28 maggio 2017: una domenica di (stra)ordinaria amministrazione

Il 28 maggio 2017 sarà sicuramente ricordato da tutti gli amanti del calcio e non solo. E’ una data che tutti gli amanti dello sport in genere non potranno dimenticare facilmente.

Se apparentemente poteva sembrare un giorno come tutti gli altri, man mano, col passare delle ore, si sono susseguiti una serie di eventi che non sono del tutto assimilabili all’ordinaria amministrazione, ad una semplice domenica sportiva.

Se da un lato, ovviamente, l’evento mediatico per eccellenza è stato l’addio al calcio di Totti, la fine di un’era, la fine di un capitolo di una storia d’amore che, invece, non potrà mai avere fine, dall’altro ci sono una serie di storie che meritano la stessa esaltazione.

Passando dal giallorosso della Roma al rosso acceso della Ferrari, infatti, ieri a Monaco Vettel e Raikkonen hanno riportato “La Rossa” al gradino più alto del podio dopo ben 16 anni, infilando una straordinaria doppietta, proprio come nel 2001 fecero l’immenso Schumacher e Rubens Barrichello, e che, in termini numerici, ha permesso alla casa di Maranello di agganciare il primo posto in vetta alla classifica costruttori, oltre che consolidare la prima posizione del tedesco in quella piloti.

Volendo, poi, continuare a giocare con i colori, il passaggio al rossoblù del Crotone è detto-fatto. Infatti, è proprio all’Ezio Scida che forse si è consumata la favola più bella e sicuramente inattesa della giornata. Gli uomini di Nicola, infatti, che avevano concluso il girone d’andata con appena 9 punti, sono riusciti nell’impresa impossibile di colmare il distacco creatosi in classifica, riuscendo, all’ultima giornata, contro una delle squadre più forti e in forma della stagione, a conquistare i 3 punti necessari per continuare a vivere quel sogno chiamato Serie A, a discapito di un Empoli che in questi anni ci aveva abituati a ben altro.

A proposito di missioni impossibili, e ritornando al quel giallorosso da cui eravamo partiti, di sicuro lo è stata quella del Capitano (la C maiuscola è d’obbligo). In un calcio senza più bandiere, in cui ad avere la meglio sono sempre il dio denaro e la brama del successo, infatti, come ricordato anche dai tifosi con vari striscioni, Totti è riuscito a vincere la battaglia più difficile: giocare con la stessa maglia per ben 25 anni, rinunciando, forse, a vincere tutto quello che c’era da vincere. Tutto questo, solo per restare lì, a Roma, nella sua città, a casa sua.

Chapeau Capitano!

Francesco Cipriani

Studente di legge e aspirante giornalista. Appassionato di calcio e di sport in generale!

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