La Domenica Biancorossa puntata 11: pari D pasqua

Amici dorici e lettori di ZonaLegapro.it e ZonaCalcio.net, benvenuti a questa puntata singola de La Domenica Biancorossa, la rubrica che segue l’Ancona da lontano, ma purtroppo non da Pozzuoli, e che emerge dal vostro uovo di cioccolato con lo stesso tatto di una cartella esattoriale.

Nonostante con il quarto punto in 2 partite – ed è una notizia – ed il primo gol nel 2017 al Del Conero – altra notizia – l’Ancona si avvicina alla Serie D, sul campo. Tutte le ultime 5 hanno pareggiato, restano solo 3 gare e recuperare 4 punti al Fano, 5 con gli scontri diretti e 6 con la penalizzazione, appare cosa improbabile. E dire che le sue occasioni la squadra di De Patre le aveva avute, soprattutto con Frediani in avvio. Poi, se vogliamo, possiamo dire che Voltan un golletto lo meriterebbe anche, se non altro per essere quello che da qualche partita ci prova con più insistenza. Non sarà mai uno da grandi palcoscenici, e il rigore col Pordenone lo ha dimostrato, ma per questo bisogna prendersela con chi l’ha portato ad Ancona convinto di aver messo su una squadra da play-off. La punizione di Momenté è stata bella dal punto di vista estetico ed ha evitato la sconfitta, ma non ha cambiato le cose.

Copioni già visti sono stati il gol preso nel momento migliore e il pasticcio del portiere, già finito l’Anacoura formato Parma,  che para dentro la porta, propiziato da una difesa che si muove a casaccio permettendo di arrivare al gol all’ex Gerardi che quasi si scusa. Fuori dal campo, solita figura mesta con tutta l’Italia per le condizioni del campo che”fa schifo” parole di Serena, ma anche di De Patre, e parole di rammarico, e forse anche pietà, da parte dell’altro ex Luca Parodi, che ha visto 2 anni andati in fumo e che magari è stato uno di quelli che andandosene hanno capito in anticipo come sarebbe finita.

Ma c’è stata anche la settimana. Su Parma-Ancona meglio non esprimersi, c’è chi sta indagando, e forse quando si giungerà a qualche conclusione, ammesso che non finisca tutto in una bolla di sapone, questa società sarà evaporata da tempo.

E poi c’è stato il famoso “sfogo” della squadra: naturalmente non è mancato l’attacco alla stampa, a chi “aspettava la sconfitta per poter mettere la parola fine al nostro campionato“. Cara squadra, la parola fine al campionato in anticipo l’ha quasi messa chi è sceso in campo con un punto in 12 partite, ed è ovvio che, siccome anche in questa situazione di calcio si deve pur parlare, arrivino le critiche, o come dite voi, vi si spari m…a addosso. Altro punto importante: “Siamo gli unici che, pur in una situazione del genere, non siamo (scrivere sono o siano sarebbe stato meglio n.d.r.) riusciti a creare un legame con la tifoseria che sarebbe indispensabile per raggiungere il nostro obiettivo“. Non è vero,  la tifoseria era molto legata alla squadra, vedi trasferta di Fano, soprattutto quando nel girone d’andata c’era stato quel filotto di risultati utili sotto la gestione Brini nonostante fosse chiaro che la situazione societaria volgeva verso il peggio. Poi, atteggiamenti come quelli di Paolucci in tribuna o di Ricci con i giornalisti uniti ad un silenzio stampa che penalizza non i giornali ma i tifosi, non aiutano il rapporto con l’ambiente.

Tutto si sfalda: il capitano, ormai ex, quasi viene alle mani con l’amministratore delegato, non ci sono più i tabelloni pubblicitari e nel frattempo Gravina vuole capire cosa succeda in società. Adesso?Bene, quel personaggio su cui si vuole fare chiarezza all’improvviso, l’ha portato l’ex consigliere di Lega, che però in Lega ci risulta essere ancora  con altro ruolo, il quale in nome dell’etica ha spalancato le porte agli abruzzesi della cordata rappresentata da Prioreschi ed è emanazione di quel trust di tifosi la cui esperienza, secondo Gravina, intervistato dopo Santarcangelo-Ancona da RadioTua, andava semplicemente ampliata.

Allo stesso modo, caro Ricci, quello con cui stavi per dare di matto a quanto sembra, è lo stesso che elogiavi quando veniva a consolarvi perché Ranieri non pagava. L’hai capito che non è mai stato la vittima ma il burattinaio? Ad ogni modo, entro domani ci sarebbe la nuova scadenza da rispettare. Da questo momento le eventuali penalizzazioni si scontano nel prossimo campionato, qualunque sia. Intanto l’unica speranza di avere un futuro è legata, piaccia o meno, a Schiavoni: mercoledì parlerà faccia a faccia con gli ottici di Roma che vorranno vederci chiaro, dopo che nei giorni scorsi mister Imesa aveva fatto il punto nei suoi uffici con chi? Con l’amministratore deferito accompagnato dal tifoso in più, che del resto, come assicurato dall’amministratore di cui sopra lo scorso inverno, non ha nulla a che fare con l’Ancona.  La segue così, per hobby. La sensazione è che considerando l’ammontare dei debiti e la buonuscita pretesa dall’attuale società, tutto potrebbe crollare da un momento all’altro. Del resto a Macerata La Cava si è defilato in condizioni simili. . Ma speriamo che nell’uovo dorico ci sia un futuro.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

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