Floro Flores a TLM: “Mai rifiutato la Juventus, ho aspettato il Napoli di De Laurentiis. I campionati di C e D difficilmente riprenderanno”

Durante il programma “Taca La Marca” in onda su Radio Musica Television è intervenuto Antonio Floro Flores, ex centravanti di Napoli e Udinese tra le tante, il quale si è soffermato sull’emergenza del calcio e su tanto altro, ecco quanto emerso:

Le difficoltà delle serie minori: “In merito a tale situazione, credo che le società di C e D, che fanno affidamento su tanti giovani, hanno paura di prendersi certe responsabilità. Un club di Legapro non può permettersi le spese derivanti dall’utilizzo periodico dei tamponi, quindi i campionati delle leghe minori difficilmente riprenderanno.”

La ripartenza: “Bisogna valutare bene la situazione, considerato che non è giusto che squadre come il Benevento non abbiano la possibilità di salire in Serie A, i campionati vanno finiti altrimenti ci sarebbe tante problematiche dal punto di vista dei ricorsi alla giustizia sportiva. Bisogna avere tanta precauzione, ma nonostante gli stadi chiusi la gente da casa avrà modo di distrarsi.”

Napoli: “Ho aspettato il Napoli sino a settembre, mi fu promesso da Gaucci, in corsa per l’acquisizione del club partenopeo, di diventare il perno della squadra, poi con l’arrivo di De Laurentiis non c’è mai stato un contatto con il nuovo Napoli. La nuova proprietà non mi ha mai contattato in quel periodo, visto che già aveva allestito la sua squadra, in una settimana era praticamente impossibile dar vita ad una rosa così ampiamente costruita, pertanto non rientravo nei loro programmi. Mi sarebbe piaciuto far parte della storia del Napoli. Un contatto c’è stato quando ero al Genoa ma non ero congeniale per il calcio di Mazzarri, quando venni interpellato confermai la mia voglia di indossare la maglia azzurra a qualsiasi cifra, soffrii in silenzio, essendo tifoso partenopeo.”

Conte o Sarri: “Se dovessi ripartire da zero sceglierei Conte, visto che in breve tempo sa trasmettere tanto, ha cambiato la mentalità dell’Inter e questo rappresenta un punto a favore di chi vuole ricostruire celermente. Se avessi un progetto a lungo termine opterei per Sarri e per il suo gioco, va aspettato e ha bisogno di tempo per poter entrare nella testa dei suoi ragazzi”.

Il rifiuto alla Juventus: “Nel mio caso avevo bisogno di fiducia, venivo dall’Udinese dove c’erano Di Natale e Sanchez e non giocavo con continuità, quindi ho preferito andare a Genova, dove avevo più garanzie di scendere in campo, visto che non avevo voglia di rimanere in panchina. Certo che se avessi avuto il rendimento di quell’anno di Genoa con la maglia della Juventus la mia carriera sarebbe cambiata. Sicuramente non ho rifiutato i bianconeri perché sono un tifoso del Napoli, da professionista non sono ragionamenti da fare”.

Un gol da ricordare: “Ce ne sono diversi che mi vengono in mente con piacere, ogni periodo mi ricorda qualcosa. Mi sono rimasti nel cuore il primo gol con il Napoli, quelli nei derby di Genova, oppure la soddisfazione europea con la maglia dell’Udinese, ma non dimentico nemmeno i momenti brutti che mi hanno aiutato a crescere come con il Chievo o il Granada”.

Il ritiro: “Ho deciso di smettere perchè questo è un modo che non mi appartiene più. Se fosse stato per me avrei giocato fino a 85 anni ma non reputo giusto prendere soldi da un presidente che rispetto e al quale non posso dare il 100%. La cosa positiva di ciò è che ora mi posso godere appieno la famiglia dalla quale ero stato lontano negli ultimi anni tra Bari e Caserta”.

Pegolo – “Ho realizzato più di 100 gol e tanti ne ho anche sbagliati ma credo che il portiere che ho battuto di più è stato Pegolo, che poi al Sassuolo mi ha ricordato questo aneddoto.”

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.