Sollitto a ZC: “Un piano Marshall per il calcio, in caso di ripresa si giocherà a porte chiuse. Aiuti dello Stato per le leghe minori”

In esclusiva a ZonaCalcio.net è intervenuto Vincenzo Sollitto, noto talent scout e grande conoscitore del calcio belga, il quale si è soffermato sulla triste emergenza che sta colpendo il Paese e di conseguenza il nostro calcio, ecco quanto raccolto:

Quarantena – “Premesso che in un momento in cui tante persone sono alle prese tra la vita e la morte e molte famiglie hanno serie difficoltà a vivere in maniera degna, è una situazione paradossale per chi è abituato a programmare nel medio-lungo periodo. Vari eventi sono ovviamente saltati, senza neanche poter valutare di avere la prospettiva di rinviarli a data da destinarsi o annullarli definitivamente. Ma dato che mi è stato insegnato che chi si ferma è perduto, allora restando a casa ho ripescato vecchi progetti che avevo in cantiere, uno di questi è creare una nuova piattaforma per corsi online e webinar su tematiche di formazione calcistica.”

Porte chiuse – “Senza una data certa, dettata da chi ha competenze in ambito sanitario, non possiamo ipotizzare davvero nulla. Si deve per forza improvvisare, impossibile pianificare. Detto questo, l’unica ipotesi che posso immaginare è che nel caso si dovesse riprendere, lo si farà a porte chiuse. Per forza.”

Ipotesi – “Ogni argomento deve essere trattato a se stante. Sui titoli di accesso, pur di non rimborsarli, le società potrebbero prevedere una scontistica per chi rinnova il prossimo anno, in modo da non restituire soldi e magari fidelizzare il tifoso. Per le valorizzazioni, i minutaggi si potrebbe considerare quantificabile fino alla giornata di campionato giocata. Le sponsorizzazioni potrebbero essere riviste con un allungamento dei contratti anche per l’anno successivo, spalmando il compenso sulla nuova scadenza. Ma queste sono ipotesi, poi le valutazioni sono tutte da rinegoziare individualmente.”

Un piano Marshall – “Dalla Lega Pro in poi, i compensi sono davvero bassi. Se un calciatore non è lungimirante,  si rischia che può reggere l’impatto per un paio di mesi, ma poi fa fatica a restare in piedi alla fine del terzo mese. Senza parlare dei dipendenti, con stipendi normali. Qui davvero bisogna prevedere un aiuto da parte dello Stato. Comunque sia, è da considerare un Piano Marshall da parte degli Organi istituzionali, dalla Figc alla Fifa e Uefa.”

Modifiche – “Modificare statuti e regolamenti non credo. Ma tutto il sistema si andrà a regolare automaticamente sulla base delle nuove condizioni lavorative ed economiche. Così come tutto il mercato del lavoro subirà delle modifiche e rivalutazioni.”

Promozioni e Retrocessioni – “Questo discorso vale dalla Serie A a scendere. Puoi non assegnare lo scudetto, ma come vai a determinare le prossime partecipanti alla Champions e Europa League ? E le retrocessioni ? E le promozioni e retrocessioni in Lega Pro ? E così via. La stessa Uefa chiede di non assegnare i titoli a tavolino (come è appena successo in Belgio, dove hanno abolito i playoff e consegnato d’ufficio il titolo di campione nazionale).”

L’Italia potrebbe essere la prima a concludere i campionati – “Questo, a mio avviso, è il problema minore. Anzi, sarebbe la panacea che va a mettere una toppa alla crisi. Basta solo che gli alti organi calcistici (Fifa e Uefa), in via del tutto eccezionale (e come non potrebbe esserlo questo caso), emanassero una circolare in cui i contratti in scadenza al 30 giugno siano automaticamente prorogati fino alla fine dell’ultima giornata di campionato di riferimento, fosse anche ad agosto. Tanto non è una eccezione che viene fatta ad una sola Federazione, ma coinvolge tutto il sistema calcio a livello mondiale. Per assurdo, l’Italia potrebbe essere la nazione che finirà prima il campionato, dato che è stata la prima in Europa ad essere contagiata. Il mercato? Lo si comincia il giorno dopo la fine del campionato e può durare un mese e mezzo o due mesi. Sappiamo che le trattative vengono messe in piedi spesso già in primavera.”

Buon padre di famiglia – “Ogni campionato ha la sua Lega. Con i suoi problemi e le sue esigenze. A mio avviso, dovrebbe prendere in mano la situazione la Federazione che, con una gestione da “buon padre di famiglia”, provveda ad andare incontro a tutte le esigenze, facendo capire anche il figlio più ricco che deve dare un sussidio al figlio più “povero”, perché e purchè la Lega Pro e la Serie D siano nuovamente la foriera di nuove leve da cui attingere. Ecco perché è sempre più da considerare un Piano Marshall.”

Supporto – “Si, ma non credo che possa essere (e debba considerarsi) la panacea di ogni problema di natura economica nel calcio. Ma solo uno dei supporti su cui poter contare.”

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