Fedato a TLM: “E’ difficile ritornare in campo in questa stagione, i calciatori non pensano solo ai soldi. Mi sono sentito in dovere di fare un gesto per il mio paese”

Ai microfoni di Radio Musica Television è intervenuto il calciatore del Gozzano, Francesco Fedato, il quale, durante il programma “Taca La Marca”, si è soffermato sulla situazione d’emergenza del calcio italiano. Ecco quanto emerso.

La solidarietà: “In questo periodo è normale che i calciatori si debbano tutelare, visto che i campionati sono sospesi. Ho sentito il bisogno di fare beneficenza per il mio paese(Noale), in questa situazione difficile noi dobbiamo dare il nostro contributo, non possiamo essere definiti come persone che pensano solo ai soldi. Nel mio piccolo penso di aver fatto una bella azione.”

La vita in quarantena: “Ho la fortuna di esser a casa dalla mia famiglia dove ho spazio per potermi allenare, chiaramente manca il campo e la squadra. Se si ha buona volontà ci si può allenare e rimanere in forma, non è facile a livello mentale e la ripresa sarà difficile. Bisogna mantenersi attivi almeno finché non avremo risposte definitive”.

Il virus e il calcio: “Per la Serie A è più semplice riuscire a rispettare le norme sulle sicurezza visto che dispone di maggiori mezzi soprattutto economici. Nelle serie minori è quasi impossibile farlo perchè gli strumenti a disposizione sono nettamente inferiori”.

Sulla questione stipendi: “Avendo giocato in tutte le categorie posso dire che anche qui ci sono differenze. Gli stipendi sono molto diversi di serie in serie e talvolta anche tra giocatori dello stesso campionato o squadra. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, l’unica soluzione è quella di trovare l’accordo singolarmente tra giocatore e società”.

La competitività della Serie C: “Da sempre la Serie C non è un campionato facile sia dal punto di vista mentale che fisico, visto che lacune tecniche vengono sopperite da un maggiore dispendio fisico. Quest’anno il campionato era molto equilibrato e tutte le squadre sono dello stesso livello fatta eccezione per il Monza che presenta una rosa superiore in tutto”.

Gli obiettivi di carriera: “Nella mia carriera sono partito molto bene, poi ho avuto una flessione, determinata da alcune scelte sbagliate. Adesso, sono maturato tanto sia in campo che fuori, sto lavorando tanto e spero di ritornare almeno in Serie B. Fin da giovane sono stato in molte squadre in cui sono stato bene, ma Bari ha un posto particolare nel mio cuore, sono molto legato alla città e alla squadra, in Puglia ho conquistato la convocazione in Nazionale Under 21 e mi dispiace non aver dato tutto la seconda volta che ho indossato questa maglia”.

L’esperienza con la Sampdoria: “L’esperienza con la Sampdoria in A è stata importante, ho avuto il piacere di confrontarmi con diversi giocatori come De Silvestri e Viviano che sono persone eccezionali e umili con cui sono tutt’ora in contatto.”

L’idolo da bambino: “Fin da piccolo sono cresciuto vedendo le cassette di Zidane, era bello da vedere in campo ed aveva una classe ed un talento fuori dal comune”.

La scelta di Gozzano: “Questa non è stata un’estate facile, visto che mi sono ritrovato svincolato e a fine settembre ho deciso di firmare per il Gozzano. Durante l’intero calciomercato mi hanno cercato con molta insistenza e sono molto felice della scelta che ho fatto perchè mi sono ripreso anche a livello personale, visto che ho ritrovato i 90 minuti e ho segnato anche 5 gol”.

Sul futuro: “La mia testa è ancora in campo, continuo a lavorare sodo per migliorarmi e farmi trovare pronto. Ad oggi risulta difficile pensare ad una ripresa del calcio, personalmente credo che sarebbe meglio pensare alla prossima stagione invece di andarne a compromettetene due. Dal punto di vista personale, qualora dovessimo riprendere, il mio obiettivo è quello di condurre il Gozzano alla salvezza, invece per il futuro mi piacerebbe ritornare a giocare in una categoria superiore”.

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