Il Milan ai milanisti? Non proprio!

Prodotti del vivaio come Cutrone e Locatelli lasciati definitivamente partire. Una regola che vale solo per la società?

Con l’arrivo della nuova proprietà, la parola d’ordine in casa rossonera era: “Il Milan ai milanisti”. E in effetti, almeno per quanto riguarda l’assetto societario, pare che tale dictum sia stato rispettato. Bandiere come Boban, Maldini e Baresi, infatti, sono state inserite nell’organigramma. L’ex centrocampista croato, con il ruolo di Chief Football Officer. Gli ex capitani, invece, rispettivamente come direttore dell’area tecnica e come brand ambassador.

Quanto vale per tale aspetto, però, evidentemente non vale per quello tecnico. Infatti, se da un lato, almeno per il momento, il pupillo Donnarumma continuerà a difendere la porta rossonera, dall’altro, “veri” milanisti come Patrick Cutrone e Manuel Locatelli (riscattato definitivamente dal Sassuolo) hanno definitivamente il Milan.

ADDIO SOFFERTO – Un addio non voluto, soprattutto nel caso dell’attaccante comasco. Reti pesantissime quelle messe a segno nella sua esperienza rossonera. L’esplosione due anni fa. Salvatore della patria nei primi sei mesi della scorsa stagione (quando Higuain non faceva l’Higuain, per intenderci). Fino alla panchina, sempre silenziosamente accettata, con l’arrivo di Piatek. Il più giovane giocatore italiano a segnare 10 reti nelle competizioni Europee. Tutti numeri che, però, non hanno contribuito alla sua permanenza in rossonero.

In molti si lamentano della sua partenza: un po’ per il prezzo (considerata troppo bassa la quotazione di circa 20 milioni), ed un po’ per quello che Cutrone regalava in campo. Uno dei pochi a sudare la maglia fino in fondo, a non smettere mai di crederci. Uno dei pochi, insomma, ad essere un “vero milanista”.

Francesco Cipriani

Studente di legge e aspirante giornalista. Appassionato di calcio e di sport in generale!

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