Gragnaniello a TLM: “L’AIC ha cercato di fronteggiare un qualcosa di anomalo. Le più penalizzate sono le categorie inferiori”

Durante il programma “Taca La Marca” in onda su Radio Musica Television è intervenuto Raffaele Gragraniello, ex calciatore e fiduciario AIC, riferimento INAIL per calciatori ed ex professionisti, ecco quanto emerso:

La Serie C e la Serie D: “La situazione non è stata e non sarà facile da gestire. È normale che ogni componente abbia espresso le proprie opinioni. Le categorie inferiori stanno pagando molto questa crisi e bisogna fare molta attenzione. L’impegno profuso da tutte queste persone soprattutto dal punto di vista economico è importante. Si sta aspettando che le regioni si adoperino per la cassa in deroga e poi ci sarà un fondo per i calciatori di Serie D. I danni sono importanti”.

Coronavirus nell’ambito del calcio: “L’INAIL con una circolare ha catalogato il Covid-19 come un infortunio sul lavoro e l’unica differenza con i medici e operatori sanitari che bisogna dimostrare la causa. Le società a livello penale non avranno ripercussioni in caso di contagio”.

AIC: “L’AIC ha cercato di fronteggiare un qualcosa di anomalo. Abbiamo lavorato quotidianamente su come ripartire e come tutelare giocatori e società dal punto di vista economico. La prima cosa analizzata era la tutela della salute, studiare il protocollo nei minimi dettagli, tenendo in considerazione quelle società che non erano in grado di rispettarlo dal punto di vista economico”.

La ripartenza: “Vi è il rischio che aprano dei contenziosi in merito ai mesi di Marzo e Aprile, con il pericolo di mancate iscrizioni a vari campionati. Quanto ai giocatori ci saranno molte differenze tra domanda e offerta. Per i calciatori che percepiscono il minimo federale è molto difficile poter vivere senza guadagnare”.

La riforma del calcio: “Per impegno la Serie D è una categoria di professionisti, ma non ci sono tutele. In Serie C avere delle agevolazioni può essere importante, nel sistema dilettantistico aumentare la tutela porterebbe a non considerare più la categoria come dilettantistica”.

Il futuro mercato: “Questo stop concede maggiori possibilità alle società di organizzarsi, per i calciatori è normale che ci siano maggiori timori. Bisogna prendere in considerazione queste difficoltà e adattarci alla situazione, c’è tanta fame di ritornare e di ripartire”.

L’interesse per l’infortunistica: “La mia presenza nell’AIC è innata, sono sempre stato un pò sindacalista. Quanto all’INAIL mi è successo a causa di un infortunio grave durante il fallimento della Nocerina. In quel momento iniziai ad interessarmi ai diritti e ai doveri del calciatori, mi è stata data fiducia e piano piano si cresce sempre più”.

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