Scianò a ZC: “A Piacenza siamo tutti toccati da questa situazione. Il campionato non può riprendere nemmeno a luglio. La Serie C rischia l’estinzione”

Piacenza è una delle città più colpite dalla tragedia che nell’ultimo periodo sta dilaniando il nostro Paese, la quale nonostante le gravi perdite e gli ingenti danni, sta dimostrando un orgoglio ed una dignità fuori dal comune.

In tal senso anche la società del Piacenza Calcio 1919, che ha regalato nel corso degli ultimi tante soddisfazioni ai suoi tifosi, sta cercando di reagire nel migliore dei modi a questa situazione di grande emergenza umana e sportiva.

In esclusiva a ZonaCalcio.net è intervenuto il direttore generale Marco Scianò, il quale ai nostri microfoni si è soffermato su tanti temi, ecco quanto emerso:

Un pensiero per la città – “Siamo “in guerra” e ci siamo arrivati come tutti non preparati. Piacenza è stata tra le città più colpite. È evidente che si respira un’aria pesante, tutti siamo stati toccati direttamente o indirettamente da questa situazione, piangiamo amici e parenti. Quello di cui stiamo diventando consapevoli è che cose non saranno più come prima.”.

Futuro e programmazione – “Francamente ora è difficile farla, perché come dicevo prima, nulla sarà come prima. Ciò comporta che è difficile realizzare un budget sulla base di ricavi che prima credevamo consolidati (penso a sponsor, botteghino…) e così non sarà più.
Tuttavia è il momento di ingegnarsi e ripensare il calcio in chiave sostenibile: lo volevamo fare da tempo, ora saremo costretti a doverlo fare e speriamo di poterlo fare.”.

Il campionato  – “Annunciato lo stato di pandemia, ho sempre pensato che il campionato non potrà più riprendere ed anche la prossima stagione sarà condizionata dagli strascichi ovvero dai timori di questo periodo. Inoltre, ora dobbiamo mettere in sicurezza la salute di tutti, giocatori inclusi. Questo non è derogabile.”.

I danni per la Serie C – “Lega Pro tramite PwC TLS , advisor di primaria importanza internazionale, ha elaborato un documento che sintetizza i danni della serie C sia in questa stagione, oltre che quelli di riflesso sulla prossima. Danni che si avvicinano ai 100 milioni di euro, tra mancate sponsorizzazione, botteghino, revisione delle valorizzazioni, contrazione di ricavi e del mercato sportivo più in generale.”.

Responsabilità e presa di coscienza – “Serve responsabilità e  presa di coscienza chiara del momento, da parte di tutti. E quando parlo di tutti intendo tutti, club e tesserati. Andremo incontro a 2 stagioni di sacrifici e di mancanze concrete di denaro. Questo in ogni settore, per ogni azienda e per ogni dipendente. Realisticamente ritengo che una situazione di normalità, ma nuova normalità, la avremo dopo due stagioni. Con presupposti diversi in termini di aspettative economiche per tutti, come continuo a rimarcare.”.

Eventi di forza maggiore – “Dovremo cominciare a prendere contezza  che eventi straordinari o di “forza maggiore” come questi potranno verificarsi nuovamente. Ora pensiamo a epidemie, ma penso ancor più agli effetti peggiorativi climatici, se ne parla troppo poco, ma purtroppo ne subiremo presto le conseguenze.”.

Rischi – “La serie C, senza interventi radicali e di chiaro salvataggio, rischia l’estinzione quasi completa. Ora non invochiamo misure di riduzione dei costi, quelle ormai sono superate: ora siamo tra la sopravvivenza e l’estinzione. Siamo aziende atipiche che non hanno costruito una benché minima sostenibilità, un errore che paghiamo a caro prezzo e per il quale oggi serve un atto straordinario di salvataggio da parte del Governo e delle componenti sportive per distribuire alcune risorse che il sistema ha già al proprio interno. Da una “selezione naturale” per il miglioramento dei club professionistici, passare a una “estinzione” è un qualcosa di distruttivo per il calcio, ma soprattutto per l’economia italiana perché il calcio è la quarta azienda del Paese e sostiene tante famiglie. Dietro un calciatore, un allenatore, un dirigente, c’è una storia, una famiglia, una generazione futura. Non bisogna dimenticarlo.”.

Proseguire i campionati a luglio – “La ritengo una soluzione complicata e non percorribile da tutti i punti di vista: sportivo, organizzativo, climatico, economico-bilancistico.”.

Sopravvivenza – “Il calcio sopravviverà solo se avremo un sistema di Leghe interconnesse tra loro che funzionano di sistema e si evolvono. Diversamente non hanno senso tutte queste Leghe disgregate tra loro, alla stregua di feudi privati, perché il fine personale distrugge tutto il sistema. Ne abbiamo sempre avuto la prova.”.

La redazione di ZonaCalcio.net ringrazia il direttore Marco Scianò e il Piacenza Calcio, inoltre ci tiene ad esprimere tutta la sua solidarietà nei confronti della città di Piacenza.

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