Juventus-Torino, l’analisi

Solo una grandissima giocata individuale di Gonzalo Higuain a tempo quasi scaduto salva la Juventus dalla sconfitta con un Torino tutto cuore che ha disputato, soprattutto dopo l’espulsione di Acquah, una gara encomiabile sul piano del sacrificio.

Massimiliano Allegri cambia otto undicesimi della squadra vittoriosa al Louis II, concedendo una delle rare pause in stagione al Pipita e schierando un centrocampo tutto muscoli composto da Khedira, Rincon e Sturaro. Totalmente rivoluzionato il reparto arretrato. Si rivedono dal primo minuto Benatia, Lichsteiner e Asamoah.

La gara inizia subito con ritmi molto alti, con la formazione ospite che pressa alto i bianconeri per evitare ai padroni di casa la costruzione del gioco dal basso. E la tattica adottata da Mihajlovic sembra da subito dare i suoi frutti. Infatti sui binari laterali, la Juventus non  riesce mai a rendersi pericolosa, complice anche la serata non troppo felice dei suoi interpreti.

Soprattutto sulla catena di destra, l’asse Lichsteiner-Cuadrado non riesce mai a rendersi pericoloso, contenuto molto bene da Molinaro e dal giovane Boyè.

Davanti si capisce fin da subito che per Dybala non sarà una serata facile. Moretti gli si incolla addosso, e per tutto il primo tempo non si staccherà mai. Quando però Mandzukic con una pregevole sponda lo mette solo davanti ad Hart, il gioiello argentino si fa ipnotizzare dall’estremo difensore granata e il punteggio rimane inchiodato sullo 0-0.

In mezzo al campo si sente tremendamente l’assenza di qualità. Il gioco è prettamente fatto di passaggi orizzontali e la Juventus non riesce mai a costruire un’azione degna di nota.

Nella ripresa la musica non cambia, con i bianconeri sempre alla ricerca di una giocata individuale, con i granata che però si difendono chiudendo tutti gli spazi. Poi all’improvviso, arriva la giocata inaspettata.

Dopo sette minuti della ripresa viene assegnata una punizione dal limite per i granata, Ljaic prende la mira e infila il sette della porta di Neto.

La Juve ha una reazione immediata e sfiora subito il gol del pari. In uno dei suoi rari inserimenti della serata, Khedira mette Mandzukic davanti ad Hart, ma il croato non inquadra lo specchio.

Si apre una fase di partita nella quale la Juventus, con non troppa convinzione cerca di riprendere la gara in mano, e il Torino cerca di ripartire. Al 12′ arriva l’episodio che potrebbe cambiare le sorti del Derby. Acquah già ammonito entra deciso su Mandzukic.

Il centrocampista prende il pallone, ma probabilmente l’arbitro viene ingannato dalla veemenza dell’intervento e gli sventola il secondo cartellino giallo. Mihajlovic è su tutte le furie e il direttore di gara caccia anche lui.

Questo episodio compatta ancora maggiormente la squadra ospite, che si chiude a riccio con la ferma volontà di trasformare questa partita in una vera impresa.

Naturalmente, complice gli ingressi di Pjanic e Higuain, i padroni di casa alzano i ritmi e gli ultimi trenta minuti si giocano a una porta sola.

Nonostante il vantaggio numerico, i bianconeri prima con Khedira e dopo con Bonucci hanno sciupano due clamorose occasioni per riprendere la partita. Ma proprio quando sembra tutto perduto, il 9 dei Campioni d’Italia sale in cattedra e decide che il Derby della Mole non può finire così: riceve una palla sporca da Pjanic al limite dell’area, in un attimo si gira e con il destro trafigge Hart per l’1-1 che salva la Juventus e interrompe la striscia positiva casalinga.

Grande merito va alla squadra granata per aver preparato la gara alla perfezione. Va detto però che la Vecchia Signora è incappata in una serata storta in quasi tutti i suoi uomini più importanti. Deludenti le prove delle “seconde linee”.

Martedì servirà sicuramente un’altra Juventus.

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