Multineddu a ZC: “La stagione per i club di C e di D è finita, gli imprenditori saranno costretti a fare scelte amare. Il calcio minore ripartirà quando saremo più grandi”

In esclusiva a ZonaCalcio.net è intervenuto Gianfranco Multineddu, direttore sportivo da sempre stimato dagli addetti ai lavori, protagonista in realtà come Pescara, Fondi, Campobasso, Grosseto, in passato osservatore della Reggiana ed oggi consigliere ed esponente dell’Adicosp.

In esclusiva a ZonaCalcio.net è intervenuto Gianfranco Multineddu, il quale si è soffermato sulla triste emergenza che sta colpendo il Paese e di conseguenza il nostro calcio, ecco quanto raccolto:

Il calcio non riparte – “Non saremo pronti a ripartire a maggio in D e C, discorso diverso per le categorie superiori dove ci saranno controlli medici maggiori. Non so come potrà essere pronto il calcio minore, mi appare davvero arduo. Dimentichiamoci che il calcio di C e D riparta, lo farà un giorno quando saremo più grandi…”

Scelte amare – “Le difficoltà che stanno colpendo l’imprenditoria italiana incidono sulle scelte dei presidenti che sono costretti a fare di necessità virtù, prendendo delle decisioni amare che andranno ad incidere purtroppo sui tesserati. Pertanto gli stessi calciatori rischiano di ritrovarsi senza un lavoro… .”

Danni – “Sono davvero gravi i danni subiti dalla C, basti pensare ai contratti pluriennali dei calciatori che difficilmente verranno rispettati. Il problema che si deve guardare oltre al momento attuale e pensare anche agli strascichi futuri.”

E’ finita – “Ti faccio una domanda, credi che le società anche quelle più solide di D penseranno alle famiglie oppure investiranno nuove risorse per vincere il campionato ed iscriversi in C. Ripeto l’anno è finito.”

Tutela assicurative – “Sono favorevole all’introduzione di polizze assicurative più ampie nei confronti dei tesserati, un esempio è la scelta compiuta dal presidente della Pro Vercelli, Massimo Secondo, che ha già sottoscritto un’assicurazione nei confronti dei suoi tesserati dalla piaga del Coronavirus. Ovviamente sarebbe un ulteriore costo da sopportare per la C e per la D, che credo potrebbe perdere molte compagini.”

Considerazione – “Il calcio minore non viene considerato da chi ci governa, malgrado l’impegno dei presidenti Gravina, Sibilia e Ghirelli. La Serie C e la Serie D rappresentano il vero calcio d’Italia, il quale è cosi sottovalutato, pertanto credo che sia necessario alzare il livello di attenzione nei loro confronti e l’idea del direttore Morrone sul sfruttare la risorsa del betting, mi sembra molto sensata, ovviamente con le dovute cautele.”

Aiuti – “Mi aspetterei qualcosa dalle istituzioni, degli aiuti economici, ma i presidenti non devono essere dei gestori, bisogna porre dei paletti eventualmente al fine di utilizzare tali risorse solo per la sopravvivenza della stessa competizione calcistica.”

Adicosp – “Ci manteniamo in contatto diretto con gli organi di governo, cerchiamo di collaborare al fine ristrutturare il calcio “minore”.”

Lavoro – “Ogni squadra di Serie C e D gestisce un numero cospicuo di dipendenti, che devono essere considerati a tutti gli effetti dei lavoratori. Bisogna inquadrare queste persone che rappresentano una forza motore del nostro Paese.”

Quarantena – “Sto vivendo la quarantena nel rispetto delle regole, come giusto che sia da buon cittadino italiano, con la speranza che si esca da questa nebbia così fitta. Purtroppo vorrei leggere, domani, sui media che a Bergamo ed in Italia non ci siano più vittime. Mi piace dedicare agli amici bergamaschi una frase del buon Roby Facchinetti: “Berghém Mola mia”. In questo momento mi sento bergamasco, bresciano, napoletano, insomma, un cittadino fiero del suo popolo.”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.