ESCLUSIVA-Emanuele Sembroni a ZC: “Pescara, Zeman ti riporterà in alto. Di Francesco è un grande maestro. Salerno merita la A. Morgia, che sorpresa!”

Difensore rimasto nel cuore di una piazza che lo ha visto nascere calcisticamente e che lo ha visto protagonista di importanti successi del Pescara negli ultimi anni. La voglia di giocare e sudare la maglia fino alla fine, questo il suo marchio di fabbrica. Soprattutto, però, un ragazzo che dovunque ha giocato non ha mai creato polemiche e problemi. Parliamo di Emanuele Sembroni, ex difensore di squadre come Pescara, Salernitana e L’Aquila, che ZonaCalcio.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva. Una carriera, la sua, nata nella città adriatica, dove ha calcato i campi sia di Lega Pro che di serie B e ha vissuto il passaggio da una proprietà ad un’altra, lui ricorda cosi quegli anni: “Ho fatto la trafila del settore giovanile con l’allora Pescara Calcio, poi, dopo una stagione alla Sampdoria, sono tornato lì e ho debuttato a 19 anni in prima squadra. Allora non si capiva quale fosse la società, tant’è che il Pescara sarebbe fallito se non fosse stato per il grande contributo dei Soglia. Da loro, successivamente, la squadra passò in mano a De Cecco e credo che sia stato il miglior presidente che abbia mai avuto per efficienza, per impegno e per mezzi economici. Con lui passammo un anno e mezzo indimenticabile e arrivammo a vincere i playoff della Lega Pro contro il Verona. Quando arrivò Sebastiani mi trovai bene con quella società e con quella rosa. L’anno di Zeman l’ho vissuto solo in minima parte a Pescara, cioè feci solo la preparazione perché andai in prestito al Pergocrema, ma ho avuto la fortuna di conoscere uno staff preparatissimo e un grande giocatore, con cui ho vissuto anche il periodo del settore giovanile, che è Marco Verratti, a lui auguro di poter trascinare la nostra Nazionale verso grandi cose perché può farlo davvero” . Tante le gare giocate con i biancazzurri, lui ne ricorda in particolare due: “Non dimenticherò mai la partita Verona-Pescara in Serie C, quando giocai una delle migliori gare in carriera, e finì 0-0 con un gol annullatoci ingiustamente al 91′. Porto sempre con me il primo successo in B contro il Torino, vincemmo 2-0 e tornammo a far bottino nella serie cadetta dopo tre anni di astinenza” . Sembroni ha avuto la possibilità di essere allenato a Pescara da Eusebio Di Francesco, lui ce lo racconta così: “Con Di Francesco c’è stato subito un ottimo rapporto e tutt’ora lo considero uno dei miei più grandi maestri. Si capiva subito che aveva le possibilità di far carriera e non avevo dubbi che potesse arrivare lontano, lo ricordo come una persona dai sani principi, un uomo che insegna calcio e che sa lavorare benissimo con i giovani. Soprattutto va elogiato il suo staff, capace di far crescere i giocatori laddove non spetta ad un allenatore” . Oggi il Pescara è vicino al ritorno in B dopo una stagione travagliata in Serie A, Sembroni ci dice la sua con queste parole: “Come ben noto a tutti, la Serie A è una categoria a sé. Non c’è un grande dislivello tra Lega Pro e Serie B in quanto l’adattamento è solo all’inizio, poi le squadre pian piano si equivalgono. Passare dalla B alla A è dura, qui si hanno aspetti tecnici e mentali totalmente diversi. È un livello difficile da raggiungere e il Pescara ha pagato proprio questo, inserendo tanti giovani in rosa, alcuni anche alle prime armi nella Serie A. Nonostante un grandissimo allenatore come Oddo le cose non sono andate per il meglio, sono contento che sia tornato Zeman in panchina perché è un allenatore importante, che non guarda in faccia a nessuno e che getterà ottime basi per il futuro e farà tornare grande il Pescara” . Nel 2014 Sembroni arrivò alla Salernitana e lui non ha dimenticato neppure un istante di quella esperienza, tant’è che racconta: “Di Salerno è difficile lasciarsi alle spalle qualcosa, mi piace sottolineare l’affetto che ho trovato in quella piazza. Si sa, lì si chiede tanto, ma se si sa fare le cose nel modo giusto allora viene a crearsi un legame particolare, io mi sento ancora con tantissime persone importanti per Salerno. In città si vive di calcio con tantissimo tifo, con i giornali che parlano della squadra sempre, ma soprattutto con uno stadio pazzesco. Giocare allo stadio ‘Arechi’, infatti, non ha prezzo: quando entri in campo ti senti un leone, quando poi segni senti i diecimila della curva che ti vengono addosso” . I granata oggi sono a due punti dalla zona playoff, pensare ad un approdo in A non è utopistico per il futuro della squadra, Sembroni spiega: “La Salernitana deve fare il salto di categoria, la Serie B sta stretta a questa realtà. Non vedo perché, se piazze più piccole hanno raggiunto la A, non possa farlo anche la Salernitana di Lotito, presidente che ringrazio per avermi dato fiducia. Quello stadio in A sarebbe una bomba pronta ad esplodere in ogni momento” . Nell’ultima stagione Sembroni era approdato a L’Aquila, ma poche settimane fa ha interrotto il suo rapporto con la società, questo il suo pensiero sulla piazza aquilana e sul suo futuro dopo la parentesi abruzzese: “Quest’anno si era partiti con grande entusiasmo, poi qualcosa si è rotto ma L’Aquila merita di tornare in Lega Pro, sia per la storia calcistica della squadra, sia per ciò che ha vissuto la città. Forse non era questa la stagione per fare il salto di categoria, ma L’Aquila tornerà grande. Non so dove sarò nel prossimo campionato, penso solo a stare bene e a far scivolare questa stagione. Sarebbe bello tornare in Lega Pro, mi ero prefissato di andare a L’Aquila per vincere e vedremo dove troverò spazio in futuro” . Tanti allenatori avuti, ma il pensiero di Emanuele Sembroni è per un tecnico conosciuto recentemente: “Se devo fare un nome, sono rimasto stupito da Massimo Morgia, la mia più grande sorpresa. Ci siamo conosciuti a L’Aquila, ne avevo già sentito parlare bene in precedenza, ma sono stato colpito dai suoi valori umani, dalla passione che ci mette e dal modo in cui tiene alle cose. È difficile trovare tecnici come lui, ma soprattutto è una persona molto preparata nei minimi dettagli, è aiutato da un ottimo staff e con la D c’entra poco, merita di più. Concludo citando anche Alessio Tacchinardi, grandissimo allenatore che ha la mentalità vincente della Juventus, e Angelo Gregucci, numero uno in assoluto.”

ZonaCalcio.net ringrazia Emanuele Sembroni per la disponibilità e augura a lui il meglio per i prossimi anni.

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