Salvi, esperienza ed entusiasmo al servizio di Tedino

Alessandro Salvi è il secondo acquisto di questa sessione di mercato del Palermo, dopo l’arrivo a parametro zero del figliol prodigo Mazzotta. Con questa operazione, Foschi dovrebbe aver sistemato la questione terzini, attendendo la probabile partenza dei titolari della passata annata, Rispoli e Alesaami.

Gli inizi a Bergamo

Il nome di Salvi è sconosciuto al grande pubblico, ma il 30enne bergamasco giunge in Sicilia dopo diverse stagioni importanti in realtà di provincia e 250 presenze tra B e C. Dunque, non si tratta certo di un novellino. Terzino destro naturale adattabile anche a sinistra, il neo rosanero è stato tra i protagonisti più positivo dell’ottimo campionato disputato dal Cittadella, arrivato fino alla semifinale playoff. Il suo percorso inizia nella sua città natale con la maglia dell’Albinoleffe, con cui fa tutta la trafila nelle giovanili per poi esordire in prima squadra nel 2010, mettendo a segno subito una rete nel 3-1 al Varese.

La svolta “Citta”

Gli anni successivi, prima in B e poi nell’allora Lega Pro, Alessandro si impone come titolare, totalizzando sempre dalle 20 presenze a salire. La svolta arriva nel 2015, quando si trasferisce in Veneto per unirsi al Cittadella. Promozione centrata subito grazie anche al suo contributo di 29 apparizioni e 3 assist stagionali. Al ritorno in cadetteria, Salvi si dimostra stavolta pienamente pronto all’impatto con una realtà superiore. Settanta partite disputate con i granata e ben sette reti messe a segno gli valgono la chiamata in Sicilia.

L’erede di Rispoli

Sebbene il sogno della serie A rimanga attualmente lontano, il Palermo rappresenta per il terzino lombardo indubbiamente una grande opportunità e un salto di qualità rispetto alle passate esperienze. Dalla tranquilla provincia al caotico capoluogo siculo, le pressioni – in campo e non – aumenteranno. Specialmente se, come sembra, Rispoli dovesse partire Salvi raccoglierà un’eredità pesantissima in una compagine che non può permettersi un altro fallimento dopo il drammatico esito dello spareggio di Frosinone.

Il nuovo arrivato, che ha siglato un biennale con il club di viale del Fante, garantisce entusiasmo e una buona dose di esperienza a mister Tedino. Può essere utilizzato sia in una difesa a cinque che a quattro, garantendo spinta in fase offensiva e incisività anche in zona goal. Sicuramente si tratta di un acquisto solido e pronto all’uso, non di una delle tante scommesse degli ultimi anni all’ombra di Monte Pellegrino. Foschi però sa che ciò non può bastare per considerare il Palermo competitivo per il ritorno in A, al cospetto di rivali (le retrocesse in primis) che si stanno rafforzando parecchio. Servirà ancora molta inventiva al dirigente romagnolo, costretto a fare le nozze con i fichi secchi zampariniani.

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