Serie B, il pagellone del girone d’andata: Palermo e Frosinone non tradiscono, occhio alla Cremonese. Flop Avellino e Perugia

A meno di una settimana dalla ripresa del campionato, ecco le nostre pagelle per il girone di andata di Serie B. Dalla capolista Palermo al fanalino di coda Pro Vercelli: cosa va e cosa non va

PALERMO (39 punti) 7,5: Al via era la grande favorita per l’immediato ritorno in Serie A. 21 gare più tardi (e travagli societari a parte), i punti dicono che la squadra di Tedino non ha tradito le attese. Fondamentale aver messo il turbo nelle ultime 10, staccandosi così da un folto gruppetto. Il gioco non è stato sempre sfolgorante, con qualche passo falso di troppo in casa (da matita rossa lo 0-3 contro il Cittadella). Ma, a partire da Nestorovski, i rosanero possono contare su tantissimi elementi fuori categoria. Un fatto che sta facendo la differenza.

FROSINONE (37 punti) 7,5: In Ciociaria c’è ancora da smaltire la delusione per il finale suicida della scorsa annata. Mister Longo non aveva un compito facile, ma è riuscito a tenere alto il profilo di un top team da rinfrancare. Il girone d’andata è stato all’insegna della continuità, senza grandi scatti né blackout. Ma in primavera bisognerà fare la differenza in trasferta, visto che 5 delle prime 7 si affronteranno lontano dallo Stirpe. Ciano l’uomo in più (8 gol e 9 assist), si attende ancora il miglior Dionisi.

EMPOLI (34 punti) 6,5: Croce e delizia. Perché Caputo-Donnarumma, 27 gol in due, è una coppia d’attacco da paura, con il talento di Zajc e l’esperienza di Pasqual a offrire ottimi rifornimenti. Ma le 32 reti subite sono decisamente troppe per ambire ai primi due posti. E la disattenta fase difensiva è costata addirittura la panchina a Vivarini: i numeri forse non lo giustificavano, ma la società ha voluto dare una scossa all’ambiente. Ora tocca ad Andreazzoli. Se l’Empoli troverà le misure anche là dietro, sarà dura per tutti.

BARI (34 punti) 7: Con la vetta della graduatoria toccata più volte, quello di Grosso è il miglior Bari delle ultime stagioni. Ma proprio quando il mal di trasferta sembrava superato, i galletti hanno fallito l’esame di maturità al San Nicola crollando contro il Palermo. Le prime della classe hanno ancora qualcosa in più. Per colmare il gap ci vorrà maggior continuità nel girone di ritorno e qualche soluzione in più in aiuto di un immenso Galano.

PARMA (33 punti) 7: Quanta fretta di rinascere. Dopo il doppio salto dalla D alla B i ducali non vogliono fermarsi, con la società che ha regalato a D’Aversa degli innesti super (Insigne e Barillà su tutti). Eppure prima di novembre la squadra ha fatto fatica ad ingranare. Il cambio di passo è avvenuto più sul piano dei risultati che su quello del gioco, con un 4-3-3 che resta poco spettacolare. Ma Lucarelli e compagni sono in piena corsa per centrare i sogni di gloria: alla fine è quello che conta.

CREMONESE (32 punti) 7,5: In un’annata che ha prodotto neopromosse quanto mai competitive, i grigiorossi di Tesser sono quelli che stanno sorprendendo più di tutti. Squadra mai doma (3 sconfitte, tutte di misura, contro Bari, Palermo e Parma) e di qualità, costruita sulle solide basi della passata stagione e migliorata, ma non rivoluzionata, dallo stesso mister che continua a trarre benefici dal 4-3-1-2. Probabilmente sin qui la Cremonese ha raccolto meno di quanto seminato.

CITTADELLA (32 punti) 7,5: Passano gli anni, ma la piccola realtà del padovano non smette mai di stupire. Dopo le partenze di Vido e Valzania, la squadra di Venturato era chiamata a salvarsi. Invece sta facendo molto di più, rivelandosi la provinciale terribile e spudorata che va a vincere a Palermo, Empoli e Ferrara (in Coppa Italia). Mantenere i playoff sarà una sfida non facile, dalla parte dei granata ci sarà la spensieratezza di chi non ha niente da perdere.

SPEZIA (30 punti) 6,5: Avvio di stagione grigio e pieno di difficoltà, soprattutto in zona gol. Brava la dirigenza a dare comunque fiducia a mister Gallo: i liguri sono usciti alla distanza e con tre vittorie consecutive prima di Natale sono piombati in zona playoff. Ancora troppo poco per capire che anno sarà per lo Spezia, ma la classifica tutto sommato è buona. Ora si aspettano i gol di Gilardino…

VENEZIA (29 punti) 7: Quando i Leoni, il 21 ottobre scorso, battevano l’Empoli al Penzo toccando la testa della classifica, sembrava troppo bello per essere vero. Probabilmente lo era. Gli arancioneroverdi di Inzaghi, per mentalità e solidità del collettivo, non sono secondi a nessuno. Ma devono fare i conti con dei limiti tecnici evidenti: Falzerano è in versione factotum e i gol arrivano col contagocce. Nonostante questo, il Venezia si è ritagliato un posto nella battaglia per i playoff ed è una squadra scomodissima da affrontare per chiunque. Al ritorno in Serie B dopo 12 anni, difficile chiedere di più.

CARPI (29 punti) 6: Dopo un ottimo avvio (3 vittorie nelle prime 3), la squadra di Calabro si è impantanata in quello che è sin qui un campionato incolore. Eppure, essere a un passo dalle prime otto nonostante il peggior attacco del campionato è già un mezzo miracolo. I tempi della Serie A sono lontani ma non troppo: se i biancorossi si sbloccheranno lì davanti e riusciranno a centrare i playoff, hanno l’esperienza per andare lontano. Chiedetelo al Frosinone…

PESCARA (28 punti) 6: Zemanlandia parte due deve ancora decollare dalle parti dell’Adriatico. Identità di squadra poco definita, con più debacle che acuti, anche se il bilancio è in perfetta parità (7 vittorie, altrettanti pareggi e sconfitte). I segnali incoraggianti sono nel solo gol subito nelle ultime 3 (erano 36 nelle precedenti 18) e nella super stagione di Pettinari (già 12 centri). Ora Zeman deve cambiare passo: i playoff sono agevolmente alla portata ma è un obiettivo che non si può fallire.

SALERNITANA (26 punti) 5,5: Il crollo verticale degli ultimi due mesi è costato la panchina a Bollini e ha vanificato un ottobre d’oro, nel quale i campani si erano candidati al ruolo di mina vagante del campionato. I 26 punti complessivi dicono che la stagione è ancora tutta da scrivere, ma Colantuono dovrà invertire una tendenza preoccupante (4 ko nelle ultime 6, appena 1 nelle precedenti 14).

AVELLINO (25 punti) 5: Altra campana in crisi nera. Contro la Ternana nell’ultimo turno è tornata la vittoria a distanza di oltre due mesi, ma alla radice di tutti i mali c’è l’infortunio di Morosini a fine settembre. Con il numero 21 in campo il cammino dei lupi era da playoff, poi la squadra si è disunita alla prima difficoltà. Si attende ancora la rezione sul piano del carattere, perché l’organico a disposizione di Novellino è migliore dell’attuale classifica.

PERUGIA (24 punti) 5: Han e Di Carmine sembravano aver riportato il Perugia ai tempi di Gaucci: partenza super, da vera dominatrice del campionato, con 13 punti e 14 gol realizzati nelle prime 6. Poi un blackout clamoroso e inspiegabile, che porta all’esonero di Giunti e sgonfia le ambizioni del Grifone. L’arrivo di Breda alla 12a giornata ha smosso un po’ la classifica, ma il Perugia deve ancora ritrovarsi. Al più presto, se non vuole rimanere invischiato nella lotta per non retrocedere.

NOVARA (24 punti) 5,5: Più bassi che alti nella prima parte di stagione dei piemontesi, reduci da una sola vittoria nelle ultime 11. Così l’obiettivo minimo di una tranquilla salvezza si è rimesso completamente in discussione, con i playout distanti una sola lunghezza. Peccato, perché in precedenza il cammino era stato a tratti superiore alle aspettative e capace di mettere in luce diversi giovani interessanti (Da Cruz e Dickmann su tutti).

VIRTUS ENTELLA (24 punti) 5,5: Una squadra che fatica a trovare la quadratura, probabilmente indebolita dal mercato estivo e poco rinvigorita dal cambio di allenatore. L’Entella è fragile dietro, sopravvive con i gol di La Mantia davanti e deve solo ringraziare un bel filotto di gare tra metà settembre e metà ottobre se la classifica è quella che è. Eppure, se a fine stagione si confermasse nella posizione attuale, sarebbe salva: un altro grande traguardo per la piccola Chiavari. Ma ci sarà da lottare.

BRESCIA (23 punti) 5,5: La Leonessa arranca e sta accettando di dover disputare un campionato più difficile del previsto. Ad oggi, il cuore e i gol di un infinito Caracciolo non sono bastati a dare la scossa e l’impietoso verdetto dice playout. Ma la squadra è compatta, crea poco e subisce poco: una formula che alla lunga potrebbe pagare, come dimostrano le vittorie di prestigio su Parma, Pescara e Bari. Serve migliorare contro le piccole.

CESENA (23 punti) 5,5: I bianconeri di Camplone erano da 4, quelli di Castori sono da 7 pieno. Dopo quella disastrosa partenza a Cesena avrebbero messo la firma per il diciottesimo posto attuale. La situazione resta delicata, ma ormai il gap nel punteggio è colmato e l’andamento è da squadra di metà classifica. Se super Jallow continua così si potrà davvero pensare a una salvezza senza patemi.

FOGGIA (22 punti) 5,5: Tante difficoltà nell’anno del ritorno in Serie B, segnato sin qui dal peggior andamento casalingo e dalla peggior difesa del torneo. Mazzeo fa gli straordinari, la panchina di Stroppa è costantemente rovente ma il Foggia è anche quello delle sorprendenti prove di forza in trasferta (1-4 a Vercelli, 0-3 a Salerno, 1-3 a Carpi). Per salvarsi, lo Zaccheria dovrà però tornare il fortino della scorsa stagione.

TERNANA (21 punti) 6: Dare la sufficienza a una squadra ad oggi retrocessa può sembrare esagerato. Ma la Ternana sulla carta è tra le più fragili: le sole 6 sconfitte in 21 gare dicono invece che gli umbri possono restare in Serie B. Montalto e Tremolada sono i fiori all’occhiello, il vulcanico mister Pochesci la guida che non ti aspetti: a parole fa show (dal 3-1-6 alle battute sull’Italia…) ma nei fatti tiene i suoi ragazzi a contatto con la salvezza.

ASCOLI (20 punti) 5: Dopo gli addii di Orsolini e Cacia, si sapeva che ripetere le salvezze delle ultime due stagioni non sarebbe stato facile. I bianconeri sono precipitati in autunno, l’arrivo di Cosmi in panchina ha quanto meno dato la sveglia a un ambiente scoraggiato. In attesa di qualche rinforzo dal mercato, Favilli e compagni devono comunque fare di più.

PRO VERCELLI (18 punti) 5: Situazione critica per i sette volte Campione d’Italia. Atzori ha appena sostituito Grassadonia in panchina, ma deve fare i conti con il fresco addio di Firenze, miglior marcatore della squadra. E ritrovare una vittoria che manca da inizio novembre. Per fortuna la classifica è corta e potenzialmente i margini per raddrizzarla ci sono. Qualità della rosa alla mano, si parlerebbe comunque di una piccola impresa.

 

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