Albiol: “Sappiamo di essere forti. Voglio vincere lo Scudetto”

Uno dei leader del Napoli di Maurizio Sarri è sicuramente Raul Albiol. L’ex Real Madrid, insieme a Koulibaly, compone il muro della retroguardia partenopea. Nonostante l’età non più giovanissima, lo spagnolo è ancora in gran forma e capace di giocare ad altissimi livelli. Ecco una sua interessante intervista a Il Roma:

È al suo quinto anno in maglia azzurra, può essere quello buono per lo scudetto?

“Sì. Sappiamo di avere una squadra che può competere per lo scudetto. È dura ma se ripetiamo il girone di ritorno con maggiore continuità tutto è possibile. Ci sono Juve, Roma, Milan e Inter molto desiderose di vincere e giocare in Champions League”.

Quanto è cresciuto il Napoli dal primo anno di Sarri ad oggi? 

“Tanto. Siamo cresciuti sia sotto il punto di vista tecnico che mentale. Lo abbiamo dimostrato nel girone di ritorno. Siamo preparati bene per competere fino alla fine”.

È soddisfacente ricevere complimenti per esprimere il più bel gioco d’Italia e forse d’Europa?

“Facciamo un bel calcio ma dobbiamo vincere. Dobbiamo anche essere più cinici, pensare a vincere e a raggiungere gli obiettivi. La squadra ne è consapevole. L’anno scorso abbiamo giocato alla grande e siamo arrivati al terzo posto”.

Lei che ha vinto tanto sa cosa serve per il definitivo salto di qualità? 

“Serve continuare a lavorare in questo modo. Bisogna imparare a soffrire e lavorare con umiltà. Dobbiamo essere consapevoli della nostra forza. Bisogna fare uno sforzo affinché si raggiunga l’obiettivo più importante”.

Avete iniziato la preparazione così come avete fino lo scorso campionato: sereni, concentrati, in gran forma e segnando tanto…

“Sì ma non mi fido di questo periodo dell’anno, può tradire le aspettative. In estate si può andare in difficoltà all’inizio e avendo subito il preliminare c’è il rischio di fallire. Ci giochiamo un pezzo di stagione, serve concentrazione”.

Il suo reparto, quello difensivo, è stato messo qualche volta in discussione per i 39 gol subiti. Come si può migliorare? 

“Alla fine la squadra ha totalizzato 86 punti. Senza una difesa forte non ci riesci. È stata un’annata eccezionale. Possiamo migliorare. Il nostro gioco è offensivo. L’obiettivo è segnare di più e subire di meno”.

Quanto è fondamentale Reina per questo Napoli? 

“Reina è importante per il gruppo. Ha esperienza. È la quarta stagione per lui in questa squadra, lotta dentro e fuori dal campo. Ha le qualità per il nostro gioco. È fondamentale e speriamo resti”.

La Juve è ancora scioccata per il ko in Champions, la Roma si è indebolita e le due milanesi, anche se hanno comprato molto, devono prima assemblarsi. Il Napoli, invece, ricomincia con gli stessi uomini. È un vantaggio?

“È un vantaggio aver confermato il gruppo. Ma stiamo attenti. Qualcuno pensa che abbiamo finito bene e e quindi lo scudetto è vicino. Invece dobbiamo fare molti punti e lavorare molto di più dell’anno passato”.

A proposito, quanto perde la Juve avendo venduto Bonucci? 

“Era un giocatore importante per i bianconeri. Difficile però che un singolo faccia la differenza. Gli attaccanti possono cambiare una squadra. È più facile sostituire un difensore”.

L’anno scorso di questi tempi c’era depressione a Dimaro. Oggi c’è entusiasmo e c’è stato un vero e proprio assalto di tifosi mai visto prima. Significa che la gente ci crede…

“Per noi è importante che la gente sia entusiasta. Vogliamo regalare a tutti i tifosi una gioia. Tutte le squadre vogliono vincere lo scudetto. Solo una può riuscirci e spero sia la nostra».

Da difensore come spiega l’exploit di Mertens da prima punta?

“Tutti sapevamo fosse forte. Il primo anno con Benitez faceva la differenza entrando dopo. Ha sorpreso tutti. Con le sue caratteristiche è riuscito ad integrarsi bene e a segnare molto”.

Ad attenderla c’è gran parte della sua famiglia. Quanto conta per lei? 

“È importantissima. Voglio stare con loro tanto tempo. Per poter fare il mio lavoro ho bisogno di avere essere sereno a in famiglia”.

Una moglie, cinque figli e qui c’è anche suo fratello Miguel, ma come fa a muoversi? 

“Ci serve un pulmino…”.

Perché non hai giocato contro il Carpi? 

“Doveva riposare un difensore ed era il mio turno. L’altra volta è toccato agli altri. Un po’ di turnover precampionato”.

Teme un po’ di sana concorrenza? 

“No, anzi è meglio per tutti. Il mister può stare tranquillo perché siamo ad alti livelli. Alla fine tutti hanno qualità da mettere a disposizione della squadra”.

Si è parlato tanto delle sirene spagnole. Ma quale è il suo futuro?

“Sto bene qui, il mio pensiero è fare una grande stagione con il Napoli. Poi vedremo. Voglio vincere lo scudetto e poi ci penserò”.

Ma vorrebbe chiudere la carriera a Napoli? 

“Forse, qui o in Spagna. Vedremo. Ora voglio abbracciare la mia famiglia”.

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