Milan, Pioli ha cambiato il volto del Diavolo: i punti principali della svolta

Il Milan di Pioli continua a convincere e a mettere punti in cascina. Il lavoro svolto dal tecnico è stato sin qui lodevole, considerando che ha preso una squadra allo sbando e senza nulla di salvabile dall’esperienza di Giampaolo.

Pioli ha dato un’identità e criteri di gioco ben precisi. Vedendo il suo ruolino di marcia, i rossoneri hanno comunque zoppicato e perso punti, ma quando ci si trova ad amalgamare e costruire qualcosa da zero e trovarsi dinanzi squadre come Roma, Lazio, Juventus e Napoli, il processo, almeno da un punto di vista strettamente di risultati, è logicamente rallentato.

Ma nonostante certi risultati, molti dei quali immeritati, il Milan ha dato segnali di ripresa. Ripresa testimoniata da queste due vittorie esterne consecutive. Ecco allora i punti focali sul quale è possibile dire che Pioli abbia fatto svoltare i rossoneri:

  1. Aspetto mentale: certe volte è soprattutto una questione psicologica. Quando la testa non va non girano nemmeno le gambe. La squadra triste di Giampaolo è un lontano ricordo. Adesso tutti sembrano voler lottare e sudare per la causa.
  2. Gioco propositivo: gli attenti osservatori non possono non ricordarsi della gara contro il Lecce, la prima di Pioli. Gara terminata con un pari beffardo, ma che il Milan avrebbe potuto vincere con un margine molto ampio. I rossoneri sono tornati a tirare molto di più in porta (i dati di inizio stagione erano inquietanti), il tecnico è stato bravo a valorizzare certi giocatori e a sfruttare le loro caratteristiche al meglio.
  3. Bennacer e Bonaventura punti fermi: non è un caso che il Milan ha iniziato a girare meglio. Tutto ciò è collimato con il rientro di Jack (che ha sorpreso tutti per il livello di condizione) e l’inserimento in pianta stabile di Bennacer come fulcro del gioco.
  4. Theo, il vero jolly: menzione particolare e obbligatoria per la vera rivoluzione della squadra. Theo Hernandez ha sorpreso e continua a sorprendere tutti. Pioli è stato bravo a capire come poter sfruttare al meglio le sue doti da velocista e la sua pericolosità in zona offensiva. E’ già a 4 gol.

Ci saranno sempre i rimpianti per l’inizio ad handicap e una rincorsa all’Europa più nobile davvero ai limiti dell’impossibile. Ma intanto la classifica inizia ad assumere un altro colorito e chissa che con Ibra…

Antonio Barbato

Laureato in Culture Digitali e della Comunicazione presso il dipartimento di Scienze Sociali della Federico II di Napoli. Ho conseguito un attestato di frequenza per il corso base di giornalismo, presso il centro di documentazione giornalistica di Roma.

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