L’editoriale a tinte nerazzurre: Pisa, eppur si muove!

Eppur si muove!“, esclamò uno dei più illustri figli della città di Pisa circa cinquecento anni fa, quando osservando il moto delle stelle ebbe l’intuizione che dette il “la” ad una rivoluzione scientifica epocale.

 

Al termine della partita interna contro la Virtus Entella, e dopo l’allenamento di lusso tenuto ieri all’Arena Garibaldi insieme al Tianjin Quanjian, hanno espresso la stessa esclamazione i tifosi del Pisa. Riprendendo il motto di Galileo Galilei, si potrebbe dire che anche nel reparto offensivo della squadra di Gattuso qualcosa inizia a muoversi.

La truppa nerazzurra infatti sta andando in gol con una buona regolarità: sono ben tre le partite di fila in cui Mannini e compagni sono riusciti a trovare la via della porta avversaria, proponendo anche una manovra rinnovata, fatta di maggiori spunti personali degli uomini di maggior tecnica, e di tentativi di verticalizzazione più convinti rispetto ai primi mesi del campionato.

 

Non va mai dimenticato l’ambiente in cui il gruppo guidato dal tecnico campione del mondo si è dovuto allenare, ed ha dovuto preparare la prima metà della stagione cadetta: da settembre a dicembre infatti, come ben tutti sapranno, a tenere  banco erano soprattutto le vicende societarie extra-campo. C’era il concreto rischio che i 21 punti conquistati in mezzo ad una miriade di problemi e di traversie venissero dilapidati definitivamente con il fallimento del club. Soltanto l’intervento inaspettato di un vero imprenditore, serio e preparato come Giuseppe Corrado, ha potuto mettere in sicurezza lo straordinario capitale umano costruito e fortificato da Gennaro Gattuso e dall’intera tifoseria nerazzurra.

Un capitale che però faceva una tremenda fatica ad esprimersi e a far emergere in pieno le sue potenzialità una volta entrato in campo. Nonostante tutti i problemi ricordati poco fa, infatti, era sotto gli occhi di tutti che il Pisa avesse degli evidenti limiti tecnici e tattici che gli impedivano di andare in rete e, di conseguenza, avvicinare la possibilità di vincere le partite. I 7 gol con i quali i nerazzurri hanno chiuso il girone di andata rappresentano un vero e proprio record negativo, probabilmente di ogni tempo, sia per quanto riguarda il calcio a Pisa, sia a livello nazionale.

 

Era necessario e vitale cambiare qualche tassello nell’organico, in modo da consegnare al tecnico ex Milan delle nuove opzioni di scelta che prima di tutto alzassero la qualità tecnica all’interno dello spogliatoio, e poi fossero pronte a lasciare un segno visibile sulle battaglie da combattere nel girone di ritorno per raggiungere l’obiettivo della salvezza.

Scelte e cambiamenti che, in alcuni casi (vedi la cessione di Eusepi) hanno creato qualche mugugno nella tifoseria, ma che, adesso che sono state già disputate tre partite ufficiali in campionato, si può affermare abbiano sicuramente centrato il bersaglio.

 

Già nella prima del 2017 contro la Ternana, e poi nella trasferta di Novara e soprattutto contro l’Entella, i nerazzurri sono apparsi trasformati. La manovra offensiva dell’intera squadra ha acquisito una maggiore intensità ed una migliore precisione grazie agli innesti di elementi di categoria (quando, in qualche caso, anche di categoria superiore) che sanno interpretare al meglio ogni fase della gara.

Masucci, Manaj, Landre, Angiulli sono quattro nuovi elementi che si sono già pienamente inseriti nella formazione titolare, e ne hanno alzato visibilmente il tasso tecnico ed agonistico. E ancora bisogna vedere all’opera, in spezzoni di gara abbastanza corposi per poter esprimere un giudizio, giovani dal sicuro avvenire come Zammarini e Zonta. Per non parlare dei rientri a pieno regime dai rispettivi infortuni di Varela e Tabanelli.

 

In sintesi, questo nuovo Pisa, versione 2017, punta sulla qualità abbinata all’intensità per raggiungere il virtuale scudetto della permanenza in cadetteria. Un obiettivo che non poteva essere centrato nelle condizioni in cui si era giocato fino a dicembre. Se, come tutti sulle sponde dell’Arno si auspicano, Gattuso riuscirà in questa nuova impresa, non si potrà che dare ragione a lui ed al presidente Corrado, che hanno avuto il coraggio di cambiare in profondità il volto della squadra.

Non sarebbe altro l’ennesima conferma del detto “Chi si ferma è perduto“: in Serie B per fare punti e raggiungere l’obiettivo – qualsiasi esso sia – occorre muoversi, correre e superare l’avversario in intensità. L’anno scorso, proprio di questi tempi, l’allenatore calabrese gettava le basi per l’intelaiatura della squadra che poi da aprile avrebbe letteralmente asfaltato tutti gli avversari che si sarebbe trovata di fronte nella corsa alla promozione. Quest’anno, per raggiungere la meta della salvezza, Gattuso si è affidato nuovamente a delle scelte coraggiose.

Cambiamenti che, almeno per il momento, hanno mostrato degli ottimi miglioramenti in fase offensiva.

Eppur si muove!” hanno esclamato all’Arena Garibaldi, fiduciosi che la corsa si concluda con un nuovo festeggiamento al termine del campionato.

 

Andrea Martino

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