Santonocito a ZC: “Voglio essere protagonista con la Bustese Milano. Celtic, occasione unica”

Luca Santonocito è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Zonacalcio.net e ZonaLegaPro.it.

Lasciare a soli sedici anni l’Italia, per diventare un professionista in Scozia, agli ordini del grande Gordon Strachan, ci vuole coraggio e tanta qualità, quelle che ha dimostrato Luca Santonocito. Ai nostri microfoni, l’ex Milan ed Inter, ha parlato della sua scelta di abbracciare il progetto Bustese Milano City, soffermandosi sulle tante esperienze affrontate nella sua ancora giovane carriera, e di quale potrebbero essere i suoi futuri obiettivi.

Bustese Milano City– “Mi sono confrontato con il Monza, ma ero alla ricerca di un progetto dove potevo essere davvero protagonista. Alla Bustese Milano City ho ritrovato il mister Giovanni Cusatis, che già conoscevo dai tempi delle giovanili del Como, si è creata immediatamente la giusta alchimia con lui. Il nostro è un girone difficile ma abbiamo tutte le intenzioni di fare un campionato importante, impegnandoci giorno dopo giorno, metterò a disposizione tutta la mia esperienza.”

Responsabilità – “Mi sento un giocatore importante, i ragazzi fanno molto affidamento su di me, sono consapevole di poter essere un esempio.”

Regola under e over – “Sinceramente in Serie C, questa regola penalizza tantissimi calciatori, dando false speranze ai giovani che si affacciano nel calcio professionistico. Non esiste la meritocrazia, si punta ad altri aspetti non legati solo a quelli sportivi. In D ci sono tanti ragazzi in grado di fare la differenza.”

Celtic –  “Io giocavo all’Inter, ed a sedici anni si è paventata la possibilità di andare in Scozia, ho deciso di cogliere al volo questa opportunità, ringrazio sempre i miei genitori perchè mi hanno sempre appoggiato nelle mie scelte. A Glasgow sono cresciuto tanto come calciatore ed uomo. Mi sono adattato al loro modo di giocare molto fisico. Uno dei ricordi più belli è sicuramente l’amichevole di Toronto contro il Benfica di David Luiz e Di Maria, dinanzi a 60’000 spettatori.”

Strachan – “Nella sfida tra prima squadra e riserve, mi vide giocare e mi disse che non sarei ritornato in Italia. Mi fece firmare subito il contratto con il Celtic, i miei genitori furono costretti a venire qui per realizzare questo sogno, siccome ero minorenne. Sono diventato un esempio per i tanti under della nostra Serie D, che spesso mi chiedono con quale coraggio ho deciso di punto e bianco di stravolgere, per me in senso positivo, la mia carriera calcistica.”

Ambientamento – “Non è stato facile, ma nella seconda stagione mi sono potuto confrontare con la prima squadra. Devo ringraziare davvero tanto Massimo Donati, che mi ha dato un grosso aiuto, come sono riconoscente a Kamara, ex conoscenza del calcio italiano.”

Inter – “Ho vinto lo scudetto con le giovanili nazionali, poi mi sono ritrovato negli allievi nazionali sotto età, ma quando è arrivata l’offerta del Celtic, non ho potuto dire di no a questa grande occasione.”

Milan – “Le prime partite non le ho potute giocare, visto che ero reduce da un infortunio, poi ho sempre dato il mio contributo, facendo davvero bene con Stroppa, peccato per le fasi finali.”

Serie C – “Quando esci dalla primavera soprattutto il primo anno devi giocare, purtroppo non è andata così. Ho girato in prestito in squadre C ma collezionando poche presenze. Mi sono rimesso in gioco in D per dimostrare quanto valgo.” 

Football Manager – “Alcuni miei compagni mi hanno accennato il fatto che ero uno dei calciatori con il più grande potenziale del gioco, ma davvero non ci davo peso, l’ho presa sempre alla leggera e con il sorriso questa cosa.”

Duttilità tattica – “Nel Como e nell’Inter ho giocato come difensore centrale, davvero poche volte ho ricoperto il ruolo di terzino sinistro. La mia esperienza da centrocampista è nata con il Celtic, poi ho continuato in questa posizione in Pro e nel Milan. A Gallipoli è arrivata la svolta con mister Mangiapane, che mi ha spostato in avanti, facendomi giocare come trequartista, visto che si rivedeva in me, ed ha avuto ragione, basti pensare alle 19 reti con la Caratese e le 8 da seconda punta con la maglia del Monza.” 

La grande occasione – “Mi sarebbe piaciuto rimanere in Serie C, in una piazza importante come il Monza, mi trovavo bene con i compagni, ma mi penalizzava il fatto di giocare spalle alla porta. Mi sono arrivate offerte da altre squadre di C, che non ho reputato congrue. Ripeto ho accettato la corte della Bustese Milano City per essere protagonista.” 

SuperMario – “Balotelli era già un fenomeno, ha fatto molto meno di quanto poteva fare, lui era davvero forte.”

Idolo di infanzia – “Da bambino e da tifoso del Milan, il mio idolo era Maldini, una grandissima bandiera.”

Obiettivi stagionali “Obiettivo è di arrivare il più alto possibile in campionato, mentre personalmente voglio raggiungere la doppia cifra, la quota 40 in tre stagioni non è poi così lontana.”

La redazione di ZonaCalcio.net ringrazia Luca Santonocito, l’area comunicazione e la società Bustese Milano City per la disponibilità e la cortesia.
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