Sergio Viotti a ZC: “Valuto esperienze all’estero, voglio giocare in A con il mio Brescia”

Il calciatore finisce, l’uomo rimane“. Questo è il motto di Sergio Viotti, estremo difensore, che ha dimostrato il suo grande spessore tecnico ed umano nelle varie esperienze di B e C in cui si è cimentato, sino a raggiungere la scorsa stagione il premio di miglior portiere riconosciuto dall’AIC. In esclusiva a ZonaCalcio.net, Viotti si è soffermato su quale potrebbe essere il futuro, sulle sue esperienze passate e su tanti rapporti creati nel mondo del calcio.

Under e Over – “Una regola che penalizza gli over, non valorizza meritocrazia, favorendo determinati giovani. Si ritrova a casa gente di un certo spessore, nel mio ruolo posso farti il nome di Gragnaniello, che ho avuto la fortuna di affrontare ai tempi del Martina Franca, che spesso viene richiamato in corsa d’opera quando le situazioni si fanno difficili. Sinceramente la mia vicenda non è stata molto chiara, visto che mi sono ritrovato formalmente libero solo a due giorni dalla chiusura del mercato.”

Il calciatore finisce, l’uomo rimane – “Io credo sempre che il calciatore finisce mentre rimane sempre solo l’uomo, in tal senso mi sono ritrovato circondato dall’affetto di tanti amici, oltre che miei colleghi, come Manuel (Bardelloni ndr.), Pinardi, Caracciolo (Andrea) e Martina Rini.”

Migliore portiere AIC – “Dopo un quarto posto in campionato e i play-off nei quali siamo usciti contro il Pordenone, mi aspettavo maggiore considerazione essendo stato un punto fermo della squadra e venendo considerato dall’AIC come il migliore portiere della stagione. Ho avuto delle richieste ed ho vissuto in una totale incertezza in questa sessione estiva di mercato, ma solo nel rush finale del mercato ho avuto la notizia di non rientrare nei piani della società. Dinanzi a tali condizioni ho preferito andare via.”

Esperienza estero – “Mi sono arrivate offerte da squadre di C, alcune proposte dalla B ed anche soluzioni provenienti dall’estero, che sicuramente è un’esperienza che mi attrae, visto che il mio lavoro mi permette  di potermi cimentare in nuove realtà.”

Precarietà – “Mi ritengo fortunato per aver potuto cimentarmi in ogni categoria del calcio professionistico, provando la gioia di vestire la maglia della nazionale. Non è facile vivere tale situazione, viviamo una condzione di precarietà, nella quale diventa arduo pensare di creare progetti personali.”

Le esperienze del passato e Martina Franca – “Ricordo con molto piacere tutte le mie esperienze. Mi viene in mente quella Martina Franca, quando ci salvammo grazie ai play-out contro il Melfi. La gente, quando mi sono recato lì in vacanza, mi ha fatto ancora i complimenti per quella stagione.”

Pea e Galderisi – “Mi trovato davvero bene con Pea, il quale mi ha dato fiducia ai tempi della Juve Stabia in B e con Galderisi, mentre tra gli allenatori dei portieri non posso non menzionarti Giacomo Violini, Paolo Onorati e De Giorgi.”

Pagliuca, Casillas e Peruzzi – “Il top rimane sempre Gianluigi Buffon, ma i miei due idoli sono Gianluca Pagliuca, di cui ho il poster in camera, e Iker Casillas. Inoltre ho avuto l’onore e la fortuna di essere allenato, ai tempi della nazionale, da un certo Angelo Peruzzi.”

Sorrentino e Viviano – “Sorrentino e Viviano, rispettivamente ai tempi di Chievo e Brescia, mi hanno riempito la testa di consigli, mi spronavano a dare sempre il massimo, nonostante fossero consapevoli del mio spirito di abnegazione. Due portieri davvero straordinari. Emiliano sono convinto che avrebbe potuto raggiungere la nazionale se non fosse stato vittima di alcuni infortuni.”

Il sogno con la maglia del cuore – “Migliorarmi ogni giorno e trovare una squadra che mi permetta di mettere in mostra tutto il mio valore. Il mio sogno più grande però è quello di giocare in A con il mio Brescia, squadra di cui sono tifoso e che in questo periodo vado a seguire in curva.”

Gli idoli con la maglia del Brescia – “I miei idoli sono Baggio ed Hubner, ho avuto il privilegio di giocare insieme al bomber Caracciolo. Ho sempre ammirato il carisma dei gemelli Filippini, la classe di Guardiola, e non posso non menzionarti il maestro Andrea Pirlo, ogni ragazzo che è cresciuto nella sua epoca deve ringraziarlo per i 20 anni di spettacolo che ha concesso.”

Le tre parate top – “Martina Franca-Lecce finita pari grazie anche ad una mia parata su Diop, il triplo intervento durante la scorsa stagione in una vittoria della Giana contro il Pro Piacenza, e non posso non menzionare il mio primo rigore parato in B, in un Triestina-Grosseto, a Caridi poi divenuto mio compagno di squadra. Da quel momento in poi mi ha sempre ricordato quella mia prodezza dagli undici metri sostenendo, in maniera scherzosa, che era stata l’unica…”

Il migliore – “Pinardi è il più grande calciatore di questa Serie C, un centrocampista di livello assoluto, superiore di gran lunga rispetto agli interpreti del ruolo di questa categoria.”

La redazione di ZonaCalcio ringrazia Sergio Viotti per la cortesia e la disponibilità. L’intervista può essere riprodotta, parzialmente o integralmente, solo su autorizzazione della Direzione di ZonaCalcio.

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