Soncin a ZC: “Ad Ascoli mi sono sentito a casa. Su Ganz e Cosmi…”

In esclusiva a Zonacalcio.net è intervenuto l’ex attaccante, tra le altre, di Ascoli, Atalanta e Padova, Andrea Soncin. Seconda punta e all’occorrenza anche prima punta.Forte fisicamente, rapido e veloce nei movimenti, bravo di testa, pur non essendo molto alto. Abile negli inserimenti e nello sfruttare i palloni sporchi presente in area di rigore, dotato di una buona tecnica individuale e del senso del goal. Tutto questo è Il Cobra

Soncin, tante piazze toccate in carriera. Ma ad Ascoli disputate 163 partite condite da 52 reti. Cosa ha rappresentato il Picchio?

“Ad Ascoli mi sentivo e mi sento tutt’oggi a casa. Un’esperienza estremamente bella e positiva della mia carriera. Che mi ha dato tantissimo sia dal punto di vista calcistico che per l’affetto dimostrato dalla tifoseria. La gente mi ha adottato come uno di loro, e l’affetto è stato ed è tutt’ora ricambiato”

Ascoli partito quest’anno con un progetto giovani. Forse troppo azzardato affidare questo gruppo a due allenatori forse ancora acerbi come Fiorin e Maresca?

“Purtroppo, ad oggi, i progetti in Italia sono sempre più un’utopia. E sono sempre i risultati a dettare se la scelta sia stata più o meno giusta. Per una piazza come Ascoli, per la conoscenza che ha del calcio, è stato forse un po’ un azzardo. Mi dispiace per Lorenzo (Maresca ndr), che ho avuto il piacere di incrociare a Firenze. E’ un tecnico giovane con idee innovative che avrà tempo di sviluppare, ed il tempo è una componente che la Serie B non ti dà. La società è stata brava a scegliere un allenatore con il profilo di Cosmi che ha sicuramente le giuste caratteristiche per affrontare questo difficile momento”

Per Soncin quel’è il giovane che può esplodere definitivamente?

“L’infortunio di Favilli ha rallentato quella che era una crescita esponenziale di questo ragazzo, che però avrà tempo per riprendersi. Mi piacciono molto De Santis e Baldini, sono buoni elementi su cui poter lavorare. Terrei d’occhio anche Varela, nonostante la sua discontinuità. E’ logico che nel momento in cui arriveranno dei risultati positivi e si placheranno le acque, per i giovani sarà sicuramente più semplice mettere in mostra le proprie qualità. In un contesto più tranquillo e sereno”

Soncin, è arrivato Serse Cosmi, colui che le ha affibbiato il soprannome di Cobra. Che persona è, umanamente e calcisticamente?

“E’ partito tutto da quando ero a Perugia con lui, mi chiamava così durante gli allenamenti. E’ un grande stimolatore e comunicatore, è arrivato in un momento critico ed è riuscito fin da subito a trasmettere certezze e ottimismo all’intera piazza. Persona squisita. Certo, conta anche la fortuna, che a volte ti permette di strappare qualche punto anche quando si incappa in una giornata negativa. La fortuna è capace di ancorare quella fiducia da cui poi riparte tutto”

Preferisce Cobra o Sua Maestà?

“Sua Maestà nacque a Lanciano l’anno in cui vinsi il titolo di capocannoniere, ma sono sempre stato legato a Cobra e mi piace più di tutti”

Cosmi ha le caratteristiche adatte per esaltare, se ci sono, le doti di questi giovani atleti?

“Assolutamente si. Non dimentichiamoci che ha fatto esordire giocatori come Fabio Grosso, inventando per lui il ruolo di esterno sinistro. Lui arrivava dal Chieti come trequartista; con questa intuizione del mister gli si sono aperte le porte di una carriera incredibile”

Ascoli che ha preso Ganz, ma anche Bianchi resta un nome attuale. Chi secondo Soncin, visto che conosce il mestiere di attaccante, è perfetto per questa squadra?

“Essendo due giocatori molto diversi probabilmente si completerebbero. Ganz ha dei movimenti da attaccante puro, svaria molto su tutto il fronte d’attacco. Rolando Bianchi è un giocatore più esperto, più punto di riferimento. Scegliere tra i due è impossibile, potenzialmente sono due giocatori che vicino si aiuterebbero molto. Entrambi sarebbe l’ideale, per avere anche più soluzioni tattiche al proprio arco”

Soncin, bastano gli arrivi di Matinho e Ganz, o al Picchio serve ancora qualcosa?

“Probabilmente un ricambio nelle retrovie, viste anche le ultime partite in cui ci sono state squalifiche e infortuni, potrebbe essere utile. L’adattamento di Addae non so quanto potrebbe reggere per un lungo periodo. Essendo quello di B un campionato infinito, sicuramente in difesa c’è bisogno di un numero superiore di giocatori”

RAFFAELE PISANIELLO

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