Icardi, l’Inter perde ma l’argentino è sugli scudi

Mauro Icardi e i tabù. Ultimamente, per il capitano nerazzurro, alla caduta di un piccolo tabù segue una grande delusione . Innegabili il feeling col gol e la personalità del ragazzo di Rosario. A 24 anni sono ormai stati usati tutti gli aggettivi per definire Maurito. L’argentino, dentro e fuori dal campo, ha dimostrato di non aver particolari problemi a farsi carico delle reponsabilità. Papà giovanissimo fuori, capitano dell’Inter dentro. A soli 22 anni Mauro si è preso quella fascia, tanto ambita quanto pesante. Ha raccolto l’eredità di un suo connazionale (dopo il breve intermezzo Ranocchia), battendo i suoi record di precocità. L’attuale vicepresidente nerazzurro ha dovuto aspettare le 25 primavere per indossarla, mentre Icardi ci ha messo ben 3 anni in meno. Alla stessa età di 2 mostri sacri del calcio italiano, Baresi e Totti, che però venivano dal settore giovanile delle loro squadre. Mauro è un predestinato, e ogni domenica se ne ha sempre di più la conferma. Se riuscirà a mantenere queste medie realizzative, arriverà a 100 reti nella massima serie prima dei 25 anni. Con la tripletta di Firenze, si è portato a una sola lunghezza da Dzeko e Belotti. Quest’anno è arrivata per lui la definitiva consacrazione. Ai gol (quelli li ha sempre fatti) è arrivata quella intelligenza tattica che ancora gli mancava. Ora aiuta la squadra, torna in difesa a dar manforte, e soprattutto ha sfornato finora ben 9 assist per i compagni. Mauro e i tabù dicevamo. Il sabato prima di pasqua ne era caduto uno che non faceva dormire sonni tranquilli al numero 9 nerazzurro. Il gol nel derby contro il Milan. Maurito ha punito i cugini, ma a fine gara era lui ad uscire dal campo con le lacrime agli occhi. Ieri un altro capitolo. L’astinenza fuori casa tormenta il bomber argentino. L’ultima rete su azione è datata 21 settembre. Al Castellani di Empoli il capitano dà l’ennesima dimostrazione della sua forza. Doppietta, ed Empoli espugnata. Dopo 7 mesi il ritorno al gol (su azione) in trasferta. E Maurito, che non è uno che si accontenta, di reti ne segna 3. Uno più bello dell’altro. Dopo uno spunto, in girata in mezzo all’area, di testa. Segna in tutti i modi, da tutte le posizioni. L’epilogo, però, è doloroso quasi quanto quello del derby. L’inter rimonta 2 reti alla Fiorentina, ma non basta. Finisce 5-4. L’ennesima prova super del capitano viene vanificata dalla prova di una rosa con dei limiti troppo evidenti. Una cosa è certa. Mauro i suoi tabù (ormai pochi) li affronta di petto, e alla fine vince sempre lui. Il prossimo da sfatare è quello che riguarda i trofei vinti. Mauro, nel suo palmares, è ancora fermo ai famosi “szero tituli”. Ciò che tutto il popolo nerazzurro si augura è che presto possa cadere anche quello, e che le lacrime di Icardi siano di gioia.

 

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