Gragnaniello a ZC: “Coronavirus: il calcio si è mosso in ritardo. Importanti i messaggi e i comportamenti dei calciatori”

La redazione di ZonaCalcio ha avuto il piacere di intervistare Raffaele Gragnaniello, ex portiere di squadre come Napoli, Casertana, Nola, Avellino. Gragnaniello è sempre stato una sicurezza tra i pali e anche oggi, dopo aver terminato la sua carriera nel calcio giocato, ha scelto di essere punto di riferimento importante per i suoi colleghi in una nuova veste, nell’ambito della sicurezza sul lavoro nel settore calcistico. Con Raffaele Gragnaniello ci siamo doverosamente soffermati sull’attuale situazione del Coronavirus. Ecco le sue parole ai nostri microfoni.

“Pericolo reale – Solo chi vive realmente il problema, chi ci è “dentro” e vive questo dramma, ha una reale percezione di quello che sta accadendo. È importante fare la massima attenzione ma molti, purtroppo, credo non abbiano ancora realizzato non essendo direttamente coinvolti. Questo virus riguarda tutti invece.

Ritardo – Il calcio si è fermato ma siamo in ritardo. La posizione del sindacato è stata chiara fin da subito con un forte invito a prendere in mano la situazione. Chi non aveva capito adesso capirà perché il virus si sta diffondendo.

Tutti uguali – Siamo tutti equiparati, non esistono differenze. I calciatori sono dei lavoratori come gli altri e come tutti i lavoratori devono essere tutelati. Ci siamo fermati in ritardo, come ha fatto, secondo me, tutto il paese. Alcune misure andavano adottate prima. Il termometro della situazione già c’era.

Messaggi – I calciatori, come tutti gli sportivi, avendo un grande seguito hanno un ruolo fondamentale per chi li osserva. Devono lanciare messaggi corretti, ognuno alla sua fetta di popolo sportivo. Un popolo che in questo momento è unito: juventini, napoletani, interisti, tutti uniti. Sono fondamentali i loro messaggi di vicinanza. Vige l’uguaglianza, chi vuole dividere oggi lascia il tempo che trova. I calciatori in questo momento posso proporre idee per bei gesti e belle iniziative.

Futuro – Dobbiamo uscire da questa situazione e ripensare anche al futuro, ora che il destino ci ha costretti a fermarci. Non dobbiamo lamentarci perché siamo isolati e chiusi, né farci prendere dal panico o dall’ansia. Il pensiero è rivolto a chi è direttamente colpito da questa situazione, che può toccare chiunque. Ognuno faccia ciò che c’è da fare, senza lamentarsi. Ognuno di noi ci metta il suo”.

Zonacalcio ringrazia Raffaele Gragnaniello per la cortesia e la disponibilità

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