Pedro Pasculli a ZC: “Vedo molto bene questo Lecce, vanno riconosciuti i meriti di Liverani. Quanti ricordi di questa piazza, Mazzone è stato fondamentale per me”

Campione del mondo nel ’86 con l’Argentina del Pibe, protagonista in Italia con il Lecce di stagioni fantastiche, Pedro Pasculli è stato colui che ha dato via a quella splendida tradizione calcistica che vede uniti in un binomio indissolubile il Sudamerica e la piazza salentina. Un campione e calciatore che è rimasto e rimarrà sempre nei cuori della gente, e che ha scritto pagine importanti della sua carriera e non solo indossando la maglia del club salentino.

In esclusiva a ZonaCalcio.net è intervenuto Pedro Pablo Pasculli, il quale ai nostri microfoni si è soffermato sull’attuale stagione del Lecce, sulle sue memorabili stagioni in giallorosso e su tanti altri temi.

Lecce – “Vedo molto bene questo Lecce, sono convinto che lotterà sino alla fine insieme al Catania per la promozione in B, ma credo che i salentini abbiano un qualcosa in più, inoltre sono arrivati ulteriori innesti di qualità nel recente mercato invernale.”

Che attacco – “Gli attaccanti del Lecce in questa categoria sono davvero determinanti, fanno letteralmente la differenza, dimostrando di avere qualità importanti.” 

Liverani – “Liverani ha i suoi meriti in questo strepitoso campionato del Lecce, è riuscito ad infondere alla squadra una grande consapevolezza dei propri mezzi, trovando una eccezionale continuità di risultati.”

Un legame indissolubile – “Ho tanti bei stupendi ricordi di Lecce, tra noi sudamericani si è instaurata immediatamente una splendida alchimia con il Salento, vista la presenza anche di un mio connazionale, un altro grande giocatore come Barbas. In un’altra importante era del club salentino sono arrivati due uruguagi che hanno lasciato tracce indelebili nel cuore di questa piazza, mi riferisco a Giacomazzi e Chevanton. Tra il Sudamerica ed il Lecce si è creato un qualcosa di indissolubile.”

Mazzone – “Carletto(Mazzone) è stato uno degli allenatori più importanti della storia del Lecce, ha lasciato un segno indelebile nella mia carriera e non solo. Mi ricordo quel giorno che vincemmo contro il Torino in casa, andò sotto la curva esultando in maniera calorosa, era molto legato ai suoi ragazzi. Viaggiava sempre sulla sua mercedes, un modello passato di moda, ma lui era orgoglioso della sua macchina.”

Una vittoria che ha deciso un campionato – “E’ stata una bellissima partita, ci è dispiaciuto molto per la Roma, ma il calcio di quell’epoca era sano e pulito, e nonostante fossimo retrocessi, abbiamo dato l’anima, rispettando i nostri doveri da calciatori.”

La sfida a Diego – “Ho avuto la fortuna di segnare molto in quella sfida contro il Napoli. E’ stata una delle cose più belle della mia carriera calcistica giocare con e contro Diego.”

Mondiale – “Il nostro è stato il mondiale del popolo, eravamo una squadra umile, una vera e propria famiglia, questo è stato il segreto del nostro successo.”

Da dove ripartire – “E’ evidente che ci sono delle difficoltà nei settori giovanili, mi dispiace tanto per l’eliminazione dell’Italia dal prossimo mondiale, però credo che non si abbia avuto il coraggio di puntare su alcuni giovani talenti come Chiesa e Cutrone.”

Allenare i ragazzi – “Sono d’accordo, bisogna insegnare calcio ai ragazzi ma facendoli divertire, si lavora troppo sul piano tattico, senza permettere ai giovani di avere un contatto costante con il pallone.”

Futuro – “Mi tengo sempre aggiornato, e mi sto preparando per la prossima stagione, cerco un progetto serio, che mi permetta di operare con tranquillità e sicurezza, puntando sui giovani.”

La redazione di Zonacalcio ringrazia Pedro Pasculli per la cortesia e disponibilità. L’intervista può essere riprodotta, parzialmente o integralmente, solo su autorizzazione della Direzione di Zonacalcio.

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