibilità di programmare, come in una società seria e ben organizzata come il Renate, il ruolo del direttore sportivo diventa più facile, visto che ci siamo autoregolati, nell’allestire la rosa, basandoci su idee chiare e puntando su determinati giovani. Lavoriamo con largo anticipo sulle nostre future scelte.”

Padova – “Quando abbiamo avuto la certezza di dover giocare il girone B, eravamo consapevoli delle difficoltà che avremmo dovuto affrontare, vista la presenza di squadre dal grande valore, come è questo Padova, ma nel girone di andata abbiamo dimostrato le nostre capacità, realizzando un qualcosa di unico, pertanto ci sentiamo pronti a questa ennesima sfida.”

Serie D come bacino – “La Serie D può essere un bacino da dove acquisire risorse, visto che in questa categoria ci sono calciatori di esperienza che possono svincolarsi ed essere utili per le compagini di C, mentre il discorso si fa più complesso quando si parla di giovani, visto che le società dilettantistiche chiedono cifre economiche importanti per il loro eventuale trasferimento, inoltre spesso questi prospetti non sono pronti per il calcio professionistico, considerata la grande differenza tecnica che corre tra le due diverse categorie.”

Stranieri in C – “Il calciatore straniero deve essere di qualità, superiore agli stessi italiani presenti nella categoria, spesso questi ragazzi vengono acquistati solo per il fine di ottenere potenziali plusvalenze. Noi in tal senso abbiamo preso un giovane finlandese(Makinen), sul quale puntiamo facendolo crescere. Ritengo necessario creare un senso di appartenenza intorno ad un club, con un gruppo di calciatori sentano realmente il peso della maglia che indossano, solo così si possono ottenere risultati importanti. In tal senso bisogna fare molta attenzione a puntare su giocatori provenienti da altre nazioni soprattutto in Serie C.”

Riforme sì, riforme no – “Attualmente una reale riforma non c’è, non sono stati ancora nominati l’allenatore della nazionale, come il Presidente della Lega di Serie A. Purtroppo con il passare degli anni, aumentando la concorrenza dei campionati stranieri sono diminuiti i campionati presenti nel nostro movimento e sono diventante evidenti le nostre mancanze, basti pensare anche all’incapacità di produrre nuovi talenti in ruoli dove prima riuscivamo ad eccellere come il terzino sinistro. Sarei favorevole all’introduzione delle seconde squadre ma solo in un’ottica di creare un campionato formativo, dove queste compagini fanno classifica. L’idea inoltre di imporre un numero specifico di under 23 in campo potrebbe rivelarsi molto utile. Bisogna in qualche modo trovare una soluzione che sia da ‘cuscinetto’ dal passaggio alla primavera al calcio professionistico.”

La redazione di Zonacalcio ringrazia Oscar Magoni e la Società A.C. Renate per la cortesia e disponibilità. L’intervista può essere riprodotta, parzialmente o integralmente, solo su autorizzazione della Direzione di Zonacalcio.

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