Saul Niguez: il gioiello di Elche prolunga e diventa “colchonero” a vita

Il centrocampista ha prolungato con l’Atletico Madrid fino al 2026

Nella giornata di ieri, sabato 1 luglio, Saul Niguez ha apposto la sua firma sul contratto che lo rende colchonero a vita. Il talentuoso centrocampista 22enne ha prolungato sino al 2026 con i biancorossi. Una scelta di vita, che lo pone già, di diritto, nel gotha della storia recente dell’Atletico.

Da sempre è un pupillo di Diego Pablo Simeone. Il Cholo è approdato al Vicente Calderon (che dalla prossima stagione andrà in pensione) il 23 dicembre 2011, ed ha immediatamente notato le doti di quello che all’epoca era uno sbarbatello ragazzino della cantera colchonera.

Nato a Elche, Saul ha mosso i primi passi nel settore giovanile del Real Madrid. Come spesso è accaduto nella storia delle merengues, a soli 14 anni è stato scartato perché non è stato ritenuto adatto alla qualità richiesta. Ne ha approfittato immediatamente l’Atletico Madrid, che lo ha accolto nella sua casa.

Nella cantera dell’Atleti Saul si è messo in mostra sin da subito, conquistando la fiducia dei tecnici che via via si sono alternati davanti a lui. Tanto che, proprio nel 2011, è arrivata la prima chiamata ufficiale con la prima squadra.

 

Un pupillo del Cholo

L’allenatore argentino in Saul ha rivisto le medesime caratteristiche che aveva lui quando nel lontano 1990, a soli 20 anni, arrivò in Italia grazie all’intuizione di Romeo Anconetani. Colui che poi sarebbe diventato il Cholo esordì in A con la maglia del Pisa. Da lì partì la sua epopea in Italia e poi nel calcio internazionale. Grinta, tecnica, cuore, intelligenza, ardore. Doti e attitudini mai perse, neanche nella sua carriera da allenatore.

Soprattutto, sono tutte doti che Simeone ha sempre cercato nei giocatori chiave delle squadre da lui allenate. Arrivato all’Atletico Madrid, ha trovato elementi imprescindibili come Godin e Gabi a guidare lo spogliatoio. Ma quel ragazzino della cantera gli stuzzicava talmente la fantasia che l’8 marzo 2012 ha deciso di convocarlo per l’andata degli ottavi di finale di Europa League. Al Calderon l’Atleti era di scena con il Besiktas. Saul viene chiamato a sei minuti dalla fine, e segna così il suo esordio con la prima squadra.

Da quel momento la storia di Saul con i colchoneros è stata un innamoramento continuo. Un feeling costruito a suon di sacrifici, vittorie, assist, gol, grandi prestazioni. L’intuizione del Cholo si è rivelata giusta, ed il numero 8 è diventato una bandiera dell’Atletico Madrid.

 

Colchonero a vita?

E’ presto per sbilanciarsi sul resto della carriera di Saul. Ma si può sicuramente affermare che il centrocampista, qualora dovesse cambiare squadra nei prossimi anni a fronte di offerte irrinunciabili, porterà due soli colori nel suo cuore. Il rosso ed il bianco.

Non si possono dimenticare 6 stagioni vissute in crescendo con la maglia colchonera sulle spalle. Annate nelle quali il club è tornato ai grandi fasti delle sue epoche migliori. Una Liga vinta contro ogni pronostico nel 2013, un’Europa League alzata al cielo l’anno precedente, una Supercoppa Spagnola nel 2015. Nel mezzo anche due sconfitte brucianti e pesantissime in finale di Champions League proprio contro il suo passato: il Real Madrid. Ma sono state due cavalcate che hanno definitivamente consacrato Saul nell’élite del calcio europeo.

Sono ben 30 le sue presenze nella maggiore competizione continentale per club. Unite alle 9 registrate in Europa League e alle 27 totalizzate fra Under 21 e nazionale maggiore della Spagna, si capisce come Saul sia, a 23 anni da compiere il prossimo novembre, uno dei giovani più forti nel panorama mondiale.

Ecco perché la dirigenza colchonera ha deciso di blindarne il futuro. Il contratto siglato ieri lo pone al vertice degli accordi più lunghi. 9 anni: a tanto ammonta il prolungamento del matrimonio e dell’innamoramento con i colori biancorossi. Fino al 2026 Saul giocherà con l’Atleti, la squadra di tutta una vita e di una carriera. Il futuro è imprevedibile per chiunque, e lo stesso centrocampista non può immaginare cosa potrà accadere fra sei mesi o quattro anni.

Ciò che è certo, però, è che il numero 8 ha l’Atletico Madrid nel cuore, e vuole diventarne la bandiera. I tre gol rifilati all’Italia nella semifinale dell’Europeo Under 21 di qualche giorno fa ne hanno definitivamente consacrato la stella nel firmamento calcistico.

Abbiamo assistito alla definitiva epifania di un talento cristallino. E l’Atletico Madrid non vuole lasciarselo sfuggire.

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