Napoli, il quadro della situazione: si aspetta solo la sosta

Ancelotti placa gli animi in vista del Genoa. La sosta arriva a pennello nel momento più delicato della gestione De Laurentiis

Forse, un momento del genere, nella gestione De Laurentiis non si era mai visto. Certo è che questo presunto ammutinamento non è per niente un fulmine e ciel sereno. Il gesto di Insigne, Callejon, Mertens ed Allan, non è altro che il risultato di mesi e mesi in cui, chi per un motivo e chi per un altro, ha accumulato malumori e insoddisfazioni. Le parole di De Laurentiis (padre) prima e quelle del figlio, poi, non hanno fatto altro che alimentare tale esasperazione. Se da un lato è comprensibile che giocatori della caratura di Callejon e Mertens si sentano offesi dalle parole del presidente (che in pratica li ha definiti “bolliti” in relazione ad un loro eventuale passaggio in Cina), allo stesso tempo non è ammissibile un comportamento del genere. D’altro canto, l’annunciata battaglia legale del presidente, che intende multare in maniera molto salata tutti i protagonisti, è la riposta più appropriata a tutto questo.

LE RAGIONI

Ma i malumori da dove derivano? Se da un lato, abbiamo già specificato le fattispecie di Callejon e Mertens, dall’altro, bisogna chiarire le posizioni di Allan e Insinge. Il brasiliano non ha mai accettato di buon grado il mancato passaggio, lo scorso gennaio, al Psg. Di fatto, è probabilissima una sua partenza nella prossima finestra di mercato. Più complesso, invece, il discorso relativo al capitano. L’insofferenza paventata da De Laurentiis in una sua recente intervista, evidentemente ha raggiunto un livello altissimo.

IL RUOLO DI ANCELOTTI

Per il momento, il tecnico di Reggiolo, con l’inconfondibile classe e pacatezza che lo contraddistingue, cerca di placare gli animi dei giocatori. Soprattutto in vista dell sfida contro il Genoa, vero e proprio crocevia della stagione azzurra. Poi, ovviamente, ci sarà la sosta: ed è proprio in quel momento che, inevitabilmente, verranno tutti i nodi al pettine. Come se fossimo in un ring: da un lato Aurelio De Laurentiis, pronto a tutto pur di difendere le proprie posizioni (qualche anno fa, quando Lavezzi iniziò ad avere i primi “mal di pancia” non esitò a sottolineare come i contratti vadano rispettati, ricordando di come suo zio Dino espropriò la villa a Fellini); dall’altro i giocatori. In mezzo Ancelotti, che evidentemente con il Napoli ha già chiuso la propria esperienza.

Francesco Cipriani

Studente di legge e aspirante giornalista. Appassionato di calcio e di sport in generale!

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