Sconfitta dura da smaltire, avanti con Allegri, Buffon resta: bisogna ripartire!

COME SMALTIRLA? – Quella di ieri sera è stata una sconfitta durissima per l’intero popolo bianconero, così come per i giocatori, lo staff e la dirigenza. Agli occhi di tutti sembrava l’annata giusta, eppure ci si ritrova a parlare della settima finale persa su nove disputate, un bilancio assolutamente negativo che fa della Juventus una della squadre meno fortunate in queste occasioni, o forse meno determinate e forti caratterialmente nei momenti clou. Rispetto a Berlino, questa di Cardiff può essere considerata ancora più amara: c’erano tutti i presupposti per vincerla, era un 50 e 50 ma purtroppo è mancata la mentalità. Il crollo del secondo tempo è totalmente inconcepibile, non si può puntare alla vittoria finale senza essere consapevoli che in una finale non ci può fermare neanche mezzo secondo, figuriamoci un tempo intero. Certo nel primo tempo la sorte avrebbe potuto essere meno avversa, ma è anche vero che la fortuna aiuta gli audaci e il Real Madrid, squadra sicuramente più abituata a certe partite, lo è stato. Ha saputo soffrire ed essere cinico nel corso della prima frazione e poi dare una svolta alla gara nel secondo tempo, meritando di conseguenza la vittoria. Ma come smaltirla? Considerandola come l’ennesimo punto di partenza da cui ricominciare, più forti e più consapevoli di prima. Le finali non bisogna giocarle, ma vincerle e il tempo è galantuomo: il ciclo non è finito e prima o poi l’0biettivo sarà centrato

AVANTI CON ALLEGRI – Subito dopo la finale l’ha confermato: sarà ancora l’allenatore della Juventus per la prossima stagione. Senza alcun dubbio sono pochi gli estimatori di Allegri e il motivo è senza alcun dubbio legato al non riuscire ad esprimere un buon gioco e il problema non è nemmeno tanto lo spettacolo. Basta cercare alibi con la questione del circo. E’ vero, alla fine contano i risultati e non la qualità del calcio che esprimi, ma sicuramente avere una vera e propria identità di gioco può significare molto, soprattutto nelle partite importanti quando all’improvviso emergono delle difficoltà che sembrano e che poi sono per davvero insormontabili. Su questo bisogna lavorare e non vuol dire che non si possa farlo con Allegri, un grande stratega, capace di leggere anzitempo le partite, ma capace a volte anche di toppare in quanto umano. Difficile attribuire le colpe del crollo del secondo tempo, sicuramente vanno ricercate nel collettivo e in quella mancanza di cattiveria, di fame, di mentalità che ancora una volta hanno fatto si che la notte più importante si trasformasse in una notte decisamente amara. Due finali di Champions League in tre anni però non sono poco, senza considerare i vari trionfi in campo nazionale: Allegri nonostante tutto meriterebbe di essere riconfermato, consapevole però che c’è tanto da lavorare e migliorare al fine di regalare alla piazza bianconera l’epilogo che merita anche in Europa.

BUFFON RESTA – Non è un’affermazione, è un invito. La sua voce tremolante, a seguito dell’ennesima delusione e a causa di una finale sfuggita fin troppe volte, non può non aver commosso la totalità degli sportivi e amenti del calcio, a prescindere dalla fede. Spesso il destino è beffardo ma bisogna accettarlo. A 39 anni ha disputato l’ennesima stagione ad altissimi livelli, smentendo sul campo tutte le critiche e i giudizi affrettati. L’avrebbe meritata più di chiunque altro, sarebbe stato il coronamento di una carriera all’insegna del successo ma in alcune occasioni anche all’insegna della sfortuna. L’età avanza e l’obiettivo dichiarato è giocare fino al mondiale del 2018, ma chissà come sarebbe andata a finire qualora avesse conquistato il trofeo che cerca disperatamente da anni con la maglia della Juventus, senza però mai riuscire ad agguantarlo e a farlo proprio. L’amarezza, lo sconforto e la delusione è tanta, ma per ripartire servono anche i senatori e i condottieri e al momento meglio di Gianluigi Buffon nessuno potrebbe mai incarnare alla perfezione questi ruoli. Il tempo non è ancora scaduto, bisogna riposare e poi ripartire. C’è un estate intera per digerire la delusione, ma ciò che è importante è ritrovare gli stimoli giusti, magari proprio ripensando e riguardando a mente fredda la gara disputata ieri sera.

Felice Allocca

Nato ad Avellino nell'ottobre del 1996. Studente presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Aspirante giornalista sportivo, collabora con il portale Zonacalcio.net.

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