Parola di ex – Riccardo Bettini: “La sconfitta di Vicenza per il Pisa è la madre di tutti i problemi recenti. Adesso i ragazzi di Gattuso devono battere l’Avellino!”

83 partite ufficiali con la maglia del Pisa. Il supporto e la stima della tifoseria nerazzurra conquistati a suon di ottime prestazioni al centro della retroguardia, grazie anche ad un’ eleganza e ad una pulizia nelle giocate inusitate per un difensore centrale. Riccardo Bettini dal giugno del 2002 al giugno del 2005 ha giocato nel Pisa, diventandone un tifoso e rimanendo legato ai colori nerazzurri anche dopo la sua partenza dalla Torre pendente.

Io sono convinto che riusciremo a salvarci (Bettini utilizza il “noi” quando parla del Pisa, sintomo del grande legame rimasto grazie all’esperienza triennale passata in maglia nerazzurra, ndr), anche se la fase realizzativa effettivamente è limitante per una squadra come il Pisa che si deve salvare. Purtroppo la penalizzazione di 4 punti pesa come un macigno a livello mentale, e i giocatori per primi sanno che adesso non conta nient’altro che vincere. Proprio per questo probabilmente le problematiche sono aumentate nell’ultimo periodo.

Esordisce così Bettini nella sua analisi del momento attuale del Pisa, al quale poi chiediamo la sua ricetta per uscire da questa situazione difficile.

Ovviamente i ragazzi non devono mollare niente. Fino a che c’è la speranza di centrare la salvezza o per lo meno i playout, la squadra deve lottare con il coltello fra i denti. Chiaramente ci sarà bisogno anche di alcuni episodi fortunati che permettano alla famosa ruota di girare a favore dei colori nerazzurri.

Se vogliamo fare una fotografia della stagione, credo che il risultato della partita di Vicenza sia l’esempio migliore. Penso che quella sconfitta sia stata la madre dei problemi che la squadra sta evidenziando in queste settimane, perché in un minuto da segnare il raddoppio con Manaj siamo riusciti a subire il pareggio, e poi abbiamo incassato il rigore della sconfitta finale. Quella vittoria avrebbe permesso a Gattuso di poter gestire un piccolo tesoretto nei confronti della zona calda, e invece sono cambiate diametralmente le prospettive.

Credi che alla squadra non possa essere rimproverato niente nelle partite successive a quella sconfitta?

Assolutamente no. I ragazzi di Gattuso hanno dato e stanno continuando a dare il 100% di quello che hanno. Si vede che lo spogliatoio non gli ha voltato le spalle. Purtroppo la sessione invernale del mercato non ha apportato le sperate migliorie, perché il miglior marcatore continua ad essere Daniele Mannini. I numeri del Pisa non sono positivi: devono essere invertiti con il carattere e la fiducia dello spogliatoio.

Parliamo dei nuovi arrivi: ci si poteva aspettare di più?

Più che aspettare, direi che c’era la speranza di trovare delle soluzioni alternative valide per alzare il livello della qualità della squadra. Però ovviamente non è mai facile per nessuno entrare all’interno dei meccanismi di uno spogliatoio a stagione in corso, che ci si chiami Masucci, piuttosto che Manaj, o Zammarini. Inoltre non dimentichiamo che il Pisa già prima di gennaio aveva evidenziato dei limiti in fase realizzativa, e quindi per chi è arrivato nel reparto offensivo c’è stata anche questa difficoltà da superare. Non ritengo giusto gettare la croce addosso a Manaj e Masucci, incolpandoli di avere fatto meno di quanto si sperava.

Ripeto: adesso è il momento di rimanere tutti uniti, perché per Pisa ed il Pisa è troppo importante salvare e preservare una categoria conquistata con enormi sacrifici dopo troppo tempo di assenza. I giocatori hanno dimostrato già molte volte di essere attaccati alla maglia ed alla piazza, insieme a mister Gattuso. Non mancheranno di onorare la causa neanche adesso che la salita si è fatta ancora più ripida: se servirà passeremo anche per i playout, ma l’obiettivo deve essere centrato.

Lunedi contro l’Avellino sarà un’altra occasione in cui il Pisa potrà sfidare una diretta concorrente per la salvezza. Credi che gli irpini risentiranno della recente penalizzazione in classifica?

Di sicuro non verranno per regalare alcunché. Sarà una partita durissima ed intensa, in cui si farà sentire con molta probabilità anche la stanchezza. Siamo in fondo alla stagione, in questo periodo le squadre stanno giocando praticamente ogni quattro giorni, e l’acido lattico accumulato appesantisce i movimenti. Se il Pisa giocherà con lo spirito e la mentalità da Pisa, potrà anche riuscire a far girare a suo favore gli episodi decisivi della partita. E’ chiaro però che il tempo per gli appelli è arrivato quasi agli sgoccioli: i playout sono soltanto a tre punti, ed è arrivato il momento di raccogliere i tre punti.

Cosa dovranno temere dell’Avellino gli uomini di Gattuso?

Il reparto offensivo. I vari Ardemagni, Castaldo, Verde, lo stesso Eusepi, che a Pisa conosciamo bene: sono tutti giocatori che possono fare male in Serie B. Mister Novellino è riuscito a dare a tutta la squadra una quadratura ottima, anche se in qualche frangente durante i novanta minuti riaffiorano i limiti difensivi. La rosa campana è molto giovane soprattutto in quel reparto, per cui penso che se da una parte l’attacco è il reparto migliore, dall’altra in difesa concedono molto.

Guardando globalmente il campionato, secondo te quali sono state le due sorprese della stagione, in positivo ed in negativo?

La sorpresa positiva è naturale che sia la Spal. Tra l’altro mister Semplici ha anche giocato insieme a me, quindi conosco molto bene il suo modo di impostare le gare e di prepararle, anche perché per un breve periodo ho avuto anche la possibilità di essere allenato da lui. La sorpresa negativa secondo me è stato il Bari: per come sono partiti hanno deluso molto. Nonostante il mercato invernale molto dispendioso non sono riusciti a centrare per il momento i risultati auspicati, e il grave infortunio di Brienza ha complicato i piani di mister Colantuono.

Concludiamo parlando di te: qual è il ricordo più bello e quale quello più brutto della tua esperienza sotto la Torre?

Tutto si racchiude nell’arco di due settimane purtroppo. Dal mio gol a Cesena, che ci portò in finale playoff contro l’Albinoleffe, e che mi fece provare una gioia personale indescrivibile, alla sconfitta di Bergamo che ci impedì di approdare in B. La finale di andata all’Arena Garibaldi fu una gara memorabile per la cornice di pubblico che ci spinse ad un risultato che sembrava proiettarci in cadetteria. Purtroppo però arrivammo stanchissimi alla gara di ritorno, e davanti avevamo giocatori che negli anni successivi hanno giocato stabilmente in A ed in B: non erano gli ultimi arrivati. C’è ancora il grande rimpianto di non essere riusciti a vincere quel campionato, perché con la società che avevamo in quel momento la ruota sarebbe potuta girare definitivamente.

Ma confido in questi ragazzi: se riusciranno a centrare la salvezza quest’anno, con Corrado e la società da lui costruita potremo vederne veramente delle belle nei prossimi campionati.

Adesso cosa fai? Giochi ancora o hai appeso le scarpette al chiodo?

Gioco gioco (ride, ndr). Anche se ho 41 anni il fisico mi sostiene ancora, ed ho la voglia e la carica per affrontare gli allenamenti e le partite. Gioco nella Rignanese in Serie D, nel Girone D. L’anno scorso abbiamo vinto l’Eccellenza, e quest’anno puntiamo alla salvezza: ammetto che sarebbe un vero miracolo, niente in confronto all’obiettivo che ha il Pisa. Per adesso però siamo in linea con i piani, e contiamo di farcela.

Vorrei chiudere la telefonata rivolgendo i più cari auguri di buona Pasqua a tutto l’ambiente nerazzurro, con una menzione speciale per gli splendidi tifosi.

 

La redazione di zonacalcio.net intende ringraziare Riccardo Bettini per la grande disponibilità e l’estrema cortesia mostrate.

La riproduzione dell’intervista è strettamente riservata. Sarà possibile riprodurla, integralmente o in parte, previa autorizzazione della redazione di zonacalcio.net.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.