Girone C, il Pro-tagonista della settimana è Marconi

Ricordate il gol di Ibra al “Via del Mare” in un lontano Lecce-Milan del 2012? Beh Michele Marconi, sabato al Granillo, lo ha riproposto in grande stile: è lui il Pro-tagonista della settimana nel Girone C.

Al 20’ del primo tempo, con risultato inchiodato sullo 0-0, decide di deliziare il pubblico del Granillo, accorso numeroso per l’occasione a sostegno della Reggina, con un tiro al volo dai 30 metri ad incrociare sul palo lontano, che non lascia scampo al povero Sala. Un gol fenomenale, sicuramente il più bello della settimana e tra i top 10 da inizio stagione. Una liberazione per Marconi, passato al Lecce nel mercato di gennaio, che nella prima parte di stagione ha visto poco il campo e che in Piemonte ormai aveva scalato, in negativo, le posizioni in attacco. Certo, gli arrivi di Pablo Gonzales ed Evacuo non hanno aiutato, ma Michele si aspettava maggiore riconoscenza dopo 4 anni con la camiseta grigia dell’Alessandria.  Forse è stato penalizzato dal suo stesso modo di giocare, perché Marconi è un boa vecchio stampo, un corazziere pronto a fare sportellate e bravo a far salire la squadra. Fatto sta che Piero Braglia predilige un diverso stile di gioco, per il quale risultano più funzionali dei giocatori brevilinei e abili a saltare l’uomo, come appunto Gonzales. Arrivata la chiamata, Marconi non ha esitato ad accettare il Lecce, al quale mancava in rosa un giocatore con quelle caratteristiche. Sabato è partito dall’ inizio con Doumbia, ed ha subito lasciato il segno, sia per il gol, ma anche e soprattutto nel farsi trovare sempre pronto alla spizzata, utile a far salire la squadra nei momenti di maggiore difficoltà, quando la Reggine era in pressione e c’era bisogno di calciare la palla lunga.

Marconi è anche lui un prodotto dell’Atalanta, e il suo nome balza agli onori della cronaca dopo un torneo giovanile, il “Trofeo Dossena”, in cui mette a segno 7 gol totali, di cui 4 in una sola partita contro lo Spartak Mosca. Poco dopo, siamo nel 2008, arriva l’esordio in Serie A contro la Juve, mentre il primo gol nella massima serie arriva a fine campionato, il 2-0 che chiude i conti contro il Genoa. L’anno dopo, nonostante il gol decisivo nei preliminari di Coppa Italia contro il Modena, vive una stagione di anonimato, complice anche dei fastidi muscolari di inizio stagione, e a gennaio passa al Grosseto in serie B. L’anno dopo l’Atalanta decide di girarlo in prestito al Lumezzane, e combinazione del fato, sarà proprio lui con un suo gol, ad eliminare la Dea al terzo turno di Coppa Italia. Nonostante questo, l’Atalanta non gli concede una nuova chance, e inizia il solito peregrinaggio in prestito in Serie C: prima Lecco, poi Pavia e infine Pergocrema.

Nel 2011 viene acquistato prima in compartecipazione e poi definitivamente dalla Spal, ma a causa del fallimento rimane senza squadra e si accasa successivamente al Venezia, in Seconda Divisione. Nel 2013 inizia l’avventura con l’Alessandria, con cui disputerà 113 mettendo a segno 30 reti, con la ciliegina sulla torta della partita di San Siro di Coppa Italia contro il Milan.

Ora la nuova avventura a Lecce, con l’obiettivo della promozione diretta in B: Padalino ha a disposizione un’altra bocca di fuoco.

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