Serie C, Pisa: altra prestazione incoraggiante contro il Perugia

La voglia di giocare

Il Pisa ieri sera ha sostenuto il terzo test match della sua preparazione al campionato. All’Arena Garibaldi era di scena il Perugia, per una sfida che è stata il remake di un match andato in scena nell’ultima stagione di Serie B. A distanza di circa quattro mesi dall’ultimo incrocio fra le due squadre, il Pisa si trova in Serie C.

La carta dice quindi che fra i nerazzurri ed il grifone umbro c’è una categoria di differenza. La squadra di Gautieri, però, ieri sera per larghi tratti della partita è riuscita a mascherare ed annullare questo divario. A colpire positivamente degli uomini del tecnico campano è la volontà di costruire e comandare il gioco al cospetto di qualsiasi avversario.

Durante il ritiro di Storo il Pisa aveva affrontato prima il Calcio Chiese (formazione di Eccellenza), e poi il Carpi (Serie B). Negro e compagni erano usciti dal campo fra gli applausi convinti dei propri sostenitori grazie a delle prestazioni già convincenti dal punto di vista del gioco e della personalità. Tutte caratteristiche che sono state confermate anche nel primo impegno ufficiale: la vittoria di domenica scorso in Tim Cup contro il Varese. Ieri sera la sfida con il Perugia non è sfuggita a questa  logica.

Soprattutto nel primo tempo la manovra nerazzurra è stata per larghi tratti fluida e piacevole a vedersi. Sin dalle retrovie, il Pisa sta evidenziando la volontà di costruire il proprio gioco, evitando di speculare sugli errori altrui. La coppia difensiva è fortemente sollecitata nel giro palla, così come il regista della mediana è il motore della squadra. Il cervello dei movimenti e del gioco però non risiede in questa zona del campo. Gautieri è stato chiaro sin dal giorno del suo insediamento sulla panchina nerazzurra: “Il Pisa dovrà vincere attraverso il gioco. La prestazione in fase offensiva determinerà l’esito delle partite”.

L’attacco al centro del progetto

Ed è proprio la linea offensiva nerazzurra ad essere il cervello pensante della manovra del Pisa. Verrebbe da dire che cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Contro il Varese erano partiti dal primo minuto Eusepi, Negro e Peralta. Ieri sera invece sono scesi in campo come titolari Masucci, Peralta ed il nuovo arrivato Cernigoi. Il risultato non è mutato.

Continui movimenti su tutto il fronte offensivo, scambi di posizione per non dare punti di riferimento agli avversari, costante attacco della profondità alle spalle della retroguardia (il gol dell’1 a 0 è nato da questo movimento fatto da Peralta). Se fino a qualche mese eravamo abituati a vedere una squadra che faceva della fase difensiva il suo fulcro, quest’anno ci si dovrà abituare a vedere una formazione a trazione anteriore. Non tanto per il modulo (lo stesso delle ultime due stagioni, il 4-3-3), quanto per l’interpretazione dello stesso.

Ecco perché a tratti la fase di interdizione e di filtro della linea mediana sembra fare fatica, e la difesa appare in affanno di fronte ai ribaltamenti degli avversari. Affinché la squadra possa rendere al meglio, la condizione di tutti i suoi elementi deve essere ottimale. Una seppur piccola differenza tra i suoi componenti potrebbe causare uno squilibrio evidente in campo, che potrebbe portare a conseguenze negative sul risultato.

Per questo motivo sia contro il Varese che contro il Perugia in alcuni frangenti – soprattutto nel secondo tempo – la fase difensiva è stata opaca. La condizione è ancora approssimativa. Ma è giusto che sia così. Arriverà anche questa. Nel frattempo il Pisa deve insistere sulla caratteristica più peculiare della prossima stagione. Cioè la voglia di creare gioco, ed imporre la propria manovra a tutti gli avversari.

La sfida di domenica contro il Frosinone (secondo turno di Tim Cup) sarà, in questo senso, un banco di prova ottimale.

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