Venezia, l’addio di Perinetti fa tornare vecchi incubi ai tifosi: tocca a Tacopina scacciarli via

Arrivederci e grazie di tutto, Giorgio Perinetti. Nella giornata di mercoledì, un fulmine a ciel sereno ha tramortito il calcio veneziano: il direttore sportivo artefice del doppio salto di categoria ha deciso di concludere anzitempo e a sorpresa il rapporto che lo lega al club lagunare. Le motivazioni? Il contratto del ds scade il prossimo giugno e il rinnovo promesso da mesi dalla società sta tardando ad arrivare. Non è l’unica fonte di attrito coi piani alti: una certa divergenza di opinioni con alcuni nuovi volti dell’organigramma societario (il Ceo Andrea Rogg?) non ha aiutato. E poi si sa, per i fuoriclasse le offerte non mancano mai. Tutto questo ha portato Perinetti a decidere di cambiare aria. Destinazione Genoa, sembra. Ma in questo momento a Venezia, si fa ancora fatica a digerire l’uscita di scena di uno dei maggiori pilastri della rinascita arancioneroverde.

Se infatti Tacopina è considerato il salvifico investitore e Inzaghi il generale sul campo, Perinetti rappresenta la figura professionale che più dava credibilità al progetto Venezia FC. Forse l’elemento della triade più lontano dai riflettori, ma indispensabile dietro alle quinte. E ora i tifosi tremano: un decennio di fallimenti sportivi ha lasciato cicatrici profonde, che si traducono in una particolare sensibilità alle notizie destabilizzanti. Come quella di questi giorni.

Segnali di fumo

L’addio di Perinetti non arriva in un contesto isolato. Anche Angelo Castellazzi, fidato collaboratore tecnico di Inzaghi è ai saluti. Decisamente troppo presto per poter parlare di un esodo, ma è una coincidenza che fa riflettere.

L’estate 2017 ha rappresentato uno spartiacque all’interno della giovane era Tacopina: dopo la conquista sul campo della Serie B, la crescita del progetto si sta giocando su due binari. Sul campo le risposte sono state positive: il Venezia si sta adattando battagliero alla cadetteria, dopo un mercato oculato anche se privo di clamorosi squilli. La banda Inzaghi c’è.

Gli ultimi avvenimenti in sede sono invece meno chiari. Come al solito, tutto si gioca attorno al progetto stadio. Doveva essere presentato a luglio, ma per ora non si è visto. Un ritardo di per sé trascurabile (due mesi in questi casi sono briciole), che tuttavia potrebbe acquisire un diverso significato alla luce degli addii di questi giorni. Se Perinetti dovesse lasciare per l’insicurezza crescente attorno al futuro del Venezia, sarebbe un altro paio di maniche. E non piacerebbe a nessuno.

La palla a Tacopina

L’unica persona in grado di poter dalle delle risposte ai tifosi è Joe Tacopina. Un presidente che da queste parti è stato capace di parlare con i fatti, facendo sognare anche chi non riusciva più a farlo. Questo momento potrebbe voler dire tutto e niente. E la prossima mossa del patron, relativa alla scelta del nuovo ds, sarà determinante per fare chiarezza.

La partenza improvvisa di Perinetti non gli è andata giù: rimpiazzare da un giorno all’altro uno dei migliori direttori sportivi nel panorama italiano non è impresa da poco. Tra i nuovi nomi, quello di Daniele Pradè è poco più di un’affascinante suggestione, giustificata dai buoni rapporti che intercorrono tra il doriano e Rogg. Più concreta sembra la pista estera, in particolare quella che porta a un misterioso profilo suggerito a Tacopina dal Real Madrid.

In questi giorni il presidente del Venezia si trova negli Emirati Arabi alla ricerca di investitori per il nuovo stadio. E la caratura del prossimo ds designato sarà un ottimo indizio per capire come stiano andando le cose anche sul fronte progettuale. Cioè quello che davvero interessa a una piazza che ha smesso di avere gli incubi appena due anni fa. E a cui servirà sempre qualcuno capace di tenerglieli lontano. Go for it, Joe.

 

 

 

 

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