Pauluzzi a TLM: “La Francia poteva prendere come esempio l’Italia. In Francia ogni club sta cercando di risolvere individualmente il problema stipendi, il Lione si è portato avanti”

Ai microfoni di Radio Musica Television è intervenuto il giornalista e corrispondente per l’Equipe, Valentin Pauluzzi, il quale, durante il programma “Taca La Marca”, si è soffermato sulla situazione d’emergenza del calcio italiano. Ecco quanto emerso.

La quarantena in Francia: “Per quanto mi riguarda in Francia non vado da qualche mese, al momento vivo a Milano, la quarantena la sto passando in casa con mia moglie e mio figlio neonato, si esce pochissimo e il lato positivo è che non mi perdo nulla della sua crescita. Dal punto di vista lavorativo, per L’Equipe ho raccontato l’evolvere della situazione virus in Italia, non solo sotto l’aspetto calcistico, ma ho cercato di far capire la reale gravità della questione e che quello che stava succedendo in Italia sarebbe successo anche in Francia. I francesi si sono mostrati molto superficiali, c’erano persone più attente e chi no”.

La gestione stipendi: “In Francia ognuno prova a trovare accordi singolarmente, so che il Lione si è subito portato avanti e ha messo i loro impiegati in cassa integrazione. Un’altra questione è stata quella per i diritti tv, infatti per la Ligue 1 ci sono 2 broadcaster che si rifiutano di pagare l’ultima tranche dei diritti, così Mediapro, che subentrerà l’anno prossimo, ha dichiarato di essere pronto a pagare questa rata e subentrare subito. Questi tipo di atteggiamenti sono molto negativi per il sistema calcio, perchè fanno capire agli spettatori che si dipende sempre di più dal fattore economico e questo potrebbe portare ad una perdita di tifosi”.

La gestione Uefa e il caos Psg-Dortmund: “La Uefa non ha fatto una grande figura perché ha cercato di proteggere i propri interessi economici. Quello successo fuori dal Parco dei Principi con addirittura Kurzawa che è andato tra i tifosi è stata una cosa assurda considerato che la situazione era già in divenire. Lo sviluppo del virus però non è da incolpare solo al calcio visto che dopo Atalanta-Valencia a San Siro, nel bergamasco c’erano ancora tante fabbriche aperte. L’Italia ha avuto difficoltà a gestire il virus perchè non ha avuto un esempio, nonostante la Cina da cui però non si è mai avuta un’immagine chiara. La Francia aveva l’esempio italiano e poteva anticiparsi nel prendere precauzioni ma non è stato così”.

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