Pisa: “Giù dalla Torre!” – Vol. 38

Probabilmente dopo la prestazione vista ieri nella partita contro la Pro Vercelli in molti tifosi nerazzurri, compreso il presidente Giuseppe Corrado, sono aumentati i rimpianti.

I rimpianti per ciò che sarebbe potuto essere, ed invece non è stato. La delusione per non essere riusciti a concretizzare un’impresa sportiva, la salvezza in B, che per quanto fatto vedere ieri sul prato dell’Arena Garibaldi era ampiamente alla portata della squadra di Gennaro Gattuso.

 

E’ opportuno però dividere la gara in due spezzoni: nel primo tempo Di Tacchio e compagni, per ammissione dello stesso tecnico calabrese, sono stati inguardabili ed imbarazzanti. Nella seconda frazione invece si è potuto rivedere quel gruppo arrembante, affiatato, grintoso, agonisticamente irresistibile che ha fatto innamorare un’intera città. E proprio i 90 e passa minuti del pomeriggio del 25 aprile possono essere la fotografia perfetta della seconda parte della stagione. Due anime racchiuse in un solo gruppo: a tratti impacciati, lenti, goffi, prevedibili; in altri momenti arrembanti, volitivi, determinati. La stessa frattura riscontrabile nelle prestazioni pre e post-Vicenza. La trasferta in Veneto, a detta di tutti i componenti della società, è stato il vero spartiacque sportivo e psicologico dell’annata.

Anche in quel caso, aumentano i rimpianti per ciò che sarebbe potuto succedere. Una vittoria al Menti avrebbe verosimilmente dato la spinta finale al gruppo nerazzurro per veleggiare verso acque tranquille. Nel calcio non esistono riprove, lo sappiamo benissimo, però si possono costruire dei pensieri sulla base di dati certi. Ed il pensiero di molti è che la squadra abbia ricevuto una mazzata psicologica spaventosa con la sconfitta maturata nei minuti di recupero dopo essere stata in controllo della partita per 80 minuti.

Una mazzata da cui non è più riuscita a risollevarsi. Su questo aspetto si innestano poi, ovviamente, anche le colpe ed i demeriti di Gattuso e del suo staff, incapaci di trovare la chiave di volta per risollevare il morale e le sorti del Pisa nel periodo successivo. Ritornando a ritroso, sicuramente alcuni errori si possono riscontrare anche nel mercato di riparazione, ma così come non si può ragionare sulla base del “se” il Pisa avesse a Vicenza, alla stessa maniera non si può affermare con assoluta certezza che “se” Corrado avesse fatto uno sforzo ulteriore in sede di rafforzamento della rosa, o “se” avesse preso la decisione forte di allontanare Gattuso, allora i nerazzurri si sarebbero salvati.

 

La strada migliore da percorrere adesso, all’ombra della Torre, è quella di terminare questo nefasto campionato (guai a dimenticare quanto successo e sopportato dai giocatori e dallo stesso allenatore nei primi sei mesi della stagione) con la dignità e l’orgoglio dimostrati negli ultimi 45 minuti di ieri. Ci sarà tempo per le accuse, i processi e le sentenze a bocce ferme. E l’obbligo della società deve essere quello di iniziare a pensare fin da subito a quali mosse compiere per tentare il rimbalzo immediato in cadetteria al primo tentativo. A giudicare da quanto detto dal presidente Corrado negli  ultimi giorni in società si è lavorato proprio in questa direzione, e non è poco, visti i recenti trascorsi estivi del club nerazzurro.

Un futuro da programmare con o senza Gattuso ed i suoi splendidi uomini, ai quali in ogni caso la città saprà tributare la meritata riconoscenza.

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