Ernesto Valverde: il mago dell’Estremadura alla corte del Barcellona

Per qualche giorno una parte dello spogliatoio blaugrana aveva temuto il peggio, ovvero che la panchina del club catalano venisse affidata al secondo di Luis Enrique, Unzué. Nella serata di lunedì però questa ipotesi è definitivamente tramontata, perché il club ha svelato ufficialmente il nome del suo nuovo tecnico: Ernesto Valverde.

Il 53enne originario di Viandar de la Vera, nella regione autonoma dell’Estremadura, approda in Catalogna dopo una carriera lunga e decisamente positiva su altre panchine prestigiose. Il neotecnico dei blaugrana ha maturato anche una discreta esperienza da calciatore: le sue tappe fondamentali sono state proprio nella città capoluogo della regione, prima all’Espanyol e poi al Barcellona.

Con i biancoblu ha raggiunto nel 1988 la finale di Coppa Uefa (persa contro il Bayer Leverkusen), e con i rossoblu ha trionfato nella Coppa delle Coppe nel 1989 ed una Coppa di Spagna nel 1990, sotto la guida di Crujff. Se i successi sono legati alla Catalogna, la fama ed il posto del cuore per Valverde è un altro: il Paese Basco, Bilbao per la precisione. Qui ha giocato per sei stagioni nell’Athletic, arrivando a collezionare 170 presenze e 44 reti, e diventando uno degli idoli del San Mames.

Proprio l’avvio dell’esperienza da allenatore è stato con le giovanili dei Leoni baschi: 3 anni nell’accademia biancorossa, dal ’97 al 2000, e poi la promozione a vice allenatore della prima squadra dal 2000 al 2002. Nel 2003 finalmente è arrivato l’ambito incarico di tecnico in capo, fino al 2005. Nel 2006 ha compiuto il percorso inverso, tornando all’Espanyol e guidando, stavolta dalla panchina, il club ad una nuova finale di Coppa Uefa nel 2007: altra sconfitta, stavolta per mano del Siviglia.

L’anno successivo è approdato in Grecia, all’Olympiacos, con il quale ha centrato al primo colpo la vittoria della Ellada Super League. Una diatriba di natura economica ne ha però impedito la permanenza al Pireo, e nel 2009 ha quindi fatto ritorno in Spagna. L’avventura al Villarreal è stata però molto sfortunata (unico neo nella sua carriera), e a fine gennaio del 2010 è stato sollevato dall’incarico. L’estate successiva si è immediatamente rimesso in pista, tornado all’Olympiacos e vincendo per altri due anni di fila il campionato.

Nell’estate del 2012 il secondo ritorno in Spagna, sulla panchina del Valencia. Con una progressione irresistibile, è riuscito a condurre gli arancioneri dalla bassa classifica ad un passo dalla qualificazione alla Champions League. Soltanto la sconfitta nell’ultima giornata di Liga gli hanno impedito di festeggiare questo straordinario risultato. E nel 2013 ha iniziato la sua seconda esperienza alla guida dell’Athletic Bilbao, con la quale ha raggiunto una serie di grandissimi risultati. Nel 2015 ha riportato i Leoni baschi a sollevare al cielo un trofeo a 31 anni di distanza dall’ultimo: in finale di Supercoppa di Spagna contro il Barcellona. Lo stesso Barcellona che qualche mese prima lo aveva sconfitto nella finale di Coppa del Re, altro obiettivo che sfuggiva al Bilbao da moltissimi anni. E oltre a ciò, Valverde è riuscito anche a guidare il club per quattro anni di fila nelle prime sei posizioni della Liga. Un risultato che mancava con questa continuità dagli anni ’80.

Un allenatore quindi in grado di gestire le pressioni di una piazza affamata di vittorie e dalla grande tradizione e cultura calcistica. Le sue squadre hanno sempre proposto un calcio fluido, armonico e impostato sul modulo tanto caro al Barcellona: quel 4-3-3 che esalta l’estro e l’inventiva del tridente offensivo. Raccogliere l’eredità di un “figlio” della Catalogna non sarà semplice, ma Valverde ha l’esperienza e le qualità necessarie per arrivare al successo anche in questa nuova avventura.

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