Spalletti omaggia il samurai Sabatini, tra luci e ombre

“Chi lavora nell’Inter, deve credere nell’Inter”. Gioco, set, partita. Luciano Spalletti vince così la disputa aperta quest’oggi in conferenza stampa sulle dimissioni di Walter Sabatini.

Convenevoli del caso a parte, il tecnico di Certaldo assume una posizione molto chiara sull’argomento. La sua dialettica ampia e fuorviante colpisce ancora. Sia chiaro: la stima personale nei confronti dell’ex direttore sportivo della Roma c’è, resta qualche dubbio su quella professionale. Quest’ultima tuttavia riconosciuta a prescindere, con un’altra frase emblematica: “Sabatini è un samurai del calcio”.

Spalletti scomoda la figura giapponese per attribuire meriti al dimissionario coordinatore di Suning, in primis il riuscire a battagliare con abilità nel mondo del calcio. La metafora calza a pennello, dato che in origine il samurai è la guardia del palazzo imperiale e membro della casta militare privilegiata nella società feudale giapponese. Un ruolo che traslato al ‘pallone’ piazza Sabatini nell’elite della sua categoria.

Ma il coach neroazzurro in principio ha voluto anche riaffermare quel senso di appartenenza, fondamentale per navigare tutti nella stessa direzione. Tifosi, calciatori e società, nessuno esclusa verso il ritorno in Champions League.

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