Milan, Ambrosini: “Futuro in società? Non chiudo le porte a nessuno. Le critiche dei tifosi mi hanno dato fastidio”

Presente come ospite alla presentazione del libro “Papà, Van Basten e altri supereroi”, l’ex capitano del Milan Massimo Ambrosini ha rilasciato dichiarazioni interessanti sul Milan, su un suo futuro in dirigenza e sulle critiche rivoltegli dai tifosi.

L’ex centrocampista è sempre stato obiettivo nel valutare e giudicare la situazione del club rossonero. Tutta la sua schiettezza e sincerità è stata ed è sintomo di un amore sconfinato per quei colori che sono stati parte della sua vita. Le sue parole molto spesso fraintese e viste come chi sa solo sparlare male e alle spalle, del suo passato. Questa la visione dei tifosi rossoneri che lo hanno preso di mira sui social. Impossibile non rimanere scottati d’altronde da come è stato trattato al momento dell’addio. Un tavolo, in mezzo ad un corridoio, quasi come fosse l’ultimo arrivato.

Ecco i tratti più interessanti delle sue parole:

Le critiche dei tifosi – “Un po’ mi hanno stupito in primis, perchè al di là di tutto le ritenevo strane: non penso di aver fatto qualcosa per meritare un’attenzione di un certo tipo, anzi. Penso di esser sempre stato obiettivo e oggettivo nel valutare l’operato della squadra, sinceramente mi è dispiaciuto: il Milan è un pezzo della mia vita e vedere che qualcuno abbia preso l’occasione per insultare mi ha dato un po’ fastidio, ma siamo umani”.

Su un futuro in società – “Eventuali colloqui è giusto farli, poi dipende dai ruoli, non puoi pensare di poter chiudere una porta a prescindere: se volessero parlare con me non lo so, sono discorsi prematuri, prima dovranno pensare ad altro”.

Sul Milan in Europa – “E’ lì, con merito. Montella, considerate tutte le vicessitudini e le limitazioni a livello di mercato, ha tirato fuori il meglio da questa squadra. Il Milan riesce sempre a stare in campo con dignità, non ricordo difficoltà clamorose, riesce sempre a non essere sovrastato: ha sofferto, ma ha delle qualità che gli permettono in una partita difficile di tornare dopo 10-15 minuti”

Sul closing – “La vivo con curiosità, come tutti voi e come chi è interessato a capire come va a finire questa faccenda. Dirigenti, anche ragazzi che lavorano dentro la società di cui ci si scorda che devono lavorare, oltre che a allenatore e giocatori, che secondo me risentono in maniera più distaccata di questa situazione. Come giustamente ha detto Vincenzo Montella, alla squadra dal punto di vista pratico non è mai mancato il supporto, per tutta quella che è la logistica: poi l’allenatori, i giocatori e l’ambiente Milan hanno bisogno di sapere come andranno le cose”.

Sul vestire la maglia del Milan – Il Milan ha fatto parte della mia vita per 20 anni, sono qui con grosso piacere. Tutte le volte che si parla di Milan mi rendo conto sia stata parte fondamentale della mia vita, quasi metà della vita, 20 anni, ne faccio 40 tra un mese. Sono quelle emozioni che tramite questo libro, con aneddoti e storie, rileggi e ti vengono in mente: è bello, molto bello”.

Antonio Barbato

Laureato in Culture Digitali e della Comunicazione presso il dipartimento di Scienze Sociali della Federico II di Napoli. Ho conseguito un attestato di frequenza per il corso base di giornalismo, presso il centro di documentazione giornalistica di Roma.

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