Milik 2.0, prima il Napoli e ora la Polonia

Gli infortuni, soprattutto quelli che ti tengono lontano dai campi per mesi interi, sono forse l’aspetto peggiore per un calciatore, una figura ormai fatta di denaro, fama e lussi. Il problema maggiore non è il dolore fisico, quello dopo un po’ passa, bensì il dover rimanere fermi in un letto o con delle stampelle, non poter toccare un pallone quando invece è l’oggetto che ha caratterizzato tutta la tua vita. Un infortunio è un po’ come una gabbia, che ti tiene lontano dalle tue passioni, dalle vittorie e, perché no, anche dalle sconfitte, isolato.

Chiedete ad Arkadiusz Milik cosa si prova a vedere i propri compagni giocare per gran parte del campionato e in più vedere Mertens che segna i goal che avrebbe dovuto segnare lui se quel maledetto 8 ottobre fosse rimasto in panchina e non si fosse rotto il crociato, probabilmente non vorrebbe nemmeno rispondervi.

Eppure, la forza di un calciatore sta anche nel rialzarsi, ricominciare da capo e diventare più forte di prima. Il numero 99 azzurro ci sta già riuscendo, un passo alla volta, con la sua squadra di club dove ha già disputato dei match importanti. Ora però tocca alla sua Polonia, la nazionale che tanto ama ma che gli ha portato via una parte di stagione anche se lui non riesce ad odiarla.

Ora Milik deve tornare con quella casacca e segnare, fare quel goal che lo farà ripartire di nuovo da zero.

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