ESCLUSIVA – Fabian Valtolina a ZC: “A Venezia anni stupendi, con un nuovo stadio saremmo decollati. E la questione resta anche oggi”

Ha girato il nord Italia tra Bologna, Chievo, Piacenza e Genova sponda Samp. Ma Fabian Valtolina ha lasciato il segno soprattutto nel Venezia di Zamparini, vivendo da figura di spicco le tre stagioni in Serie A dei lagunari a cavallo del 2000. L’ex ala classe ’71 è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Zona Calcio.

Fabian Valtolina, per te quattro stagioni al Venezia tra 1998 e 2002, arricchite da 84 presenze e 8 gol in massima serie. Cosa ti ha spinto ha giocare per questi colori?

Non è stata una vera e propria scelta. Il Venezia mi aveva cercato quando ero a Piacenza e sono stato affascinato dall’ambizione con cui si presentava da neopromossa, anche perchè il progetto di Zamparini doveva essere molto lungo. Sono stati quattro anni bellissimi e intensi, tra gioie e dolori visti gli altalenanti risultati sul campo.

Una salvezza incredibile, una semifinale di Coppa Italia, la seconda promozione. Tra tutte queste emozioni, qual’è la più indimenticabile?

Difficile sceglierne una, ma dopo la deludente stagione del 1999-2000 culminata con la retrocessione, tornare subito in Serie A è stata una soddisfazione enorme. Eravamo determinati a riscattarci e ci siamo riusciti. Anche se a distanza di anni mi rendo conto che il presidente sarebbe potuto intervenire di più sulla squadra. Le disponibilità le aveva tutte ma la mancata realizzazione del nuovo stadio l’ha frenato già allora e purtroppo poi è sparito tutto.

Le due stagioni che avete disputato in Serie A erano comunque tra le più competitive versioni del nostro campionato. Tra tutti i fuoriclasse che hai incontrato, quale giocatore ti ha impressionato di più sul terreno di gioco?

Ronaldo è stato davvero un calciatore fuori dal normale, per capacità tecniche, velocità ma anche per educazione sportiva. E’ stato sicuramente uno di quelli che ho apprezzato di più. Tra i compagni di squadra invece sarebbe facile fare il nome di Recoba, vista la straordinaria stagione che aveva fatto con noi. Ma devo dire che Maniero, per le qualità che aveva sia in campo che fuori, avrebbe meritato una carriera migliore.

Poi nel 2002 sei andato alla Samp, appena prima che il Venezia subisse il fatidico “scippo” di Pergine Valsugana. Le intenzioni di Zamparini erano già nell’aria da tempo o voi calciatori ne eravate all’oscuro?

La situazione era surreale già da diversi mesi. Nel dicembre 2001, quando mi ero trovato col presidente per discutere del rinnovo del contratto, lui spinse per stringere un legame di lungo termine. Al che io chiesi naturalmente alcune garanzie, ma in tutta risposta Zamparini sbottò: “Ti sto facendo un favore. Io vado via, mi sono stufato. Vado al Genoa.” A quelle condizioni non trovai il senso di firmare un contratto senza che la squadra avesse un futuro. Fui messo fuori rosa per qualche partita, in un clima paradossale: a comunicarmelo fu un imbarazzato Giuseppe Iachini, appena arrivato sulla panchina del Venezia e mio compagno di squadra solo un paio d’anni prima. Poi alla fine Zamparini prese invece il Palermo e sappiamo tutti com’è andata a finire.

Rispetto a quella situazione societaria, nata comunque con delle ambizioni importanti, come vedi la dirigenza lagunare oggi?

Non conosco l’attuale proprietà del Venezia, se non attraverso i giornali. Vedo che hanno dei progetti interessanti, ma il problema poi è farli realizzare. E Venezia in questo senso è una realtà scoraggiante. Quando sono andato alla festa del centenario della società mi dissero che di costruire lo stadio nuovo se ne parla dal dopoguerra. Il fallimento di ogni progetto è sempre stato un problema dell’amministrazione regionale e locale. Spero che le cose oggi siano cambiate, altrimenti fatico a vedere il programma di Tacopina concludersi diversamente da altri.

Dal modo in cui ne parli, la città ti ha comunque segnato. Qualche contatto col mondo veneziano l’hai mantenuto?

Quattro anni sono tanti. Ho coltivato tante amicizie durature, anche coi tifosi che sono fantastici. E’ un peccato non poter essere supportati dall’amministrazione. Anche quando eravamo in Serie A lo sentivamo: i tifosi erano sempre presenti, ma da parte del comune c’era sempre poca disponibilità a dare una mano alla squadra. E infatti Zamparini se n’è andato.

Lo Staff di Zona Calcio ringrazia calorosamente Fabian Valtolina per la cortesia e la disponibilità dimostrate.

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