Napoli, Sarri in conferenza: “I nostri tifosi meritano di vincere, per me è una sfida”

Sulla Champions: “Non mi interessa più, mi interessano solo le competizioni che facciamo noi. Real Madrid? Ora non me ne importa più nulla, non c’è da legittimare più nulla, sono i campioni del mondo, siamo andati fuori da una delle squadre più forti. Se vince o meno non cambia nulla sul loro valore. Non cambio la considerazione della mia squadra se poi loro vincono o escono ai quarti, rimane la prova che abbiamo fatto”.

Polverizzati i biglietti per la doppia sfida alla Juve, lei si sente sazio o spera di ottenere di più per i tifosi? “Se lo fossi andrei a casa, senza motivazioni non si va avanti. Al di là del loro amore per la squadra, mi piace il fatto che non hanno la presunzione di pensare che devono vincere sempre, anche se meritano di vincere per 2mila motivi. Questa sfida mi affascina. Il pubblico ha l’umiltà che vincere è difficile, ma meriterebbe di vincere”.

Hysaj in calo, per la mancata copertura di Allan o stanchezza? “Ripetersi da giovani è anche difficile, ha fatto gli europei, la Champions, ha subito più stress rispetto all’anno scorso e l’ha pagato. Nei prossimi anni capiremo se troverà costanza per stabilizzarsi, ma ci dimentichiamo che ha 22 anni e per la prima volta ha fatto certe esperienze che gli hanno portato fatica mentale. Fa parte della crescita”.

Sulle caratteristiche del match: “Ripartono bene, conoscendoli dobbiamo dimenticarci le ultime 2-3 partite. Lì quando interviene il direttore poi tutti reagiscono. Hanno la capacità di reagire che è impressionante e sarà difficile averla in mano perchè loro hanno comunque capacità di palleggio importanti”.

Sulla crescita: “Ci manca qualcosa, ma i margini di crescita non sono più del 30% per una squadra come la nostra. Ora si sta lavorando su questi particolari. Se questo gruppo lima i particolari si lavora su quel 7-8% di miglioramenti. Per una squadra che ha fatto 82 punti, magari passando ad 89, significa diventare davvero competitivi”.

Davanti con i tre veloci oppure dare spazio alle punte? “Nessuno sottolinea le difficoltà della partita, il Napoli non ha mai vinto ad Empoli. Nelle ultime due volte ad Empoli ha preso 6 gol. Conosco l’ambiente, che resta tranquilla ma reagisce, quindi troveremo un avversario applicato che ci complicherà la gara in maniera importante. Sarà una gara difficile e delicata ed ho cercato di passare il messaggio ai ragazzi”.

Obiettivo irrinunciabile? “Non saprei, mi volete far dire se rimango con o senza quel traguardo. Dico che il massimo della vita è lavorare con un gruppo che ti segue. Poi a tutti piacere vincere e guadagnare, ma la storia bella è l’altra. Resti con la Champions? Nessuno mi ha chiesto di Empoli-Napoli, è brutto”.

Secondo posto o Coppa Italia? “Mi piacevano le ragazze con i capelli ricci da ragazzo, poi ho sposato una rossa. Diciamo che voglio fare bene fino alla fine, mi piacerebbe perchè ci siamo confermati con tantissime problematiche in più. Siamo cresciuti come mentalità e rosa, l’anno scorso con queste problematiche non avremmo messo una pezza, quest’anno invece ci abbiamo messo una pezza, tutti quelli entrati hanno fatto bene. Se l’anno scorso avessimo avuto Coppa d’Africa, crociati, Champions, chissà quanti punti avremmo perso, quest’anno invece abbiamo contenuto grazie alla rosa”.

Cosa dà Jorginho in più a questa squadra? “Dà palleggio e velocità di pensiero che hanno in pochi in Europa, poi come tutti ha delle controindicazioni. Quest’anno giochiamo sempre in velocità e costringe i centrocampisti a corse più lunghe, a ritmi più alti, perchè giocando in velocità ci sono più palle perse ed in alcune gare può fare più fatica nel rincorrere. Col Crotone s’è giocato in poco campo e lui in quelle partite arriva fino alla fine. A campo aperto Diawara ci dà più resistenza, ma se teniamo noi la partita in mano Jorginho ci dà più palleggio”.

Come procede l’inserimento di Pavoletti? “Si va a parlare di una punta con caratteristiche diverse, un po’ lui deve abituarsi alla squadra, e la squadra dovrà abituarsi a lui. Sta crescendo di condizione, veniva da un momento travagliato con pochi allenamenti. Quando lui entra la squadra deve cambiare un po’ pelle”.

Torna ad Empoli dopo un anno e mezzo, quanto è cresciuto professionalmente a Napoli? “In tutte le esperienze c’è possibilità di crescita, come tipologia di tecnico ero questo anche in C ma la ribalta era diversa e nessuno se ne era reso conto. Poi in alcune situazioni devi cambiare qualcosa, è un’esperienza di crescita”.

Mertens era alternativo a sinistra negli ultimi anni, l’ha consacrato bomber, quanto c’è di suo? “Solitamente sono cose che succedono nei momenti di necessità, Milik si fa male, Gabbiadini prende la squalifica e Mertens gioca da punta e lo fa ad alto livello. C’è sempre la componente casualità e necessità”.

Obiettivo secondo posto in questo finale di stagione? “Ci sono le possibilità, ci sono 10 partie, ma ci poniamo obiettivi settimanali e proviamo a raggiungerne più possibili”.

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