Roberto Gueli (Tgr Rai Sicilia) a ZC: “Palermo, per la A è tutto aperto. Tedino gran lavoratore. Baccaglini una delusione, ma Zampa non ha ferma volontà di vendere”

Qualsiasi ragazzo che si avvicina alla professione di giornalista sportivo, sogna un giorno di poter raccontare dal vivo le gesta della formazione della sua città. C’è chi ha la fortuna e la bravura di realizzare questa ambizione. Come Roberto Gueli. Attuale caporedattore del Tgr Rai Sicilia e volto noto del giornalismo sportivo nazionale. Nella sua lunga carriera, Gueli ha svolto anche il ruolo di inviato per trasmissioni storiche quali “Tutto il calcio minuto per minuto” e “90° minuto”. Un lavoro che gli ha permesso di seguire da vicino le vicende del Palermo, conoscere gli uomini che hanno fatto la storia del club, accompagnare l’epopea rosanero dalla C all’Europa. Con lui abbiamo parlato del momento della squadra, anche a livello societario, con uno sguardo al passato.

L’emozione delle radiocronache al “Barbera”

“Si tratta di un sogno da bambino che si è realizzato. Sin dalla prima partita che ho fatto (Palermo-Chievo 3-1 del 1996-97 con i rosa già retrocessi in C) fino alle ultime è stata un’emozione straordinaria. La gara che ricordo con più piacere – a costo di essere banale – è la finale di Coppa Italia all’Olimpico. Riccardo Cucchi mi fece il regalo di affidarmi il ruolo di seconda voce insieme a Giuseppe Bisantis per quell’incontro. Un’esperienza unica e irripetibile. Anche commentare l’Europa League e avere l’opportunità di fare radiocronache da tutto il continente è stato molto bello”.

Il momento attuale e il rapporto tra la piazza e Zamparini

“Il calcio è fatto di alti e bassi. Basti pensare a un club come il Milan abituato a vincere tutto e che solo ora sta tornando gradualmente ad assaporare qualche gioia. Il momento che sta attraversando il Palermo non è felice, anche per molti errori societari. Tuttavia, facendo un bilancio, a partire dal ritorno in A con Guidolin fino a oggi sono stati più i successi che le delusioni. Hanno vestito la maglia rosanero grandissimi giocatori come Toni, Amauri, Dybala, Cavani che hanno fatto le fortune delle squadre migliori d’Europa. Certamente, negli ultimi anni Zamparini ha perseverato in scelte sbagliate come i continui cambi di allenatore, da cui la frattura con la tifoseria. Non è bene però personalizzare. Bisogna avere buon senso e pensare ad ampio raggio alla storia del club e al ritorno che la presenza della squadra in massima serie può dare alla città. Si pensi ad esempio al rapporto tra Lotito e i tifosi della Lazio. Il presidente è da sempre avversato dalla piazza, ma i risultati dei biancocelesti sono stati spesso positivi in questi anni”.

Sul cambio di d.s.

“La decisione è stata determinata dalla mancata di fiducia verso Lupo. Nonostante il direttore avesse fatto molto bene, così come tutto il gruppo di lavoro, ha pesato l’opinione di alcuni consulenti personali di Zamparini che hanno spinto per un dirigente loro vicino come Valoti. Le porte del saloon purtroppo sono sempre aperte. Difficile dire quanto potrà durare in carica il nuovo d.s.”

La vittoria sul Frosinone e la corsa promozione 

“Sono convinto che il campionato riserverà ancora grandi sorprese. Pure l’Empoli avrà un calo e il Palermo dovrà approfittarne. Penso che non solo le tre di testa, ma anche il Cittadella e qualche altra squadra se la giocheranno fino alla fine per la promozione. Sono fiducioso circa il fatto che la squadra di Tedino raggiunga la A, anche attraverso i play-off. I tre punti di sabato sono molto importanti per il morale e per il pubblico ritrovato. 15.000 spettatori si vedono raramente anche in massima serie”.

Su Gnahoré

“È un piacere vederlo in campo. Si tratta di un giocatore che ci mette il cuore, e ciò è importante in una squadra che non è dotata di grande tecnica. Sicuramente è all’altezza di calcare palcoscenici più prestigiosi e il Palermo può puntare su di lui”.

Rinforzi in caso di A

“Indubbiamente l’organico andrebbe migliorato parecchio. Molti dei giocatori attualmente a disposizione sono già retrocessi. In B fanno la differenza, ma nella massima categoria faticano. Non hanno la statura tecnica adeguata”.

Su Pomini e l’avvicendamento fra i pali

“L’ex Sassuolo ha esperienza, personalità e fortuna. Soprattutto, dà tranquillità a tutto il reparto arretrato. Posavec, invece, non ci riesce con continuità”.

Sul fallimento

“Su quel fronte si deve aspettare per capire quali sono le cifre reali, soprattutto sul valore dei calciatori. Nelle prossime settimane ne sapremo di più”.

La squadra cui è più legato

“Non ho dubbi: quella della promozione del 2004. Ho vissuto quella stagione molto vicino alla squadra, stringendo un ottimo rapporto con gran parte dei suoi componenti. Sono cresciuto notevolmente anche sotto il profilo professionale. In generale, fu un biennio che ricordo con grande piacere. Nelle stagioni successive, mi sono comunque trovato bene con tutti: dirigenti e allenatori. Da Iachini a Ballardini, fino a Papadopulo e Mutti. Con molti di questi ci sentiamo e vediamo quando possibile. Per quanto riguarda i calciatori, ricordo con affetto l’ex difensore De Sensi che ho incontrato qualche giorno fa. Ma anche Grosso, Corini e Cavani che mi ha chiesto di scrivere per il suo sito”.

La figura di Foschi

“Fu un elemento fondamentale in quegli anni. Rino è stato l’artefice del travaso dal Venezia. Autentico pungiball nei confronti degli sfoghi di Zamparini. I successi del Palermo sono stato merito in larga parte di Foschi. Il suo lavoro è stato poi proseguito brillantemente da Sabatini. Il ritorno dell’estate del 2016 non lo definirei nemmeno tale”.

Su Tedino

“Il tecnico è meno rinomato di altri perché pensa solo a lavorare. Per lui si tratta di un sogno. Il primo anno in B e in una squadra di vertice. Pertanto, non sta attento alla giacca e alla cravatta ma solamente al campo. Si era partiti fra lo scetticismo generale e in uno stadio deserto. Gradualmente, il pubblico sta tornando vicino al Palermo e sono convinto che se le cose andranno per il verso giusto il Barbera sarà di nuovo tutto esaurito, perché i tifosi sono innamorati dei colori rosanero”.

La possibilità di tornare a essere una realtà importante in A

“Sono ottimista. A mio avviso ci sono alcuni elementi in grado di giocare nella massima serie, come Coronado e Gnahoré. Da qui bisogna ripartire. Io credo che Zamparini voglia prendersi una rivincita”.

Il ruolo di Baccaglini e la cessione della società

“Baccaglini è stata una delusione anche sul piano personale. Si è tirato indietro improvvisamente per dei dubbi, che forse sta esternando ora nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento. Era entrato in poco tempo nel cuore dei palermitani. Zamparini vuole vendere la società, ma la sua volontà non è mai stata forte. La mancanza di acquirenti seri non l’ha certo rinforzata”.

 

La redazione di Zona Calcio.net ringrazia Roberto Gueli per la simpatia e disponibilità.

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