Milan, Montella: “Sono gare cha se non sblocchi diventano complicate. Manca la scintilla, i giocatori sono bloccati nella testa”

Le parole di Vincenzo Montella al termine del match contro l’AEK Atene

Sulla gara: “Credo che la partita l’abbiamo fatta, sono gare che se non le sblocchi diventano complicate. Siamo primi in classifica, l’analisi della partita può essere fuorviante per via delle tre sconfitte consecutive. La prestazione in parte c’è stata, purtroppo non siamo stati capaci nemmeno oggi di concretizzare”.

Sul momento: “Manca la scintilla, il fiammifero. Ogni giocatore vorrebbe fare qualcosa in più e dimostrare di essere da Milan, sono un po’ bloccati nella testa”.

Sulle parole di Mirabelli: “L’ho sentita l’intervista, ho un rapporto splendido con Massimiliano, non sono d’accordo che nel primo tempo con l’Inter non siamo entrati in campo, abbiamo fatto una partita attendista. Ovvio che noi tutti vorremmo vedere il meglio per 95′, ma il miglioramento di una squadra passa attraverso certi step, sono convinto ci arriveremo. Molti giocatori non hanno mai indossato una maglia pesante come quella del Milan. Chiedo alla società e ai tifosi di starci vicino, soprattutto di stare vicino a questi giocatori, hanno una sensibilità particolare e ha bisogno di una carezza in più”.

Sulle difficoltà del primo tempo: “Non mi è piaciuta l’interpretazione, ci voleva la rabbia per cambiare qualcosa. Per arrivare a giocare 95′ a certi livelli c’è bisogno di un miglioramento generale e certe situazioni non sono allenabili. Se scegliamo di stringerci attorno ai calciatori questo risultato lo otterremo più velocemente”.

Sulla qualità dei giocatori: “Dei giocatori cardine non sentono la fiducia necessaria per rischiare la giocata. Manca quello, non manca la qualità. La squadra ha qualità e ha bisogno di tirarla fuori. Abbiamo bisogno che i nostri giocatori di più talento riescano a giocare con un pizzico di spensieratezza”.

Sugli attaccanti: “I nostri attaccanti sono speciali, unici, per il lavoro che fanno senza palla. In fase risolutiva devono crescere per il livello a cui vogliamo ambire”.

Sulla divergenza con Mirabelli: “Non vedo una differenza di vedute, ho un rapporto franco e schietto con lui. Lui non è abituato a perdere, ho chiesto al mio amico farmacista di fare una pillola per le sconfitte così siamo tutti della stessa visione (sorride ndr.) C’è unione e la stessa visione. E’ sceso in campo? E’ molto scaramantico”.

Antonio Barbato

Laureato in Culture Digitali e della Comunicazione presso il dipartimento di Scienze Sociali della Federico II di Napoli. Ho conseguito un attestato di frequenza per il corso base di giornalismo, presso il centro di documentazione giornalistica di Roma.

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