Catania, sfuma l’occasione di tornare grande: evoluzioni e involuzioni della stagione etnea

Poteva esserci finalmente il ritorno in Serie B, un’occasione da non mancare. Eppure la finale playoff di Serie C non coinvolgerà il Catania, beffato ai calci di rigore da un Siena capace di resistere in 9 contro 11 a gara in corso. Inutile puntare il dito su qualcuno, perché il danno ormai è fatto. Più facile, invece, ripercorrere l’annata dei siciliani.

Errori imperdonabili e opportunità non sfruttate

Cosa dire di più di una squadra che ha occupato il terzo posto con una certa continuità, senza mai scendervi al di sotto dalla decima giornata e chiudendo in seconda posizione? C’è molto da ricordare di quel che è stato e di quel che poteva essere. La falsa partenza iniziale, con un punto in due sfide, aveva fatto preoccupare la piazza non poco.

Poi il riscatto dei ragazzi di Lucarelli, capaci di vincerne 13 su 15 fino al termine di Novembre. Il primo acuto era stato il 3-0 sul Lecce, in una gara giocata in modo perfetto dai rossoazzurri. Poi Dicembre, mese aperto col brutto ko con il Trapani e chiuso cedendo anche alla Casertana.

Il 2018 ha riportato il sorriso con il buon pareggio al “Via del Mare“, ma tutto è sembrato cancellarsi quando, a metà Febbraio, il Monopoli ha passeggiato sul Catania con un secco e storico 5-0. La reazione di Barisic e compagni ha portato altri 8 risultati utili consecutivi, ma non sono bastati a bloccare l’ascesa del Lecce. Decisivi i passi falsi con Trapani e Matera, con i playoff che sono diventati presto realtà.

Dopo il doppio turno favorevole con la Feralpisalò (1-1 e 2-0), ecco il grande confronto con il Siena. Le due sfide con i toscani sono la perfetta sintesi della stagione del Catania. All’andata Mazzarani sbaglia il gol da due passi, sulla ripartenza arriva il beffardo vantaggio senese. Al ritorno, Curiale manca lo specchio della porta su palla inattiva, gli ospiti ripartono e sbloccano. Tutto il resto è storia ben nota, fino a quel legno che ha chiuso in faccia agli etnei la porta della finalissima di Pescara.

Le certezze di un anno che resterà incompleto

Impossibile non evidenziare il percorso di crescita del ventiduenne croato Luka Bogdan, una certezza che ha dato un contributo fondamentale agli etnei. Non a caso, a seguirlo ci sono squadre di Serie B e non solo. A centrocampo il lavoro degli eterni Lodi e Biagianti è stato encomiabile, supportati anche da elementi di qualità come Russotto e Mazzarani.

Sarebbe stato importante poter contare maggiormente su un Caccavallo frenato dai guai fisici, ma Ripa e Curiale non hanno deluso. In due, gli attaccanti hanno siglato 26 reti, ma potevano essere anche di più. Sono solo alcuni dei fattori positivi di questa annata, ma non è bastato.

Lucarelli e una immensa delusione

Dopo l’esperienza di Messina, dove si è ritrovato a fare ben più che il semplice allenatore, il trainer toscano si è ritrovato per le mani una macchina potente, ma che, se usata male, avrebbe potuto avere effetti negativi. Così, in effetti, è stato. Nel corso della stagione, l’ex Livorno si è ritrovato a fare i conti con molte critiche dai tifosi catanesi.

A molti non è mai piaciuto il suo modo di giocare, ad altri non sono andate giù alcune sue dichiarazioni. Va detto, però, che con lui in panchina il club siciliano è arrivato dove mai era riuscito negli ultimi anni. Questo, però, viene nascosto dalla scottante eliminazione in semifinale, dopo che nel girone C la squadra ha fallito più volte grandi opportunità di riscatto.

Un campionato, quello del Catania, passato a rincorrere il Lecce e la Serie B. Entrambi gli obiettivi sono sfuggiti, ma da cacciatori, ora, bisogna diventare prede. 

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