Milan, gestione della gara rivedibile e mentalità non ancora da grande: Gattuso deve trovare i giusti correttivi in fretta

La delusione del San Paolo non penso abbia fatto dormire Gattuso. C’è amarezza, tanta. Nessuno si aspettava alla vigilia un Milan trionfante in casa dei vice-campioni di Italia ma le circostanze della gara lasciano l’amaro in bocca e fanno capire molte cose.

Gattuso ha le sue colpe: squadra troppo bassa e senza varianti di gioco

Innegabile che Gattuso abbia letto la partita sin dall’inizio alla perfezione per quello che il suo Milan era ed è in grado di fare. Squadra corta, compatta, dietro la linea della palla e cattiva quando c’era la possibilità di far male. 50′ da squadra a tratti matura e sicura di sè nonostante la pressione del Napoli. Poi il blackout dopo aver subito la rete di Zielinski. E’ qui che si vede la differenza tra la squadra pronta e forte mentalmente e quella che ancora ha di strada da fare. Era preventivabile la reazione del Napoli, come ci sta che possa capitare uno svarione o un errore del singolo (Biglia) ma non è accettabile che dopo uno schiaffo l’autostima crolli così pesantemente lasciando spazio a frenesia e squilibrio tattico.

Ciò che è balzato all’occhio è che nel momento di massima pressione partenopea, con il Milan schiacciato, Gattuso non abbia indicato ai suoi uomini una variante di gioco. Solito giro palla pericolosissimo davanti l’area e troppi errori nella fase di costruzione che hanno permesso una facile riconquista della palla al Napoli. Troppi e inutili rischi che hanno dato vigore e speranza alla squadra di Ancelotti. Così da imputare al tecnico calabrese è l’ingresso tardivo di Laxalt per un Borini abulico e inconsistente e continuare col 4-3-3 quando forse era meglio rinforzare la mediana con due uomini e allargare il gioco su esterni veloci che potessero garantire superiorità numerica (Castillejo e Laxalt).

Parlare da fuori tutto risulta più facile, e forse nemmeno questi accorgimenti avrebbero cambiato l’inerzia della gara, ma se il problema da otto mesi continua ad essere sempre lo stesso, un deprimersi collettivo alla prima difficoltà e calo di concentrazione, allora bisogna trovare l’antidoto al più presto perché come affermato dallo stesso Gattuso, col solo Higuain non si fa nulla. A partire dal match di venerdì, fondamentale, contro la Roma.

Antonio Barbato

Laureato in Culture Digitali e della Comunicazione presso il dipartimento di Scienze Sociali della Federico II di Napoli. Ho conseguito un attestato di frequenza per il corso base di giornalismo, presso il centro di documentazione giornalistica di Roma.

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