D’Agnelli a ZC: “In Serie C e D ci sarà una selezione naturale, il buon senso deve prevalere nella riduzione degli stipendi. Per i verdetti ci vuole meritocrazia”

Rino D’Agnelli è un direttore sportivo dalla comprovata esperienza e professionalità, un profondo conoscitore del calcio italiano ed europeo, un vero talento nella ricerca e nello sviluppo del talento come dimostra la sua lunga e fortunata carriera

In esclusiva a ZonaCalcio.net è intervenuto Rino D’Agnelli, il quale si è soffermato sulla triste emergenza che sta colpendo il Paese e di conseguenza il nostro calcio, ecco quanto raccolto:

Quarantena – “Come tutti, sto rispettando le disposizioni del governo e le raccomandazioni dell’ ISS e poi sto cercando di sfruttare la quarantena forzata per riprendere un po’ di quelle buone abitudini che con lo stress della vita moderna avevo un po’ dimenticato. Leggo qualche libro, mi aggiorno seguendo qualche corso online ed ovviamente mi dedico anche un po’ al fitness”

La ripresa del calcio – “Più che credere lo spero. Nella più ottimistica delle ipotesi che sarebbe senza alcun dubbio la più meritocratica, la speranza è quella di iniziare l’attività a Maggio per finire certamente un po’ più in là del 30 Giugno, nel caso ci fosse questa ipotesi si giocherà penso obbligatoriamente a porte chiuse. In quella più pessimistica ma ad oggi anche la più realistica delle ipotesi, perché penso che la salute e la sicurezza venga prima di tutto, lo stop definitivo è inevitabile. Ovviamente in questo caso non vorrei essere nei panni di chi deve decidere le modalità di chiusura, poiché qualcuno rimarrà sicuramente scontento. Una mia personale considerazione su questo aspetto è che nessuno poteva essere preparato a prevenire una situazione simile, non lo è stato il governo e non lo è stato neanche il mondo del calcio, nessuno può pretendere quindi di essere tutelato al 100%, nessuno ne può uscire vincitore sia da un punto di vista economico che da un punto di vista della giustizia sportiva, perché come sappiamo, in ambito sportivo, ci sono troppi elementi che s’incastrano tra loro ed è impossibile accontentare una parte senza scontentare l’altra, per cui la ricetta giusta non esiste. Deve vigere come sempre il buon senso.”

Serie C e Serie D – “La Lega Pro è un sistema che già in condizioni normali fa fatica a stare in piedi e questa situazione potrebbe addirittura essere letale per molte società, essendo quasi nulle le entrate dai diritti tv, i proventi dalla vendita dei biglietti insieme ai minutaggi e a qualche sponsor, rappresentano la maggiore fonte di guadagno per i club, ovviamente non giocando il tutto si azzera.
Per questo motivo proprio qualche giorno fa’ è stato istituito proprio dalla Lega Pro un comitato di crisi composto da professionisti, addetti ai lavori e consulenti esterni, al fine di stimare l’impatto economico che avrà l’emergenza sulle società e studiare eventuali strategie di intervento, tipo un contributo economico a fondo perduto, una defiscalizzazione su ampia scala, azzeramento della quota associativa e della quota di partecipazione per la prossima stagione ecc. Ricordiamoci che parliamo di un movimento che coinvolge circa 3000 persone tra calciatori, dirigenti e staff. Un idea sarebbe anche quella di instituire un fondo autonomo gestito da ogni Lega per sopperire in prima istanza ad eventuali emergenze future. La serie D a grandi linee avrà più o meno le stesse problematiche e gli stessi danni economici anche se di fatto i costi aziendali e accessori dei club sono inferiori rispetto a quelli di Lega Pro.

Riduzione degli stipendi – “Credo che sia innanzitutto un discorso morale e di buon senso quindi reputo giusto la riduzione dello stipendio nel periodo di sospensione forzata e la Juve in questo ne è stata l’esempio. Ovviamente per la serie C e la D concettualmente può valere lo stesso discorso ma nel rispetto comunque di un minimo garantito perché i compensi/rimborsi sono nettamente inferiori alle due categorie superiori, i calciatori e i collaboratori devono comunque essere tutelati. In ogni caso come detto sopra credo che sia fondamentale in questi momenti affidarsi al buon senso. Poi le società dovranno a loro volta gestire i rapporti commerciali e i contratti in corso con le altre parti. In quel caso penso vigono comunque le regole ordinarie sui contratti.”

Nuove clausole contrattuali – “Credo che cambieranno diverse cose una volta passata l’emergenza sanitaria ed emotiva, probabilmente verranno previste nuove clausole contrattuali sia con riferimento alle prestazioni dei calciatori che ai diritti tv che agli sponsor. Ora credo sia solo il momento di rinunciare tutti a qualcosa e a fare tesoro dei ritardi e delle mancanze che abbiamo avuto in questo periodo affinché ognuno, nelle proprie categorie di competenza, siano grado di ripartire nel migliore dei modi.”

Selezione naturale – “Ritengo che molti club faranno fatica ad iscriversi nella prossima stagione, si parla di circa il 20% è più dei club di C e D. Da un lato penso sia un bene perché ci sarà una sorta di selezione naturale , giacché molti club soprattutto tra Lega Pro e Serie D si iscrivono al campionato senza però avere l’adeguata copertura economica per finire la stagione sperando non so’ che arrivi la manna dal cielo o qualche fantomatico sceicco. Penso che dalle cose brutte, come da questa pandemia, si possa ricavare anche qualche insegnamento interessante, per esempio, visto che abbiamo tanto tempo a disposizione, quello di migliorare e migliorarsi e soprattutto progettare, cosa che in Italia, specialmente nel calcio, facciamo poco.”

Meritocrazia – “I verdetti del campo sono sempre sacrosanti e da preferire , ma purtroppo o per fortuna in questo caso siamo tutti vincolati alle decisioni dell’ OMS. Il Presidente della Lega Pro Gravina si è già espresso in tal senso con una nuova dead Line al 30 Luglio con conseguenti deroghe contrattuali e di deposito dei bilanci. Bisognerà comunque nel caso studiare una nuova strategia sia sul fronte calcio mercato che dei calendari della nuova stagione.”

Il rapporto tra le leghe – “Reputo da sempre la serie A un campionato a parte sotto tutti i punti di vista, tecnico, organizzativo, economico, insomma un élite. La distanza tra questa categoria e le altre è abissale. Il movimento di interesse intorno al campionato di serie A fa‘ della lega maggiore un traino importante per tutte le decisioni che prende la Figc. Detto questo , bisogna però che le leghe maggiori prendano veramente coscienza dei numeri che muovono categorie come la lega pro e la serie D, un impatto sociale molto importante se guardiamo l’aspetto umano ma anche un grande laboratorio e una fucina sotto l’aspetto tecnico. Insomma categorie da cautelare e coccolare e non solo per parcheggiare calciatori e fargli fare le ossa.

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