Lazio, l’agente di Keita “Nessun caso, col Pescara ci sarà”

Dopo l’assenza a Milano  del senegalese Keita, eliminato dalla Coppa d’Africa con la sua nazionale; sabato scorso sembra che ciò abbia causato malumori da parte dell’allenatore Inzaghi. Il suo procuratore Roberto Calenda, vuole subito spegnere ogni polemica con un comunicato:

“Non esiste alcun caso Keita. Il giocatore d’accordo con l’allenatore (in conferenza aveva espresso un desiderio apprezzabile ma irrealizzabile) aveva programmato il rientro per giovedì. Per poter partecipare alla sfida di Coppa Italia di ieri, Keita, liberato soltanto lunedì dalla nazionale col Senegal, avrebbe dovuto prendere un volo privato che lo portasse immediatamente a Milano. Così come hanno fatto altri suoi connazionali. Non avendo il suo club organizzato un rientro così veloce era impensabile, dopo una competizione logorante, riuscire in 24 ore a viaggiare con voli di linea dal Gabon al Senegal e dal Senegal a Milano per poi giocare una partita così importante. Impensabile convocarlo mentre era impegnato nel viaggio di ritorno”. Continua Calenda: “Tutte le voci infondate che circolano su casi diplomatici, multe o litigi non fanno altro che aggiungersi al già lungo elenco di attacchi faziosi e immotivati al giocatore”. 

Gli fa eco pure la società con le parole dal responsabile della comunicazione Arturo Diaconale ai microfoni di Radio Sei:

“Ripeto, non c’è stato alcuna problema, soprattutto tengo a sottolineare che non c’è stata alcuna incomprensione con Inzaghi. È normale che l’allenatore si augurasse che Keita, anche con un missile, potesse arrivare in tempo per giocare con l’Inter, ma anche lui sapeva che il giocatore non sarebbe stato nelle migliori condizioni fisiche e mentali per entrare in campo. Ho la sensazione che tutto quanto faccia Keita assuma dimensioni sbagliate, quando un calciatore deve rinnovare bisogna porre le condizioni perché si trovi in una situazione ideale, metterlo sempre nel mirino è sbagliato; penso anche a quanto accaduto a Biglia dopo la gara col Chievo, una situazione che certo non aiuta. Keita è un giocatore importante ma va trattato come gli altri, organizzare un charter avrebbe rappresentato un’anomalia anche perché il tragitto sarebbe stato comunque lungo e non avremmo avuto particolari benefici. Le frasi di Calenda? Tutto era stato concordato, è stato poco elegante e, fossi stato in lui, quelle affermazioni me le sarei risparmiate”. 

Domenico Cortese

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