Maurizio Sarri e Luis Aragonés lontani ma vicini

E’ giusto accostare Sarri a Luis Aragonés? Per Albiol il tecnico toscano ricorda un pò il defunto allenatore spagnolo (morto nel 2014), per il comportamento e la gestione della squadra. Più giovane Sarri e con idee tattiche e di gioco differenti, ma amante del possesso palla come lo spagnolo. Aragonés riportò le Furie Rosse al trionfo, dopo decenni di schianti e delusioni, andando a vincere gli Europei del 2008 ed esportando in tutto il mondo il famoso tiki taka. Sarà il là agli anni aurei del calcio spagnolo, possesso palla ipnotico e spettacolo garantito, così come Sarri ama il calcio offensivo.

La differenza tra i due tecnici:

Aragonés ha trascorso molti anni della sua carriera all’Atlético Madrid 1964 al 1980 (ma solo fino al 1974 come calciatore), prima da giocatore e poi da allenatore, per poi ritornare. In quegli anni la squadra vinse tre volte la Liga, due Coppe ed è stato capocannoniere nel ’70 da centrocampista. Nella sua carriera ha giocato anche con Getafe, Recreativo de Huelva, He’rcules, Plus Ultra, Oviedo e Betis. Era soprannominato Zapatones (grandi scarpe) perché calzava il 44. Iniziò ad allenare subito dopo il suo ritiro, subentrando a Juan Carlos Lorenzo sulla panchina dell’ Atletico Madrid all’inizio del campionato 1974-75. Rimase all’Atletico fino al 1980,successivamente allenò il Betis, il Barcelona e l’Espanyol, Siviglia, Valencia,  Oviedo e Maiorca. Tornò più volte ad allenare i madrileni nel corso della sua lunga carriera. L’ultima sua esperienza è quella amara turca (Fenerbahçe) squadra da cui venne esonerato.

Invece la carriera di Sarri inizia un po’ per caso, la mattina in banca, la sera allenatore nei campi di provincia. Nel 1999, quando è alla guida del Tegoleto, lascia il lavoro per dedicarsi esclusivamente alla carriera di allenatore e nel 2006 si diploma presso il Centro Tecnico di Coverciano con la tesi “La preparazione settimanale della partita”. Inizia ad allenare a Stia e a Faella, in seconda categoria. Poi in promozione,eccellenza e serie D fino ad arrivare ad ottenere la promozione in C1 nel 2003-2004. Il 9 luglio 2005 firma col Pescara ed esordisce in Serie B, traghettandola all’undicesimo posto. La sua esperienza in B continua con l’Arezzo, L’Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria fino ad arrivare all’Empoli dove avvenne la grande svolta, nella stagione 2013-2014 porta i toscani in serie A. Da qui la storia è nota, ora si trova sulla panchina del Napoli addirittura in Champions, a dimostrazione che il duro lavoro e la grande passione ripagano sempre.

Francesca Di Mauro

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